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Conferenza stampa Gasperini pre Roma Cremonese: «Dybala non ci sarà e nemmeno Soulé! Totti? Quanto casino per questa cosa!»
Conferenza stampa Gasperini pre Roma Cremonese: le parole del tecnico dei giallorossi alla vigilia del match di campionato
La conferenza stampa di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Roma Cremonese, match valevole per la 26^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.
SU PELLEGRINI – «Pellegrini non è in calo, ma magari che è un po’ meno brillante. Però io l’ho visto bene e già domani, nelle prossime gare, lui ha sicuramente dato un contributo determinante anche in termini di continuità a questa squadra e tornerà a farlo».
ZARAGOZA – «Zaragoza, dobbiamo anche dargli un attimo di tempo: appena è arrivato l’abbiamo inserito subito, con una partita, poi un’altra presenza, poi ancora dall’inizio. Ha delle caratteristiche molto valide, che ha già fatto intravedere. Poi, sulla continuità e sull’inserimento definitivo con la squadra, valuteremo nelle prossime partite».
LA GESTIONE DEI DIFFIDATI – «Domani i tre punti sono fondamentali, quindi dobbiamo cercare di giocare al meglio, al massimo, con grande determinazione, perché non ti regalano nulla: tutte le partite sono difficili da vincere e non possiamo guardare più in là della gara di domani».
DYBALA – «Paulo domani non farà parte della partita, sta continuando a recuperare e sono veramente dispiaciuto per lui, come per gli altri. Anche Paulo si sta applicando al massimo per cercare di essere presente, però ha ancora un fastidio che glielo impedisce. È molto concentrato nel tentativo di recuperare il prima possibile».
INFORTUNI – «Beh, è tipico del gioco del calcio, è sempre stato così. Adesso ancora di più, perché le partite sono veramente tante e, come abbiamo detto, la stragrande maggioranza degli infortuni avviene in gara, visto che si gioca a ritmi molto alti e a volte non si riesce a recuperare al meglio. Per quanto riguarda noi, ho 14-15 giocatori che raramente si sono infortunati, e qui tocco ferro. Però ci sono stati casi come Dovbyk, Ferguson, Bailey, adesso Dybala, e magari ne dimentico qualcuno: questi hanno avuto infortuni molto lunghi. Se vai a conteggiare le giornate perse, parliamo di giocatori che sono stati fuori tanti mesi e questo incide inevitabilmente. Di riflesso, tra difesa, centrocampo ed esterni, nell’arco di 40, 50 partite – e magari 60 se arrivi fino in fondo – può capitare che un giocatore come Koné salti due partite, ed è ormai nella normalità. Il problema è quando hai infortuni che durano settimane, addirittura mesi: quello sì che pesa».
SOULE’ – «Soulé è stato fermo tutta la settimana, quindi domani non sarà della partita. Speriamo possa esserlo nelle prossime».
POLEMICHE ARBITRALI? – «Io ho toccato solo alcuni argomenti, e non erano riferiti a episodi specifici, tra l’altro nemmeno legati alla Roma, ma in generale a situazioni che possono essere più o meno favorevoli. Mi riferivo esclusivamente ai falli di mano e ai contatti, che sono gli aspetti che stanno creando problemi e che, secondo me, generano le maggiori discussioni. Si tratta di difficoltà di interpretazione: per gli arbitri, per il pubblico, per i giocatori e per gli allenatori. Questo è un regolamento che oggi non è più condiviso da molti, o quantomeno viene interpretato in modi troppo diversi, fino a giustificare tutto e il contrario di tutto. Il mio intervento era riferito a questo, non a episodi più o meno vantaggiosi per una squadra o per un’altra».
TOTTI? – «Ma quanto casino per questa cosa. Anche se fossimo andati a cena non ci sarebbe stato assolutamente nulla di male, perché è capitato tante volte di andare a cena con diverse persone. È una situazione che è venuta fuori così, ma io non ne ho mai parlato né con la società né con Ranieri. Però per me è una grande risorsa, una grandissima risorsa. Io avevo anche delle idee, ma non ne ho mai parlato: è una storia che è stata tirata fuori. Non ne abbiamo parlato con Ranieri, quindi non so bene come si possa sviluppare. Però io la vedo in questo senso: può essere anche una bella opportunità. La vedo bene, sinceramente».
OBIETTIVO – «Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri stesso, non solo in presentazione ma ripetutamente in questi mesi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita, di costruzione. Quando parlo di Champions non è perché lo dica solo io: per me esiste solo quello, non esiste altro. Io ho lasciato la Champions per venire qui, e mi manca molto, perché è la competizione più bella da giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione parlando di Champions, si sbaglia di grosso, perché l’obiettivo è mio per primo. Poi bisogna fare i conti con Juventus, Napoli, Atalanta e altre squadre: quello è il gruppo con cui ci si gioca il traguardo.
Io sono venuto qui per costruire qualcosa di forte, non per mettere le mani avanti e dire “quest’anno no, l’anno prossimo vediamo. Tutto quello che è stato fatto in questi mesi, compresi il mercato di agosto e quello di gennaio, per me va in quella direzione. Che in questa città non si possa lavorare non è vero. È difficile lavorare bene, ma non per colpa della città. Dobbiamo lavorare bene qui dentro, fare le cose giuste. La città è sempre piena allo stadio, c’è entusiasmo anche per partite come Cremonese o Juventus. Il punto è lavorare bene dentro il club».
COSA MIGLIORARE – «È difficile per qualunque squadra. Anche altre hanno perso giocatori importanti, però è chiaro che noi in questo momento abbiamo quattro giocatori fuori nello stesso reparto e non sappiamo se e quando li recupereremo. Questo è l’unico punto. Chiuso questo aspetto, stiamo cercando di accelerare il più possibile la crescita di Venturino e di Vaz. Se non fossero arrivati loro sarebbe stato sicuramente più problematico, perché alternative vere non ne avevamo. Il rischio, infatti, è di non recuperare nessuno degli infortunati e speriamo almeno di non perderne altri. Tra quindici giorni torneremo a giocare anche le coppe e quindi avremo di nuovo tre partite a settimana. Per questo motivo stiamo cercando di velocizzare la maturazione e la prestazione di Venturino e di Vaz: in questo momento le alternative sono solo ed esclusivamente loro due. Allo stesso tempo, però, dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo da ragazzi così giovani».
