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Caso Balogun, la Federazione belga accusa: «Nessuna risposta dalla FIFA, ricorso inevitabile»

mauro.pioli

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E’ scoppiato il caso Balogun, la Federazione belga non ci sta e contrattacca: “FIFA silente, ricorso obbligato”

Il caso Folarin Balogun continua a generare tensioni e polemiche. In attesa di capire quali saranno le prossime mosse della FIFA, la Royal Belgian Football Association (RBFA) ha diffuso un nuovo comunicato ufficiale, annunciando di aver presentato ricorso contro la decisione dell’organismo internazionale di revocare la squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti.

Secondo la federazione belga, la scelta della FIFA e il modo in cui è stata gestita la comunicazione della decisione sollevano dubbi procedurali e mancanza di trasparenza. Per questo motivo la RBFA ha deciso di contestare formalmente l’idoneità del giocatore in vista del prossimo incontro.

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COMUNICATO – A seguito della sua precedente dichiarazione, la RBFA desidera spiegare pubblicamente gli eventi delle ultime ore.

Dopo aver appreso dai media della decisione della FIFA di revocare la sospensione automatica del giocatore Balogun, la RBFA ha inviato una lettera alla FIFA chiedendo una copia della decisione, una spiegazione del processo seguito e illustrando la propria posizione in merito ai regolamenti applicabili.

Come unica risposta, la FIFA ha inviato una lettera alla RBFA affermando di considerare tale corrispondenza come un ricorso, che un giudice era stato nominato e che la RBFA aveva solo poche ore per completare tale ricorso. La FIFA non ha fornito alcuna informazione aggiuntiva.

Perché un ricorso sia ammissibile, i regolamenti della FIFA stabiliscono che la decisione motivata debba essere comunicata preventivamente all’appellante. Mentre la RBFA stava semplicemente cercando spiegazioni legittime, la FIFA ha creato essa stessa un ricorso e ha immediatamente fatto in modo che venisse dichiarato inammissibile.

Tutto ciò è avvenuto mentre la FIFA si rifiutava contemporaneamente di rispondere alle legittime richieste della RBFA.

Inoltre, durante la riunione di coordinamento della partita, la FIFA ha deliberatamente rimosso dalla presentazione la sezione relativa alla sospensione automatica dei giocatori. Questo argomento era stato trattato in tutte le riunioni precedenti alle quattro partite disputate. La RBFA ha chiesto spiegazioni alla FIFA, sia oralmente che per iscritto, sulle ragioni di questo cambiamento, senza ricevere alcuna risposta.

Per essere chiari: ad oggi la RBFA non ha ancora ricevuto alcuna decisione né alcuna spiegazione dalla FIFA riguardo alla vicenda. Non ha quindi altra scelta se non contestare l’idoneità del giocatore a partecipare alla prossima partita.

Indipendentemente dal risultato sportivo della gara, la RBFA è profondamente preoccupata per quanto accaduto e continuerà a battersi nelle prossime ore, giorni e mesi in difesa dei principi fondamentali di etica, correttezza competitiva e degli interessi del calcio nel suo complesso.”

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