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Dal campionato domenicale al calcetto: come scegliere le scarpe giuste per la superficie (ed evitare infortuni)
Se esiste qualcosa in grado di scaldare anche l’algido cuore inglese è sicuramente l’amore per il calcio; una passione incontenibile che ci aspetteremmo ad altre latitudini, non sicuramente nella patria politically correct e del rituale del tè, lasciti un po’ Vittoriani cui, per fortuna, fa da contraltare la Sunday League, il lato più viscerale – e se vogliamo più umano – dell’Inghilterra contemporanea.
Dimenticatevi gli scatti felini di Mbappè, le cavalcate inarrestabili di Haland, il tocco raffinato di Wirtz; e se i protagonisti non sono di questo livello anche la cornice lascia un po’ a desiderare: piccoli campi fangosi, completini improbabili e un pubblico costretto a godersi lo spettacolo in piedi, da bordo campo. Eppure nella Sunday League si manifesta la vera anima del calcio, sport popolare e trasversale per eccellenza, si rigenera la magia del football, la stessa che da bambini trasformava un vicolo nel Camp Nou e noi stessi nei campioni del momento.
Dalla Sunday League al calcetto con gli amici, esiste un’anima sommersa di questo sport, che non si mostra sui grandi palcoscenici e attorno alla quale non ruota nessun tipo di business, ma che vive segretamente nei campi di periferia e nel cuore di chi, forse, il calcio lo ama più di tutti, di chi rischia un infortunio per arrivare per primo su una palla contesa, di chi non toglie mai gamba, anche negli scontri più ruvidi, di chi la domenica mattina, qualunque cosa dica il cielo, è pronto a indossare i suoi scarpini.
In un’epoca di isolamento sociale il calcio amatoriale è una boccata di ossigeno, una piccola luce in mezzo a un oscuro mare di individualismo, un toccasana per la salute mentale delle persone e un rito collettivo libero dalle dinamiche consumistiche.
La passione, tuttavia, non ci protegge dagli infortuni, e la salute fisica è importante quanto quella psicologica, per questo è fondamentale scegliere attentamente gli scarpini che indosseremo e tenere ben presente che ogni superficie di gioco richiede un preciso tipo di suola.
Superfici naturali
I campi naturali, siano essi erba, terra o fango, sono mediamente sempre più affidabili dei sintetici: qui la scelta della suola si limita sostanzialmente al numero di tacchetti. In terreni morbidi o fangosi i sei tacchetti in alluminio sono la soluzione tradizionale: questi, penetrando affondo nel terreno, offrono l’aderenza necessaria a muoversi in modo efficace.
Su terreni compatti, invece, dobbiamo optare per suole con un numero variabile di tacchetti, tra 11 e 14: si tratta in questo caso di tacchetti fissi, in materiale plastico, in grado di distribuire in modo omogeneo il peso; i tacchetti conici ruotano meglio e aiutano a prevenire infortuni, mentre quelli lamellari garantiscono più spinta.
Superfici sintetiche
Le superfici che più mettono a rischio l’incolumità dei giocatori, si sa, sono quelle sintetiche, presenti in tutti i campi di calcio a 5, che richiedono qualcosa si più specifico delle comuni scarpe da ginnastica, ottime per moltissime attività, sia indoor che outdoor, ma non pensate per il calcio.
Cemento e asfalto
Cemento e asfalto richiedono soprattutto resistenza all’abrasione e ammortizzazione, dato che l’impatto è molto duro; è importante quindi in questo caso scegliere una suola specifica da “street”, piatta a ultra-resistente.
Erba sintetica
L’erba sintetica si divide in due grandi categorie, che è importante tenere sempre presenti, per non commettere gravi errori. Per il sintetico di ultima generazione occorre una suola con tacchetti conici bassi e numerosi, spesso cavi all’interno, studiata per non rimanere “incastrata” nel terreno sintetico, riducendo il rischio di infortuni ai legamenti. Sul vecchio sintetico, invece, meglio scegliere la suola TF (Turf), con moltissimi piccoli tacchetti distribuiti su tutta la pianta.
Gomma o parquet
Infine su gomma o parquet dobbiamo utilizzare suole specifiche per Indoor, in gomma più morbida rispetto a quelle per cemento, in grado di produrre un “effetto ventosa” utile ai cambi di direzione.