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Sau, cuore Cagliari: «La Sardegna Arena? Uno stimolo in più»

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Marco Sau, l’apertura della Sardegna Arena e i suoi sogni: «Mai avrei immaginato di arrivare a 30 anni con questa maglia. Giulini…»

La Sardegna Arena è forse il vero top-player di questa stagione del Cagliari. C’è grande attesa per l’apertura dell’impianto, un’attesa vibrante persino per i giocatori. E chi meglio di Marco Sau e Andrea Cossu – sardi doc che giocano per i rossoblu e ne sono i capitani – può esprimere tale sensazione? «Questo è un miracolo: che emozione. Per la squadra è qualcosa in più, un fattore fondamentale». Qualche giorno fa, Sau si è presentato a sorpresa sull’impianto e ha condiviso qualche birra con gli operai: «Mi sono molto emozionato: è stato un mix di sensazione – ha confessato a “La Gazzetta dello Sport” -. Vedevo le loro facce felici per il gesto che avevano compiuto, è stato molto bello. Hanno fatto un lavoro incredibile». La squadra si è già allenata qui: «Il manto erboso è buono, ma l’impianto è bellissimo: è stato utile allenarsi lì. Il tifo vicino? Speriamo possa agevolarci».

30 E STO – I trent’anni sono vicini per l’attaccante – li compirà a novembre – ed è la sesta stagione consecutiva a Cagliari, magari con la voglia di restarci fino alla fine della carriera: «Nel calcio non si può mai dire, ma la voglia è quella di starci. Non mi aspettavo di arrivare ai 30 anni con questa maglia indosso: è stato difficile tornare dopo cinque anni in giro per l’Italia, ma ora sto bene e sto comprando casa in città. Non al mio paese, Tonara, perché dista troppo da Cagliari». L’obiettivo c’è: «Per la squadra la salvezza, il prima possibile, anche se è un campionato equilibrato. Per me quello di tornare in doppia cifra e segnare con continuità». Tanto sacrificio difensivo per lui l’anno scorso, ma Sau è a disposizione. «Il nostro è un modulo a due punte, ma faccio un po’ di tutto. Rastelli? Abbiamo un normale rapporto giocatore-allenatore. L’allenatore più influente per me? Zeman, a 23 anni poi…». Da Borriello a Pavoletti davanti: «Sono simili: Marco dentro l’area è fortissimo e forse ha più esperienza. Pavoletti è un grande, perché dà l’anima per la squadra, si è inserito bene».