Coronavirus, Ramirez: «La Samp non ha nascosto nulla, altre squadre sì e non lo capisco»

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© foto www.imagephotoagency.it

Gaston Ramirez ha parlato sulle pagine del Secolo XIX del periodo di quarantena e della mancanza della famiglia in Uruguay

Gaston Ramirez ha parlato sulle pagine del Secolo XIX della quarantena e della mancanza che sente per la famiglia. Le parole dell’uruguaiano.

QUARANTENA – «E’ dura. Sono dure queste giornate e sono stilettate le notizie, sentire di tutti quei morti…provo un senso di profonda tristezza per loro, per i loro cari. Io e la mia famiglia stiamo bene grazie al cielo, consapevoli che dobbiamo dare il nostro contributo, stando a casa».

CONTAGIATI – «Abbiamo affrontato la nostra emergenza con tranquillità, sentendo spesso i nostri compagni contagiati, che ci hanno sempre tranquillizzato sulle loro condizioni. La Sampdoria non ha tenuto nascosto nulla, tante altre squadre sì e non lo capisco. E’ una mancanza di rispetto verso chi è stato trasparente e verso le persone che sono entrate in contatto con i contagiati. Rivelare di avere il virus non è una macchia sulla fedina penale, è questione di salute, di etica. Se si vuole vincere la guerra bisogna isolare i contagiati. Qualcuno pensa seriamente che in Serie A solo la Sampdoria abbia avuto 5, 6, 7 contagiati».

URUGUAY – «Se tornerò a casa? Non lo so. Forse no. Godin è rientrato, ma era solo, è più facile viaggiare. Vecino ha figli ed è rimasto. Penso che resteremo a Genova. Non riesco a togliermi dalla testa la gente che soffre… noi giocatori e la società abbiamo dato una mano al San Martino. Bisogna che chiunque, se può e per quel che può, alimenti la raccolta fondi. Perché non è finita».