Torino, allarme Zapata: il ginocchio del centravanti colombiano classe 1991, continua a gonfiarsi e il recupero si complica. Rivisti i piani di mercato
Doveva essere la stagione della rinascita, quella in cui Duván Zapata – centravanti colombiano classe 1991, noto per potenza fisica e capacità di attaccare la profondità – avrebbe guidato il Torino verso un nuovo ciclo. Invece, fin dai primi giorni di ritiro tra Filadelfia e Pinzolo, è emerso un problema che ha cambiato completamente il quadro: il ginocchio sinistro ha iniziato a dare segnali preoccupanti, con un gonfiore persistente che ha costretto lo staff tecnico e medico a rivedere l’intero programma di preparazione.
Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno
Zapata si è fermato quasi subito, interrompendo la fase di carico estivo e iniziando un percorso personalizzato. Il tecnico Alberto Abate ha spiegato che “lo stiamo gestendo con un lavoro graduale”, ma secondo quanto riportato da Tuttosport i miglioramenti non sono stati completi. Anzi: i pochi minuti disputati in Coppa Italia hanno provocato un nuovo gonfiore, segnale che il ginocchio non riesce ancora a sopportare carichi intensi senza dolore. Una condizione che rende il recupero più lungo e incerto.
Mercato stravolto: perché Kulenovic e Adams sono rimasti
La situazione di Zapata ha avuto ripercussioni dirette anche sul mercato granata. Il club ha deciso di trattenere George Adams, attaccante in scadenza di contratto, che ora ruota stabilmente tra i potenziali titolari. Allo stesso modo è rimasto Sandro Kulenovic, punta di riserva che il Torino ha preferito non cedere, consapevole delle difficoltà fisiche di Zapata e dei problemi muscolari che hanno tormentato Giovanni Simeone nell’ultima stagione.
Condizioni ancora delicate
Il colombiano continua a seguire un programma personalizzato, ma il minutaggio ridotto e la reazione del ginocchio agli sforzi restano elementi critici. Zapata, ex Napoli e Atalanta, non riesce ancora a sostenere carichi pesanti senza avvertire dolore: un limite che rallenta il percorso di recupero e obbliga il Torino a procedere con estrema cautela.
Il club resta in allerta: la gestione del centravanti sarà decisiva per non compromettere una stagione già iniziata con più incognite del previsto.