Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato dopo la vittoria contro l’Udinese. Le sue dichiarazioni
Un successo roboante per 5-2 al Bluenergy Stadium certifica l’efficacia offensiva della Roma e conferma l’impronta tattica impressa da Gian Piero Gasperini. Con 28 reti realizzate nelle prime dieci giornate di Serie A, i capitolini travolgono l’Udinese grazie a una manovra corale capace di mandare a referto marcatori di tutti i reparti. Nonostante la prova di forza, il tecnico piemontese ha voluto mantenere alta la tensione, rimarcando le sbavature difensive emerse nella ripresa.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
La gestione del vantaggio e l’ascesa di Ghilardi
La disattenzione che ha portato al momentaneo 4-2 ha suscitato la reazione veemente dell’allenatore a bordocampo, determinato a evitare cali di tensione in vista del palcoscenico europeo:
«È chiaro che quando fai un primo tempo di quella qualità, il rischio è che decidi che la partita è chiusa, è finita. Non volevo invece fare un secondo tempo da brutta figura, perché i primi 45 minuti erano stati troppo belli per sciuparli. Devo dire che è anche fatale avere un po’ meno attenzione e concentrazione, anche perché tra tre giorni giochiamo a Manchester».
A chiudere i conti è arrivato il sigillo finale di Daniele Ghilardi, manifesto dell’evoluzione tattica promossa dallo staff tecnico:
«Lui era anche molto dispiaciuto e andava alla ricerca del gol per quello che gli hanno tolto in Champions, che era bellissimo come esecuzione. Quindi siamo tutti contenti per questo. È un ragazzo che è arrivato l’anno scorso e da allora a quest’anno ha fatto una bellissima evoluzione, sia dal punto di vista fisico e atletico, indubbiamente, perché è giovane, ma soprattutto come fiducia e convinzione. Anche nella fase difensiva, che era un po’ il suo tallone d’Achille, è sicuramente più solido, più forte nei contrasti e più attento nelle marcature».
Lavoro su misura, il recupero di Cristante e i concetti tattici
La fluidità della manovra trova spiegazione nella cura minuziosa della preparazione atletica, modulata sulle peculiarità dei singoli interpreti. Un approccio che ha permesso di ritrovare immediatamente il miglior Bryan Cristante, protagonista assoluto in mediana malgrado il recente stop:
«Cristante è stato fermo un mese per un infortunio al ginocchio, sfortunatissimo, durante la pausa. Un problema al collaterale che è durato un mese. È ancora un po’ bardato, con le fasciature e i tape sul ginocchio. Ha fatto tre partite, mi pare, finora, da 95 minuti, dopo un mese d’assenza. Credo che lui sia un po’ come gli altri: più gioca, più recupera velocemente, ovviamente».
La cooperazione tra mediani, ali e difensori nell’occupazione dell’area avversaria rispecchia in pieno i principi gasperiniani:
«Mi ci rivedo in tutti quelli che sono i miei concetti di gioco, sicuramente. Anche nei gol: due colpi di testa su calcio d’angolo, gli altri sono arrivati tutti con ottime azioni, anche con assist di altri giocatori. Questo è frutto di un momento in cui tutti quanti hanno la convinzione e la fiducia di poter essere determinanti vicino all’area».
Chiusura dedicata all’avversario friulano, incappato nella settima caduta nelle ultime otto uscite e penalizzato, secondo il tecnico giallorosso, da «una carenza di morale» dopo lo svantaggio iniziale.