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Giampaolo in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese Pisa: «È un’ultima chiamata, bisogna solo vincere. Il focus è nella capacità di reazione: o lotti o ti lasci morire, cosa vuoi fare?»

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Giampaolo in conferenza stampa alla vigilia di Cremonese Pisa: le sue dichiarazioni verso il match della 36ª giornata di Serie A 2025/26

Alla vigilia di Cremonese-Pisa, Marco Giampaolo ha presentato la sfida in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

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ULTIMA CHIAMATA – «È così, non bisogna nascondersi dietro le proprie responsabilità né ai luoghi comuni. Io penso che queste partite valgano più dei tre punti per la classifica. E quel qualcosa in più è l’aspetto caratteriale, l’amor proprio, la capacità di avere resilienza, ferocia, ribellarsi alla classifica… Ci sono tanti significati che riconducono a ciò che si ha dentro. Alla squadra ho detto che sono consapevoli del fatto che bisogna solo vincere, non c’è altra strada: significa come ci si impone davanti alla responsabilità, alla partita… Parlo di atteggiamento, presenza, materia».

NOVITA’ DI FORMAZIONE «Non giudico i miei calciatori né il percorso che hanno fatto con me, adesso non è questo il focus e non mi interessa. Il focus è nella capacità di reazione: o lotti o ti lasci morire, cosa vuoi fare? Questo è il principio su cui sono molto attento. Quando sono arrivato ero a conoscenza delle difficoltà, ma l’obiettivo era lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima partita, sudando fino all’ultima goccia, e non voglio che il percorso sia diverso. Vado alla ricerca di queste risposte: le partite si giocano in 16, il discorso sta nel chiamare a raccolta ciò che si ha dentro, avere un senso di appartenenza forte per la maglia e per i tifosi. Non si gioca solo per sé stessi, si rappresenta anche altro. Io vado in cerca dello spessore dell’uomo».

PRESSIONI DIVERSE – «Innanzitutto nessuno regala nulla a nessuno. La partita deve essere pesante per noi, è giusto così e ci sto dentro. Non mi interessa del Pisa in sé, farà la sua partita com’è giusto che sia. Noi dobbiamo cercare qualcosa di più profondo: i sentimenti che abbiamo, anche in un rapporto di squadra. Il mio percorso sin qui è composto da sei partite e mi baso su quello, voglio vedere chi c’è sul piano della presenza e della responsabilità. Non ho nulla da rimproverare per la sconfitta con la Lazio, non sto rimproverando la squadra ma la sto chiamando per questo appuntamento».

VARDY – «Sì, giocherà da subito».

DIFESA A 3 – «Noi abbiamo giocato a quattro e difeso spesso a cinque, quindi a tre. Il calcio non si legge più in maniera statica, con la Lazio siamo partiti in un modo, attaccando in un altro e difendendo in un altro ancora: c’è molta fluidità. In queste partite abbiamo giocato con Baschirotto, Terracciano e Luperto che in fase difensiva passavano a tre mentre Floriani Mussolini, Pezzella e Zerbin difendevano a cinque. Ma non è quello a fare la differenza, fa parte della strategia di gara e degli aspetti tattici che sono la piccola parte dei contenuti di una partita, che contiene miliardi di altre cose. Con il 5-3-2 si è vinto e si è perso, il modulo in sé non vale niente».

MANCANZA DI MOTIVAZIONI? – «Il giocatore non motivato è quello che non dà niente sul piano emozionale, a cui non interessa vincere o perdere. Io non penso che qui ci siano giocatori così, poi ce ne possono essere alcuni forti e altri meno forti caratterialmente. Credo di aver lavorato per scegliere sempre il miglior undici e domani farò lo stesso, ma so che non è sufficiente: con i cambi si stravolge anche la formazione iniziale, quindi il discorso è sempre esteso ai sedici che scendono in campo e tutta la squadra. Domani c’è un appello e noi siamo chiamati a rispondere negli atteggiamenti, nella capacità di essere resilienti. Nel calcio si vince e si perde, chiaramente dobbiamo dare una risposta caratteriale, fisica e di appartenenza. Per questo dico che il discorso va oltre i tre punti».

COLLOCOLO E THORSBY POSSONO GIOCARE – «Fanno parte dei convocati, quindi sì”.

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