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Turpin arbitro Bosnia Italia: i precedenti del fischietto francese contro gli azzurri. Un ‘fantasma’ e tre buone notizie, come è andata

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Turpin arbitro Bosnia Italia: come sono andati i precedenti del direttore di gara francese contro gli azzurri. Tutti i dettagli

La UEFA ha emesso il suo verdetto e, per i tifosi azzurri, ha il sapore amaro di un incubo che ritorna. Sarà il francese Clément Turpin a dirigere la tesissima finale playoff per l’accesso ai Mondiali 2026 tra Bosnia e Italia, in programma martedì 31 marzo nella bolgia di Zenica. Una designazione che inevitabilmente fa tremare i polsi a tutto l’ambiente tricolore. Il fischietto transalpino, seppur esperto e stimato a livello internazionale, evoca infatti uno dei ricordi più dolorosi e drammatici della recente storia calcistica della Nazionale.

Il fantasma della Macedonia del Nord

Il pensiero corre immediatamente a quella maledetta notte del 24 marzo 2022. Al “Barbera” di Palermo si giocava la semifinale playoff per i Mondiali in Qatar. In campo c’era l’Italia, e ad arbitrare c’era proprio Monsieur Turpin. Il finale è tristemente noto a tutti: la beffa nei minuti di recupero firmata da Trajkovski, la clamorosa sconfitta contro la Macedonia del Nord e la seconda, catastrofica, mancata qualificazione consecutiva alla rassegna iridata.

Oggi, con lo spettro di una terza clamorosa esclusione dal Mondiale, rivedere Turpin incrociare il destino degli Azzurri in un match da dentro o fuori alimenta un giustificato senso di inquietudine. A Zenica, l’arbitro sarà coadiuvato da una squadra quasi interamente francese: gli assistenti Nicolas Danos e Benjamin Pages, con Jérôme Brisard al VAR e Willy Delajod come AVAR. L’unica eccezione sarà il quarto uomo, lo spagnolo José María Sánchez.

Il bilancio positivo e la speranza

Tuttavia, prima di cedere al pessimismo cosmico, è giusto analizzare il quadro completo. Se è vero che l’ombra di Palermo è enormemente ingombrante, il bilancio complessivo di Turpin con l’Italia non è affatto disastroso. Nelle cinque occasioni totali in cui ha diretto la Nazionale, gli azzurri hanno ottenuto ben tre vittorie, tutte mantenendo la porta inviolata:
• Contro l’Uruguay (in amichevole).
• Contro la Polonia (in UEFA Nations League).
• Contro l’Israele (nelle recenti qualificazioni mondiali).

Insomma, la cabala e i precedenti storici offrono chiavi di lettura contrastanti. Come si suol dire, la fortuna è cieca, ma martedì sera a Zenica l’Italia dovrà dimostrare di essere più forte anche dei propri fantasmi per staccare finalmente il pass per i Mondiali.

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