Il 3-0 dell’Inter al Feyenoord assume contorni importantissimi per questi motivi. Cosa c’è dietro al successo in Champions League
L’Inter di Cristian Chivu conquista una vittoria di straordinaria autorevolezza nella quarta giornata della League Phase di Champions League, travolgendo per 0-3 il Feyenoord nella bolgia del De Kuip. Un successo pesante che non solo rilancia i nerazzurri portandoli a quota 6 punti in classifica, ma scrive anche una pagina statistica di prestigio: l’Inter è infatti la terza squadra nella storia della Champions a vincere con almeno tre gol di scarto sul campo del Feyenoord, eguagliando l’impresa riuscita soltanto al Manchester City nel 2017 e al Bayer Leverkusen nel 2024.
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Bisseck apre le marcature, Esposito raddoppia di testa
L’avvio dei nerazzurri è deciso fin dai primi minuti, nonostante il cartellino giallo rimediato a freddo da Hakan Calhanoglu al 3′. Dopo un primo spunto di Federico Dimarco neutralizzato in corner, la partita si sblocca al 9′: Yann Bisseck controlla con il destro e batte il portiere avversario con un diagonale chirurgico di sinistro per lo 0-1.
I padroni di casa provano a reagire approfittando di un’incomprensione tra Manuel Akanji e Josep Martínez, ma il portiere spagnolo risponde presente deviando una conclusione insidiosa di Anis Hadj Moussa. Al 34′ arriva il raddoppio: Djed Spence accelera sulla fascia e scodella al centro un cross che si impenna dopo una deviazione; sulla palla vagante stacca con tempismo Pio Esposito, la cui incornata tocca la traversa e varca la linea di porta per lo 0-2.
Magia di Zielinski nella ripresa e primato storico a Rotterdam
Nel secondo tempo la squadra di Chivu gestisce il match con maturità e chiude definitivamente i conti al 54′: Piotr Zielinski guida una percussione palla al piede al limite dell’area e scarica un sinistro potente e preciso che si infila all’angolino. Dieci minuti più tardi Esposito trova anche il potenziale poker su invito di Dimarco, ma il VAR cancella la gioia della doppietta personale per millimetrico fuorigioco.
Nel finale Chivu amministra energie e diffide inserendo tra gli altri Ange-Yoan Bonny, Luka Sučić e Henrikh Mkhitaryan. Al triplice fischio, dopo quattro minuti di recupero, l’Inter celebra una serata perfetta: tre punti scacciacrisi che profumano di riscatto mentale dopo il deludente KO nel derby e un trionfo con tre gol di margine che a Rotterdam, nella massima competizione europea, mancava a un club italiano da decenni.