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Di Livio in esclusiva a Juventusnews24: «Juve Milan? Ricordo il successo per 1-6 ottenuto a San Siro. Una serata magica» – VIDEO
Di Livio in esclusiva a Juventusnews24: «Il mercato ha portato quattro titolari: Vicario, Lucumí, Celik e Kolo Muani» – VIDEO
Angelo Di Livio, storico ex centrocampista della Juventus e oggi voce autorevole del mondo bianconero, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di JuventusNews24. Nel suo intervento ha analizzato diversi temi di attualità: dal giudizio sul mercato della Juventus alla sfida imminente contro il Milan, passando per gli infortuni di Kenan Yildiz e Khéphren Thuram, il rendimento di Nico González, il caso legato a Randal Kolo Muani e l’addio di Dusan Vlahovic.
Un quadro completo che tocca mercato, campo e prospettive future, con lo stile diretto e schietto che ha sempre contraddistinto l’ex numero 7 bianconero. Le sue parole:
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Partiamo dal mercato, terminato lo scorso primo settembre, che ha visto la Juventus muoversi in maniera decisa sia in entrata sia in uscita. Gli ultimi due colpi, Sarr e Woltemade, hanno completato la rosa di Spalletti. Qual è il tuo giudizio sul mercato complessivo della Juventus e quali differenze tecniche vedi tra Kolo Muani e Woltemade?
«Facendo mente locale, il mercato ha portato quattro titolari: Vicario, Lucumí, Celik e Kolo Muani. Gli altri, almeno sulla carta, possono essere considerati delle alternative, ma secondo me sono alternative molto valide. Sarr è un centrocampista importante e, se ritroverà la sua forza e la sua personalità, potrà rivelarsi molto utile.
Woltemade è un attaccante completamente diverso da Kolo Muani. Lo avevo un po’ perso dai radar, ma quando ho sentito la notizia ho pensato subito alle ottime stagioni che aveva disputato. Poi c’è Alajbegovic che, considerando l’infortunio di Yildiz, secondo me potrà essere veramente molto utile.
Celik si è conquistato il posto da titolare. C’è anche Ekhator, che comunque arriva da un paio di infortuni. Complessivamente ritengo che il mercato sia molto valido e che la rosa della Juventus si sia rinforzata tantissimo».
Una delle vicende che hanno caratterizzato il mercato della Juventus è stata quella relativa al portiere, con gli addii di Di Gregorio e Perin e l’arrivo di Vicario come nuovo titolare. Che cosa non ha funzionato con Di Gregorio? La Juventus ha fatto un salto di qualità con Vicario?
«Mi dispiace molto per Di Gregorio, perché lo consideravo un buon portiere per quanto aveva fatto nelle stagioni disputate con il Monza. È vero, però, che giocare nel Monza è una cosa, mentre difendere la porta della Juventus è diverso.
Vicario ha maturato diversi anni di esperienza in Premier League e trasmette molta sicurezza. Finora è stato impegnato pochissimo, ma si è fatto trovare pronto nelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa. Mi auguro che possa continuare in questa maniera.
Questa è una stagione importante e decisiva per la Juventus. I nuovi, aiutati dai calciatori già presenti, dovranno essere bravi ad amalgamarsi e a disputare una stagione importante. Nelle prime due partite la squadra ci è riuscita, ma ora bisogna limare e migliorare tanti aspetti. Siamo soltanto all’inizio».
Vlahovic è tornato a parlare del suo addio alla Juventus, un’altra lunga vicenda dell’estate bianconera. Che cosa pensi della separazione tra il serbo e il club? Inoltre, qual è il tuo ricordo più bello delle sfide contro il Milan?
«Su Vlahovic è chiaro che abbia fatto le proprie scelte. Le rispettiamo e gli facciamo un grande in bocca al lupo. È sempre stato un giocatore che ho apprezzato durante questi anni, anche se ha avuto diversi infortuni. Ha scelto di andare via e ce ne faremo una ragione. La Juventus, secondo me, lo ha sostituito molto bene con Kolo Muani. Sono sicuro che il francese sia un attaccante di grande spessore. Anche Woltemade può fare la differenza.
Per quanto riguarda le sfide con il Milan, se me lo permetti, ricordo soprattutto il successo per 1-6 ottenuto a San Siro. È stata una serata irripetibile e magica. Realizzare sei gol contro quel Milan, una squadra veramente forte e piena di campioni, fu qualcosa di straordinario. Prima di noi non ci era riuscito nessuno».