Italia
Baldini, la rivoluzione silenziosa: dall’Under 21 alla Nazionale maggiore. Confermarlo è la scommessa che serve all’Italia
La scalata di Baldini: dalla rinascita dell’Under 21 alla guida dell’Italia, perché confermarlo sarebber la scelta giusta in questo momento
Baldini ha già cambiato la Nazionale con scelte nette: ha convocato in blocco la sua Under 21, portando in azzurro 19 giovani alla prima chiamata e un’età media di appena 20 anni e 6 mesi; la domanda non è più se il progetto funzioni sul campo, ma se la Federazione abbia il coraggio di trasformare l’interim in continuità.
La rivoluzione silenziosa di Baldini
Silvio Baldini è arrivato come ct ad interim dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso e ha scelto una strada chiara: convocare il gruppo dell’Under 21 che già allena, integrandolo con poche eccezioni come Gianluigi Donnarumma e Pio Esposito.
La scelta è stata motivata dalla volontà di testare il vivaio azzurro e di dare spazio a chi, fino a oggi, non aveva avuto chance nella Nazionale maggiore. Baldini stesso ha spiegato che non si è trattato di un capriccio ma di una scelta ponderata per valutare il futuro del movimento.
Numeri e fatti che pesano
- 19 su 24 convocati sono alla prima chiamata con la Nazionale maggiore; l’età media del gruppo è 20 anni e 6 mesi.
- Baldini ha ribadito pubblicamente la sua critica al sistema: «Il calcio italiano è in mano a dirigenti che pensano ai propri interessi», denunciando la preferenza per giocatori anziani rispetto ai giovani.
- Otto dei convocati provengono da Serie B e C, segnale della volontà di esplorare tutto il territorio nazionale per talenti utili.
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Perché confermare Baldini potrebbe avere senso
Primo, Baldini ha già un gruppo coeso che conosce i suoi metodi: la continuità tecnica riduce i tempi di adattamento e massimizza il rendimento dei giovani.
Secondo, il contesto attuale — un anno zero per il calcio italiano dopo la mancata qualificazione mondiale — è l’occasione per un reset che privilegi la crescita interna piuttosto che soluzioni tampone.
Terzo, i segnali concreti (ampio ricambio generazionale e sperimentazione su giocatori di Serie B/C) mostrano un piano che va oltre le due amichevoli estive.
Rischi e considerazioni
Confermare Baldini significherebbe accettare un percorso di rinnovamento graduale con possibili passi falsi nel breve periodo; scegliere un ct esterno garantirebbe esperienza ma rischierebbe di interrompere il lavoro sul vivaio.
La FIGC deve valutare non solo il profilo tecnico, ma anche la visione strategica: se l’obiettivo è ricostruire il sistema, la continuità con Baldini è una scelta coerente; se si cerca un rilancio immediato, serve un profilo con esperienza internazionale.
Baldini ha già dimostrato di non avere paura di “sporcarsi le mani” e, per ora, i numeri e le scelte parlano a favore della sua idea di calcio.