Antonio Raimondo si è raccontato in questa intervista dopo l’inizio di stagione da sogno con il Frosinone
È sicuramente l’uomo copertina dell’inizio di stagione folgorante del Frosinone: Antonio Raimondo, rivelazione di questa Serie A, si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.
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TRIPLETTA CONTRO IL SASSUOLO – «Mi sono addormentato verso le 6. Ho ripensato ai gol, sentivo ancora l’adrenalina. Messaggi? Tanti. Anche se le persone che mi vogliono bene erano allo stadio e hanno vissuto tutto dal vivo».
FROSINONE – «C’è grande entusiasmo come è giusto che sia. Il nostro obiettivo è la salvezza come ci ha ribadito anche Alvini e quindi si torna al lavoro come e più di prima perché il nostro campionato comincia adesso. Dal primo contatto mi hanno subito fatto sentire importante, mi hanno fortemente voluto a cominciare dal direttore Castagnini e quando sono arrivato ho trovato un ambiente fantastico. Il mister ha anche un grande spessore umano. Sono subito entrato in sintonia con i compagni, il gruppo è speciale come il calcio che giochiamo».
ALVINI – «Che mi ha migliorato perché mi martella tutti i giorni insieme al suo staff. Mi ha fatto fare un salto di qualità nella continuità, nell’attacco dello spazio e nella protezione palla. Tanti piccoli dettagli che messi assieme ti fanno crescere».
LA SUA CRESCITA – «Ci ho sempre creduto nei momenti difficili, ho sempre cercato di dare il massimo anche quando le cose non andavano bene. Dirlo adesso sembra facile, ma non mollare mai per me è stato fondamentale. La resilienza è la chiave di tutto».
RAIMONDO IN TRE PAROLE – «Uno che sa attaccare la profondità, pressa le difese in continuazione e poi possiede un po’ di fiuto in area di rigore».
ESULTANZA – «È nata l’anno passato con amici di Salerno prima dell’ultima partita, ha portato bene e sto continuando a farla. Come Batistuta? Più o meno. Niente paragoni, per carità. Assomigliare a lui solo vagamente sarebbe già troppo».
NUMERI DI YAMAL E RAPHINHA – «Coincidenze numeriche, loro sono fuoriclasse, lasciamo perdere».
FUTURO AL BOLOGNA – «Non sta a me deciderlo. Penso solo a fare bene con il Frosinone e poi vedremo».
NAZIONALE – «Posso solo rispondere che la Nazionale è un sogno e un obiettivo. Se dovesse arrivare una chiamata risponderei sicuramente presente».