Cuadrado chiede scusa alla Juve e parla nel giorno della sfida Fiorentina Juventus, di cui è doppio ex: «Spero che possano capire quel mio passaggio all’Inter senza più rancore»
Verso la sfida tra Fiorentina e Juventus, il grande doppio ex Juan Cuadrado, attualmente in forza ai Millonarios nella sua Colombia, si è confidato alle pagine di Tuttosport rispolverando i ricordi delle sue avventure in maglia viola e bianconera.
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PAROLE – «La prima cosa che mi viene in mente è la grandezza della Juventus, in Colombia me lo ricordano tutti. Aver fatto parte di un pezzo di storia importante della Juve mi onora. Cristiano Ronaldo mi ha insegnato tantissimo: ha una disciplina straordinaria. Ma anche Alex Sandro, Chiellini, Bonucci. Hanno avuto tanta umanità, oltre al talento. Chiello, per esempio, per me è stato un riferimento emotivo. Come lui Buffon e pure Marchisio, giocatori e uomini che ti facevano capire subito cosa fosse la Juve»
ADDIO JUVE – «Mi è dispiaciuto tanto, Allegri mi avrebbe tenuto. In quel momento ero arrivato alla fine del mio contratto, a parole avevamo trovato un’intesa. Alla Juve mancava un quinto e De Sciglio si era appena infortunato. Per me la Continassa era casa, amavo la gente e i tifosi. Ma anche quell’addio, con modalità che non mi erano piaciute, fa parte del calcio. Peccato, perché sono andato all’Inter e in quel momento non mi resi conto di quanto fosse accesa la rivalità. Io volevo solo giocare, quando sei in attività non fai troppi ragionamenti. Quando sono andato da loro ho capito di aver ferito il mondo bianconero, pur involontariamente. Sarei rimasto, avrei voluto chiudere la mia carriera alla Juve. Non volevo ferire nessuno. Ho vinto tanto, sono entrato nella storia del club e spero che il pensiero su di me, nel tempo, venga rivalutato. In campo ho sempre dato il 200% per me e per la Juve, mi sono sentito juventino. Ho cercato di essere all’altezza di un club del genere. Sì, oggi mi sento di chiedere scusa ai tifosi che ho deluso. Spero che possano capire quel mio passaggio all’Inter senza più rancore»
LA JUVE DI OGGI – «Ogni squadra è diversa. Allora c’erano leader e giocatori dal talento enorme. Ora la Juve è cambiata: ci sono tanti giovani, che si fanno guidare da Bremer, Locatelli, McKennie e Pinsoglio. Carlo è fondamentale: ti dà allegria, certo, ma ti spinge a dare tutto. Ecco, i giovani sono fortunati ad avere loro come esempi. Piano piano miglioreranno, bisogna considerare gli infortuni. Vedrete quando tornerà Yildiz: è uno che sa cambiare le partite. Ha già qualcosa del campione. Sono sicuro che dopo la sosta prenderanno quota, diventando più maturi»
LUCUMI’ – «Lucumi mi ha chiesto tutto della Juve prima di firmare, siamo molto amici. Diventerà una colonna della difesa, ora si sta rendendo conto di quanta pressione ci sia, ma è pronto per affrontare tutto»
PARTITA CONTRO IL NAPOLI – «Mia madre è tifosa della Juve e mi ha chiesto perché la squadra andasse male. Io le ho detto: “Vedrai mamma, la Juve non muore mai”. Avevo ragione».