Torino, il sindaco Stefano Lo Russo mette pressione a Urbano Cairo per il futuro dello stadio e del Robaldo: il progetto dovrà arrivare entro il 31 dicembre
Il futuro del Torino passa anche dalla questione stadio. Il presidente Urbano Cairo è chiamato a rispettare una scadenza fondamentale per il progetto di riqualificazione dell’Olimpico Grande Torino e del centro sportivo Robaldo. Il sindaco Stefano Lo Russo ha ribadito che il Comune non intende attendere oltre il 31 dicembre 2026 per ricevere la proposta annunciata dalla società granata.
Come raccontato da Tuttosport, il progetto potrebbe assumere un’importanza decisiva anche nell’ottica di una possibile cessione del Torino, considerando l’interesse che una concessione pluriennale dello stadio potrebbe suscitare tra gli investitori internazionali.
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Torino, Lo Russo avverte Cairo: progetto stadio entro il 31 dicembre
La questione è tornata d’attualità dopo le ultime dichiarazioni del primo cittadino, intervenuto alla trasmissione radiofonica Tuttocittà.
Lo Russo ha confermato che il Comune attende ancora il progetto di partenariato pubblico-privato promesso dal Torino, ma ha chiarito che esiste già una soluzione alternativa.
LE PAROLE DEL SINDACO – «Siamo sempre in attesa di ricevere la proposta di project che ci era stata preannunciata dal Torino».
L’ALTERNATIVA AL PROGETTO GRANATA – «Qualora questa proposta non arrivasse, andremmo a bando con una procedura tecnica preparata dagli uffici comunali. Un bando di concessione ordinaria».
Il messaggio è chiaro: senza una proposta concreta entro fine anno, l’amministrazione procederà autonomamente per definire il futuro dell’impianto.
Torino, progetto stadio in ritardo: cosa era stato annunciato ad aprile
La vicenda risale al 24 aprile, quando Torino, Comune e Politecnico avevano comunicato l’avvio di una collaborazione per elaborare un piano di valorizzazione dello stadio e del Robaldo.
L’obiettivo era presentare una proposta attraverso lo strumento della finanza di progetto, prevedendo interventi di riqualificazione delle strutture sportive e delle aree circostanti.
Il club aveva annunciato l’intenzione di procedere rapidamente, ma i tempi si sono progressivamente allungati.
L’assessore comunale allo Sport, Domenica Carretta, aveva già evidenziato il ritardo.
LA SCADENZA INIZIALE – «Ce la aspettavamo entro la fine di settembre».
Il sindaco, pur continuando a dichiararsi fiducioso, ha quindi deciso di fissare un termine definitivo.
Torino, dalle ipoteche alla concessione trentennale: cosa può cambiare
Un passaggio fondamentale è stato rappresentato dalla cancellazione delle ipoteche per 34 milioni di euro che gravavano sull’impianto dopo il fallimento del Torino del 2005.
Un’operazione portata avanti dal Comune con l’Agenzia delle Entrate, che ha consentito di valutare nuove prospettive per la gestione dello stadio.
Qualora il progetto granata venisse presentato e successivamente approvato, potrebbe aprirsi la strada a una concessione di circa trent’anni, attraverso un partenariato pubblico-privato.
La proposta dovrebbe comprendere un piano economico, la durata della concessione, gli interventi sulle strutture e la possibile realizzazione di spazi commerciali nelle aree interessate.
Gli uffici comunali sarebbero poi chiamati a verificarne sostenibilità economica, fattibilità e conformità giuridica, prima dell’eventuale procedura pubblica.
Torino, Cairo può vendere il club: perché lo stadio è decisivo
La questione assume particolare rilevanza anche rispetto al futuro societario.
Secondo Tuttosport, Cairo avrebbe affidato a Bank of America un mandato legato alla possibile vendita del Torino, confermando l’intenzione di valutare eventuali opportunità.
Un accordo di lunga durata per lo stadio, accompagnato dalla riqualificazione del Robaldo, potrebbe aumentare l’attrattività del club soprattutto nei confronti dei fondi di investimento nordamericani.
Disporre di un progetto infrastrutturale definito rappresenterebbe infatti un elemento importante nella valutazione economica della società.
Torino, il Comune prepara il piano alternativo: settimane decisive per Cairo
Il Comune ha già concesso una proroga per l’utilizzo dell’impianto anche nel primo semestre del 2027, proprio per consentire alla società di completare la progettazione.
Adesso, però, il tempo stringe.
L’ULTIMATUM DI LO RUSSO – «Siamo agli sgoccioli del tempo utile. E qualora la proposta non arrivasse nei tempi previsti, gli uffici sarebbero già pronti a varare il bando di concessione. Vedremo».
Le prossime settimane saranno quindi decisive per Urbano Cairo. Dalla presentazione del progetto dipenderanno non soltanto le prospettive di riqualificazione dello stadio, ma potenzialmente anche gli scenari legati al futuro proprietario del Torino.