Auguri, Alex: 43 anni “alla Del Piero” di una vita ad effetto – VIDEO

Alessandro Del Piero compie oggi 43 anni: la bandiera della Juventus ha legato a doppio filo la propria carriera alla celebre conclusione a giro sul secondo palo

Ci sono fuoriclasse, pochi eletti a dire il vero, che segnano un’intera epoca. E poi ci sono quelli che siedono ancora un gradino più in alto. Quelli che le epoche le valicano. In virtù di imprese destinate a diventare immortali, di gesti che rimarranno scolpiti per sempre nella roccia della storia. Quelli che le prodezze tecniche non soltanto le realizzano, ma per primi le battezzano dandone magari anche il proprio nome. Alzi la mano per esempio chi, al giorno d’oggi, sentendo parlare di conclusione “alla Del Piero”, immediatamente non pennella nella propria testa quel gioiellino balistico sul secondo palo. Non ripensa all’istante a quella parabola ad effetto destinata a spegnersi in fondo al sacco dopo aver baciato delicatamente l’incrocio dei pali.

Alessandro Del Piero – “Pinturicchio” nell’immaginario comune di fine anni Novanta grazie ad una felice intuizione dell’Avvocato Agnelli, una delle tante per dirla tutta – ha legato a doppio filo la propria carriera alla Juventus. Scrivendone semplicemente, freddi numeri in una mano ed avvolgente emotività nell’altra, la storia. All’apice come nelle difficoltà: sollevando al cielo di Roma la Coppa dei Campioni nel 1996, giurando fedeltà eterna nei giorni cupi di Calciopoli esattamente dieci anni più tardi. Un meraviglioso cammino a braccetto lungo il quale, come un novello Pollicino, il talento di Conegliano ha disseminato la strada di gemme preziose. Dalla rete decisiva in Coppa Intercontinentale contro il River Plate al prodigioso colpo di tacco nella finale di Coppa dei Campioni di fronte al Borussia Dortmund, dalla doppietta con standing-ovation del Bernabeu contro il Real Madrid alla punizione contro la Lazio che certificò l’incredibile primo scudetto del ciclo bianconero tuttora in corso. E dalla Juve alla Nazionale, il passo è breve. Basti pensare alla rete liberatoria nella semifinale del 2006 contro la Germania, o al calcio di rigore trasformato pochi giorni più tardi a Berlino nell’ultimo atto iridato con la Francia.

Lampi di genio e talento, ad infarcire un’irripetibile carriera legata però in primo luogo a quella conclusione “alla Del Piero”. Che per prima lo ha annunciato, che per prima ne ha tratteggiato una chiara identità quando il volto era ancora quello sbarbatello poco più che di un bambino. E che ancora oggi, quando il suo estro ha ormai salutato il rettangolo verde e l’allora ragazzino ha tagliato il traguardo dei 43 anni, lo evoca su qualsiasi terreno di gioco un pallone si infili a giro sul secondo palo. Che il palcoscenico sia quello della Champions League o del campetto spelacchiato sotto casa. Anche se questa non è più l’ epoca delle sue gesta in campo. Ma i fuoriclasse, quelli veri, le epoche sono abituati a valicarle.