Caso Balogun e riforma regolamento FIFA: Infantino affronta la crisi
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Caso Balogun e riforma regolamento FIFA: Infantino affronta la crisi al Consiglio di Zurigo

La FIFA cambia il regolamento dopo il caso Balogun, ma Gianni Infantino è al centro di una dura contestazione interna in vista delle prossime elezioni:

La FIFA si appresta a modificare il proprio regolamento disciplinare per evitare il ripetersi di gravi polemiche come quella legata alla sospensione della squalifica di Folarin Balogun, giovane e talentuoso attaccante statunitense. La decisione arriva in vista di un’infuocata e cruciale riunione del Consiglio FIFA a Zurigo, in cui l’organo di governo del calcio mondiale valuterà una mozione per vietare in futuro la sospensione delle squalifiche automatiche di una partita.

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Il caso Balogun e le pressioni politiche

La controversa revoca del provvedimento contro la punta americana aveva scatenato un’ondata di indignazione internazionale, alimentando sospetti di ingerenze politiche dopo i contatti tra le istituzioni americane e i vertici del calcio mondiale. La vicenda ha spinto dirigenti di primo piano, tra cui Debbie Hewitt, autorevole presidente della Federcalcio inglese e vicepresidente FIFA, a pretendere totale trasparenza con la richiesta di divulgazione di tutti i documenti relativi al caso.

Il presidente della FIFA Gianni Infantino, dirigente svizzero al timone dell’organizzazione dal 2016, continua a difendere la piena indipendenza della commissione disciplinare, ma si trova ora ad affrontare una delle crisi istituzionali più severe del suo mandato.

Contestazioni interne e il nodo delle elezioni presidenziali

L’odine del giorno del Consiglio di Zurigo si preannuncia rovente. Oltre al caso che ha coinvolto Balogun, sul tavolo ci sono aspre critiche relative alla governance, come le contestazioni sollevate da Bernd Neuendorf, influente presidente della Federcalcio tedesca e membro del Consiglio, e le tensioni con la UEFA sfociate in richieste di acquisizione di atti legali negli Stati Uniti. Sullo sfondo restano anche le perplessità sulla gestione dei contributi e sulle verifiche di idoneità dei tesserati nelle qualificazioni mondiali, con particolare riferimento alla situazione che ha riguardato Lionel Mpasi, esperto e reattivo portiere della Repubblica Democratica del Congo.

Questo clima di profonda spaccatura interna si consuma a ridosso della scadenza del 18 novembre per la presentazione delle candidature alle prossime elezioni presidenziali della FIFA. Un appuntamento cruciale in cui la riconferma di Infantino appare per la prima volta seriamente insidiata.

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