Buffon e l’addio alla Nazionale: «Sono uno dei pochi italiani che si prende la responsabilità e si toglie dai coglioni»
Hanno Detto

Buffon e l’addio alla Nazionale: «Sono uno dei pochi italiani che si prende la responsabilità e si toglie dai coglioni»

L’ex portiere azzurro si racconta a Ivan Zazzaroni nel podcast Tutto in piazza: dagli errori personali al sostegno per Gattuso, fino al rapporto con la Juventus

Una lunga intervista per ripercorrere momenti importanti della sua carriera e della sua vita calcistica. Gianluigi Buffon, ospite del podcast Tutto in piazza condotto da Ivan Zazzaroni, ha parlato di responsabilità, errori, scelte difficili e dei passaggi più delicati vissuti con la maglia della Nazionale italiana e della Juventus.

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L’ex portiere azzurro ha spiegato come anche i momenti complicati possano diventare occasioni di crescita, soprattutto quando si ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.

ERRORI E CRESCITA PERSONALE«Ognuno di noi attraversa dei momenti in cui si prova un certo disagio a fare quello che ha sempre fatto in maniera naturale. Ma gli errori servono a crescere se sei tu che paghi in prima persona e ci metti la faccia. Io ne ho fatti moltissimi ma mi sono sempre perdonato».

Buffon e l’addio alla Nazionale: la scelta dopo la Bosnia

Tra gli argomenti principali dell’intervista c’è anche il rapporto con la Nazionale italiana e la decisione presa dopo l’eliminazione contro la Bosnia. Buffon ha raccontato il motivo che lo spinse a lasciare il gruppo azzurro, sottolineando il suo modo di affrontare le difficoltà.

LA DECISIONE DOPO LA BOSNIA E IL SOSTEGNO A GATTUSO«Dopo l’eliminazione contro la Bosnia ho scelto di andare via e ne sono uscito benissimo perché sono uno dei pochi italiani che si prende la responsabilità e si toglie dai coglioni, mentre invece tanti altri vogliono sempre tornare. Gattuso? Io ho spinto per averlo come ct e lo farei ancora adesso, era l’uomo giusto per il momento che stavamo attraversando. Non è un rigore sbagliato a cambiare la mia idea».

L’ex numero uno ha quindi ribadito la propria convinzione sulla scelta di affidare la panchina azzurra a Gennaro Gattuso, considerandolo un profilo adatto alla fase di ricostruzione della Nazionale.

Buffon sul Como: «Se Fabregas arriva terzo è un fenomeno»

Nel corso dell’intervista Buffon ha analizzato anche il percorso del Como, protagonista di una crescita importante sotto la guida di Cesc Fabregas.

IL FUTURO DEL COMO«Posso dire una cosa sul Como? Sento tanti che, in maniera anche inconsapevole e bonaria, lo stanno candidando a papabile vincitrice dello scudetto. Io credo che se il Como dovesse migliorare l’anno scorso e arrivare terzo, avrebbero fatto un miracolo. Dovesse arrivare quarto, avrebbero fatto un grandissimo lavoro, quinto o sesto avrebbero fatto un buon lavoro. Soprattutto perché c’è la Champions. Fabregas non ha fatto il pompiere, ha giocato ad altissimo livello: dover giocare eventi importanti come la Champions, per giocatori che non hanno abitudine a giocare ogni tre giorni, sarà dura. Se Fabregas arriva terzo è un fenomeno».

Il rapporto con la Juventus e il momento più difficile

Buffon ha infine ricordato il periodo più complicato vissuto alla Juventus, coinciso con il grave infortunio alla schiena e con il cambiamento societario che portò all’arrivo di Andrea Agnelli, Beppe Marotta e Fabio Paratici.

IL MOMENTO DIFFICILE ALLA JUVENTUS«C’è stato un solo momento nel quale non mi sentivo più dentro al progetto Juve e in parte è stata colpa mia, sono fatto alla mia maniera, sono una complicata persona semplice e bisogna sapermi prendere. Non facevo mai pesare il mio status però non volevo che qualcuno se ne approfittasse perché quello mi fa andare in bestia».

L’ex portiere ha poi spiegato come il dialogo con la nuova dirigenza abbia contribuito a ricucire il rapporto:

IL RAPPORTO CON LA SOCIETÀ«Sono una persona ragionevole con chi è chiaro e trasparente e portano un certo dialogo sulle basi di una logica, se manca quello divento irragionevole».

Un racconto che restituisce il lato più umano di Buffon, tra momenti di difficoltà, autocritica e la capacità di affrontare sempre le sfide mettendoci la faccia.

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