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Morte Beccalossi, il commosso ricordo di Altobelli, Serena e Mancini: «Non mi do pace, un fuoriclasse»

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Morte Beccalossi, il commosso ricordo di Altobelli, Serena e Mancini: le parole dei suoi amici ed ex compagni di squadra all’Inter e alla Sampdoria

La morte di Evaristo Beccalossi ha scosso e commosso l’intero mondo del calcio. Questo il ricordo di alcuni suoi ex compagni e amici fraterni. Di seguito le parole rilasciate da Alessandro Altobelli al Corriere della Sera, quelle di Aldo Serena a Repubblica e il pensiero affidato ai social dall’ex ct Roberto Mancini.

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LE PAROLE DI ALTOBELLI – «Il vero morto sono io, non mi do pace. Sono in Kuwait e sto cercando un volo per tornare. Ci capivamo in campo e fuori. Piaceva tanto alla gente perché era estroso e tecnico, tutti volevano essere come lui. Dal giorno che ci siamo conosciuti a Brescia (Spillo ha giocato con le Rondinelle insieme a Beccalossi dal 1974 al 1977, poi l’avventura all’Inter, ndr), siamo sempre stati insieme. Lui era un fantasista anche fuori dal rettangolo di gioco»

LE PAROLE DI SERENA – «Sono andato a trovare Evaristo qualche mese fa, ma non era vita per un uomo come lui. Era stato uno sportivo e una persona eccezionale, sprizzava gioia ed energia, era uno degli uomini più vitali che io abbia mai conosciuto. Era sorprendente la sua qualità nel giocare a calcio. Aveva una tecnica eccezionale. Gli dicevo: ‘Evaristo, non sapevo ci fossero giocatori bravi come te’. Ma per lui era normale».

LE PAROLE DI MANCINI – «Sei stato un fuoriclasse. Ciao Becca».

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