Maurizio Sarri rompe il silenzio dopo il ritiro punitivo post-Parma: tutte le parole del tecnico alla vigilia della sfida di Conference League contro il Kairat Almaty
Vigilia di coppa elettrizzante per l’Atalanta, pronta a rituffarsi nel cammino europeo in Conference League per la sfida casalinga contro i kazaki del Kairat Almaty. A fare il punto della situazione e a fare chiarezza sui motivi dell’isolamento è stato Maurizio Sarri ai microfoni di Sky Sport:
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PAROLE – «È un modo per stare insieme e avere più rapporto con i giocatori. È un modo per aver colloqui individuali e collettivi, per passare del tempo insieme anche senza parlare di calcio. È stata una decisione giusta, avevamo bisogno di fermarci. Siamo consapevoli delle difficoltà»
POST PARMA – «Se parliamo di calcio, noi lunedì abbiamo fatto un ottimo primo tempo. Poi bisogna parlare di qualcosa che non è calcio giocato ma reazioni emotive e caratteriali che riguardano il secondo tempo. Bisogna entrare in campo a inizio ripresa con un’altra attitudine»
PRESSIONE – «Siamo in discussione ogni tre giorni e l’ho accettato, non mi fa più nessuna impressione. All’interno della società io vedo che tutte le componenti provano ad aiutare. A tratti lo stanno giocando, con il Parma ho visto una squadra che giocava con i dettami che ci diamo in allenamento. Non penso»
KAIRAT – «È un avversario che negli ultimi undici mesi ha giocato a San Siro e ha perso 2-1, ha giocato a Londra contro l’Arsenal e ha perso 3-2. Bisogna uscire dai luoghi comuni. È una squadra pericolosa, di cui conosciamo più i singoli che la squadra visto che c’è stato un cambio di allenatore con cui hanno giocato una sola partita che era ininfluente essendo già matematicamente secondi».
SCAMACCA – «Scamacca dobbiamo valutarlo, l’ultimo allenamento sarà decisivo per capire se sarà a disposizione. Giocare tre partite in sei giorni è difficile sotto questo punto di vista, per quanto riguarda i recuperi decideremo la strada migliore da percorrere»