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Vlahovic non serve più, nuovo bomber per Spalletti: è un colpo da Juve

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L’addio di Vlahovic non preoccupa Spalletti e Ottolini. Il colpo da Juve è stato già deciso e l’attaccante serbo pare ormai superfluo.

L’epilogo del rapporto tra Dusan Vlahovic e la Juventus ha assunto ormai i tratti di una cronaca annunciata, un distacco che si consuma tra le pieghe di un’infermeria ostinata e uno stallo negoziale che non ammette più repliche. Fermo ai box per una lesione all’adduttore che lo ha costretto ai margini proprio nel momento clou della stagione, il serbo incarna il paradosso di un capitale tecnico destinato a svanire senza indennizzo il 30 giugno 2026. Marco Ottolini, subentrato con una visione pragmatica nella gestione dell’area sportiva, si trova oggi a dover orchestrare una successione complessa, cercando di anticipare le mosse per un attacco che necessita di una nuova architrave.

In questo scenario di transizione, il nome di Mateo Pellegrino è tornato a circolare con insistenza nei corridoi della Continassa: il centravanti del Parma rappresenta quell’identikit di fisicità e presenza d’area che la squadra di Spalletti insegue per dare concretezza alla manovra. Parallelamente, la parabola di Lois Openda sta scivolando verso un pericoloso scetticismo critico. Il belga, nonostante l’esborso economico praticamente certo, non è mai riuscito a stabilire una connessione empatica con la tifoseria, apparendo spesso come un elemento estraneo e privo di quella ferocia necessaria per incidere nei momenti di massima pressione. Se l’addio di Vlahovic è sempre il tema caldo a Torino, anche l’apporto del belga è sempre sotto osservazione.

Di Canio non fa sconti, Openda bambinone: “Serve Osimhen”

Il dibattito sulla sterilità offensiva e sulla tenuta psicologica del reparto è stato ulteriormente alimentato dalle riflessioni, come sempre taglienti, di Paolo Di Canio. Intervenuto sulle colonne di Tuttosport, l’ex calciatore ha analizzato con durezza le carenze caratteriali degli interpreti juventini, suggerendo che per il sistema di Spalletti servirebbe un profilo radicalmente diverso. Secondo Di Canio: “alla squadra servirebbe piuttosto un giocatore come Osimhen: un centravanti dotato di grande fisicità, capace di attaccare la profondità e di trasmettere grinta ai compagni”. Un giudizio che mette a nudo la mancanza di un trascinatore carismatico in grado di tradurre in gol la mole di gioco prodotta.

Victor Osimhen
Di Canio non fa sconti, Openda bambinone: “Serve Osimhen” – calcionews24.com (foto: profilo X Galatasaray)

Il giudizio più severo è stato però riservato proprio a Openda, descritto senza troppi giri di parole: “Mi sembra un bambinone, anche dello schiaffo che Spalletti gli ha dato, come a dire ‘svegliati’ perché anche un gol sul 5-0 può darti fiducia”. Nonostante l’incertezza sullo spirito con cui Vlahovic affronterà gli ultimi mesi in bianconero, tra sirene di mercato e fragilità fisiche, Di Canio ha però sottolineato che il serbo rimane “la punta più funzionale per il sistema di gioco”, merito di una scaltrezza negli ultimi sedici metri che i suoi attuali compagni, pur più mobili, non riescono ancora a emulare nel cuore dell’area di rigore.

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