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Balotelli, le parole spiegano tutto: “Un dramma costante”
Mario Balotelli fa sempre parlare di sé ed arrivano dichiarazioni che fanno capire cosa ha rappresentato in campo
Ha aspettato finché ha potuto: Mario Balotelli voleva un’ultima opportunità in Serie A, dopo che quella offerta con il Genoa è stata spazzata via dall’arrivo di Vieira.
Invece, quello che in campo si è meritato il soprannome di ‘supermario’ è stato ‘obbligato’ a rifugiarsi negli Emirati Arabi Uniti, nel campionato di Serie B con la maglia dell’Al Ittifaq. Dovrebbe essere questa la sua ultima avventura da calciatore, prima di chiudere con il calcio giocato.
La fine di una carriera che avrebbe potuto regalare molto di più, ma che si è aggrovigliata dietro a comportamenti non sempre impeccabili e gossip che lo hanno allontanato troppo presto dal grande calcio.
Eppure chi ha giocato con lui fatica a non raccontarlo come un grande talento, come un calciatore dotato di colpi eccezionali. Lo descrive così anche Pablo Zabaleta, ex difensore del Manchester City, che ha condiviso con lui l’esperienza al Citizens.
Zabaleta ricorda Balotelli: “Davvero speciale”
Nel corso di un’intervista rilasciata a Flashscore, Zabaleta ricorda gli anni al City con Mario Balotelli, voluto dall’allora tecnico Mancini.

“Mario è una persona che mi fa ancora ridere ogni volta che mi viene in mente” le parole dell’ex calciatore. Zabaleta racconta che Mancini aveva grande stima di Balotelli e “credo che pensasse davvero che potesse essere il prossimo grande attaccante”.
Una convinzione basata su dati oggetti, anche secondo l’argentino: “Le capacità c’erano tutte. Era veloce, aveva un tiro feroce, era tecnicamente dotato e non gli ho mai visto sbagliare un rigore. Era un talento straordinario”.
Per far esplodere una carriera però serve anche altro ed è stato questo a frenare Balotelli: “Non è riuscito a dedicarsi al lato professionale delle cose: allenarsi bene, risposare correttamente, mangiare bene, concentrarsi esclusivamente sul calcio”.
È stato questo a bloccare la carriera di Balotelli, insieme al gossip che lo circondava. Zabaleta lo ricorda così: “C’era il dramma costante fuori dal campo. Ogni mattina a colazione, immancabilmente, c’era una notizia su Mario”.
Questo però non ha impedito ai tifosi del City di innamorarsi di lui: “Lo amavano e a ragione. L’assist per Aguero contro il QPR, il gol di Why Always Me? contro lo United: sono momenti scritti per sempre nella storia del club”. Un amore che c’è anche da parte dei compagni: “Era un ragazzo meraviglioso – conferma l’ex difensore – forse aveva bisogno di più tempo per maturare. Spero che la gente si ricordi del calciatore che era: era davvero speciale”.