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Genoa, Blessin: «Plasmato dalla scuola Lipsia. Farò l’impossibile per la salvezza»

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Il neo allenatore del Genoa Blessin si è raccontato in una intervista a La Gazzetta dello Sport

Alexander Blessin, neo allenatore del Genoa che ha esordito con un pareggio contro l’Udinese, si è raccontato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport.

CHIAMATA SPORS«Non sono abituato a lasciare il mio lavoro a metà strada. A Ostenda avevo iniziato un progetto, ma questa era un’occasione che non potevo lasciar passare. Con Spors a Lipsia avevamo un grande rapporto. Calcio e tifo italiano, uguale emozioni». 

GENOA«Ho fatto il calciatore per quindici anni, ma non sono diventato allenatore dall’oggi al domani. E’ un processo che dura anni, passo dopo passo, sto costruendo la mia carriera. Quando ero a Lipsia hanno fatto investimenti milionari , ma poi nel tempo dopo avere lavorato tanto con i giovani ho desiderato una nuova esperienza. Qui lavoro con campioni come Pandev, ma anche con tanti giovani. A tutti cerco di trasmettere la mia filosofia, parlando lo stesso linguaggio. Se tu riesci a trasmettere questo, sei al settanta per cento dell’opera». 

RANGNICK«Quando era il mio allenatore (allo Stoccarda, n.d.r.), mi ha insegnato il suo stile molto aggressivo. Poi, quando allenavo le giovanili del Lipsia, nelle gare in casa veniva a vederci, e dava molti consigli. Per metà il mio calcio nasce da qui, ma per il resto ho sviluppato il mio stile, come Nagelsmann o Jesse Marsch hanno creato il loro. Adoro il basket e una leggenda come Michael Jordan ha insegnato come una buona difesa parta dal possesso palla. Ho capito che questa è la cosa più importante: solo così puoi creare gioco». 

GIOCATORI FORTI«L’anno scorso il mio Ostenda era la squadra meno costosa del campionato belga, eppure sono usciti giocatori importanti. Il duro lavoro batte il talento puro. Ho visto giocatori forti in Bundesliga non arrivati al massimo perché hanno puntato troppo sul talento. Io devo lavorare sulla testa di tutti, serve autostima e in questo momento vedo che la squadra mi segue. Perciò sostengo che sia stato un delitto non avere vinto con l’Udinese». 

ERRORI«Sono il quarto allenatore della stagione. Dobbiamo imparare in fretta dagli errori in campo». 

MOURINHO«Ho rispetto per tutti, lui è uno fra i tecnici di maggiore successo al mondo nelle ultime decadi, ma voglio vincere comunque». 

STORIA GENOANA«L’ho respirata subito. Ai tifosi non prometto nulla, ma garantisco che farò l’impossibile per uscire da questa situazione. Quando mi guardo allo specchio, penso che qui si possa centrare la permanenza in A. Alla fine, vedremo».