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Mondiali

Portogallo Spagna: 5 motivi per cui la sfida di Sochi è entrata nella leggenda (e non solo per CR7)

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Cristiano Ronaldo

Stasera si rigioca il remake di una sfida del 2018 assolutamente fantastica

A distanza di otto anni, il tabellone di questo Mondiale ci regala nuovamente un Portogallo-Spagna agli ottavi di finale, rievocando subito il ricordo di quel clamoroso 3-3 di Sochi del 2018. Una partita che non è stata solo la prima gara della fase a gironi, ma un’autentica opera d’arte calcistica che è rimasta scolpita nella memoria degli appassionati.

Ecco 5 motivi per cui quel derby iberico è stato e resterà memorabile.

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1. La consacrazione mondiale di Cristiano Ronaldo

Fino a quella notte, il rapporto di Cristiano Ronaldo con i Mondiali era stato sorprendentemente avaro: aveva segnato solo tre reti in tre edizioni diverse (2006, 2010, 2014). Contro la Spagna, CR7 scelse il palcoscenico più importante per dimostrare la sua grandezza. Si procurò e trasformò un rigore dopo appena 4 minuti, firmò il raddoppio al 44′ complice un errore di De Gea, ma soprattutto, a pochi minuti dalla fine, si guadagnò e calciò una punizione monumentale: palla sopra la barriera e direttamente all’incrocio per il 3-3 finale. Una tripletta da cineteca che lo caricò sulle spalle l’intera Nazione.

2. La forza bruta e la risposta di Diego Costa

Se CR7 fu sublime, Diego Costa rispose con l’istinto del predatore. Spesso criticato per il suo stile di gioco aspro, l’attaccante spagnolo realizzò una doppietta fantastica. Il primo gol (il momentaneo 1-1 al 24′) fu un capolavoro di prepotenza e tecnica: addomesticò un lancio lungo (vincendo un controverso duello fisico con Pepe), ubriacò di finte Fonte e Cedric in area di rigore e fulminò Rui Patricio. Ripeté l’esultanza al 55′, chiudendo in tap-in un perfetto schema su punizione rifinito da Sergio Busquets.

3. Il fendente spettacolare di Nacho Fernández

Chi avrebbe mai immaginato che un difensore potesse segnare uno dei gol più belli del torneo? Dopo aver commesso il fallo da rigore su Ronaldo in avvio, Nacho Fernández si riscattò al 58′ con una prodezza balistica impressionante. Un tiro di collo esterno destro scagliato da fuori area, un vero e proprio fendente tennistico (da far invidia a Rafa Nadal) che colpì il palo interno e si infilò in rete ribaltando il risultato sul 2-3 per la Roja.

4. Il clamoroso blackout di David De Gea

Quel match segnò in negativo il Mondiale di David De Gea. Ritenuto allora tra i migliori portieri del mondo, il futuro viola crollò mentalmente sul 2-1 di Ronaldo allo scadere del primo tempo: un tiro centrale rasoterra sfuggì dalle sue mani come nel peggior incubo di Loris Karius. Un errore, unito all’immobilità sulla punizione finale di CR7, che incrinò pesantemente le sue certezze.

5. Il caos spagnolo e l’esordio nel fuoco di Hierro

La Spagna arrivò a Sochi come una polveriera. Solo tre giorni prima, la Federazione aveva esonerato il CT Julen Lopetegui (colpevole di aver firmato in segreto per il Real Madrid), affidando la panchina a Fernando Hierro. Nonostante il terremoto tecnico, la squadra riuscì a mostrare un possesso palla e un tiki-taka sublimi, esaltando il palleggio di Iniesta e Isco, dimostrando come il DNA di quella Nazionale fosse in grado di resistere a qualsiasi scossone. Anche se poi, sia Spagna che Portogallo non andarono oltre gli ottavi di finale, esattamente il punto nel quale una delle due nazionali stasera sarà costretta a fermare la sua corsa.

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