Fallimento: puntuale come un orologio… svizzero

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Diciamoci la verità : dopo la gara d’andata, giocata giovedì scorso in un “Renzo Barbera” grondante di sudore e di passione, la fiducia attorno al Palermo in vista della qualificazione all’ultimo turno preliminare di Europa League non era poi tanta.
Molti ci speravano, molti meno ci credevano, vista la confusione quasi totale vista nei piedi e nelle teste dei giocatori a disposizione di mister Pioli e vista anche l’ottima organizzazione del Thun, squadra ancora imbattuta in gare ufficiale e che forse è stata sottovalutata, dalla squadra e forse ancor di più dal popolo palermitano.
Ma cosa ci si poteva attendere da una squadra quasi totalmente cambiata, in molte delle sue componenti?
A partire dallo schieramento tattico: accantonato con brutalità  degna di un killer quanto di buono aveva costruito Delio Rossi in diciotto mesi per passare ad un 3-4-2-1 di cosmiana memoria, un modulo che il gruppo aveva rifiutato fin troppo chiaramente proprio durante il breve regno del mister umbro.
Poi, l’intenzione di fare a meno di due dei pilastri delle ultime positive annate: in primis Salvatore Sirigu, scaricato con troppa facilità  e fatto librare in direzione Parigi, dove pochi giorni dopo lo ha raggiunto Javier Pastore, elemento fin troppo forte e decisivo nell’economia di questa squadra per essere lasciato andar via senza nemmeno aver fatto un tentativo per trattenerlo.
Il risultato è una squadra totalmente disorientata, indipendentemente dal ritardo atletico e dalle assenze, del gigante d’argilla Pinilla, del fresco campione del Sud America Abel Hernandez e di uno dei nuovi arrivi, il difensore argentino Cetto: la retroguardia non ha ancora registrato i piani diabolici del nuovo stratega, giunto con la nomea di ottimo preparatore della fase difensiva ma capace di giustificare le falle viste nel doppio confronto con il Thun addossando la colpa alla precedente gestione (un pò paraculo e un pò ispirato ai moderni capi di governo italici, ndr); a centrocampo non c’è lo straccio di un playmaker, a causa dell’immobilità  sul mercato in questo settore del campo e della condizione fisica inaccettabile dello sloveno Bacinovic, capace di portare per mano la linea mediana nella stagione passata; l’attacco è abulico, complice la continua e vana ricerca di una condizione fisica degna di un calciatore di Miccoli (ancora un maestro nei colpi da fermo ma inguardabile con la palla in movimento), la stasi indisponente dello svogliato Ilicic e i continui problemi fisici del già  citato Pinilla.
Tra ventitrè giorni, il Palermo darà  il via al suo campionato, dando il bentornato nella massima serie al Novara: potrebbe essere il primo crocevia della stagione rosanero e di mister Pioli, il cui futuro nel club di Viale del Fante potrebbe già  essere in bilico.
E agosto è appena cominciato…