Inter e Fiorentina, non segnate mai! Due concorrenti in meno?

Inter e Fiorentina, non segnate mai! Due concorrenti in meno?
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Delle potenziali sei sorelle della Serie A sono al momento quelle più distaccate: dati, problemi e limiti di Inter e Fiorentina

Una ha cambiato guida tecnica quando la stagione era sul punto di entrare nel vivo, l’altra ha invece proseguito nel solco della continuità: i risultati però non differiscono. L’Inter di Frank De Boer e la Fiorentina di Paulo Sousa sono ad oggi le realtà – tra le sei potenziali fuggitive del campionato di Serie A – maggiormente in difficoltà, in termini di classifica e non solo.

I DATI – Nella prima metà della classifica, meno dell’Inter, ha segnato soltanto il Genoa: che però deve recuperare una gara rispetto ai nerazzurri. Nove i gol siglati dalla banda De Boer, otto – con una partita in meno – quelli attribuibili agli uomini di Juric. Per il resto hanno fatto tutti meglio: Roma 16, Juventus 15, Napoli 14, Lazio e Torino 13, Milan 12, Cagliari 11 ed alla pari il Chievo con 9. Distacchi importanti dai primi posti della speciale graduatoria, se il trend non dovesse invertirsi – ed anzi restare invariato – ecco come l’Inter nel medio periodo non avrebbe proprio i numeri per competere a determinati livelli. Va ancora peggio alla Fiorentina con 6 reti all’attivo: è vero che deve recuperare una gara – quella con il Genoa appunto – ma è altrettanto indubitabile che allo stato dei fatti peggio dei viola abbiano fatto le sole Empoli (2), Palermo (4) e Crotone (5). Non a caso le tre attuali ultime forze della classifica di Serie A.

INTER: NON C’E’ GIOCO – Il centravanti c’è ed è di primissimo spessore mondiale: Mauro Icardi ha personalmente firmato sei delle otto reti complessive della sua squadra – percentuale monstre del 75% – e dunque i problemi vanno rintracciati altrove. Specificamente nelle lacune del gioco e dell’impianto tattico di De Boer: tempo al tempo, ci mancherebbe altro per un allenatore che comunque qualcosa ha già fatto vedere, ma l’Inter ad oggi è priva di fluidità e di idee. Sembra procedere casualmente: può andare bene per un lasso di tempo – come accaduto ad esempio nella passata stagione – ma alla lunga i nodi vengono al pettine. Quest’anno neanche l’illusione: i limiti emergono in tutta la sua irruenza, la squadra crea a sprazzi ed appare lontana dal definire un’identità. Se da contraltare ci fosse una raggiunta solidità difensiva avremmo un fattore probabilmente accettabile, ma l’Inter è attaccabile come il burro da una lama, ragion per cui il progresso è da ritenersi allo stato primordiale. Considerato il tenore della campagna acquisti – tra le più dispendiose a livello planetario – risulta e risulterà impensabile concedersi un’ulteriore stagione di transizione.

FIORENTINA: NON C’E’ IL FINALIZZATORE – In questo caso, probabilmente proprio perché si è reduci da un percorso di continuità sotto la stessa gestione tecnica, qualcosa a livello di evoluzione calcistica si vede: non il  modello che vive nelle intenzioni e nelle ambizioni di Paulo Sousa, ma comunque qualcosa di più progredito rispetto al cantiere nerazzurro. Eppure i gol arrivano con il contagocce: siamo forse di fronte al problema inverso? Di certo c’è che Nikola Kalinic sia fermo all’unica rete realizzata alla prima gara di campionato sul campo della Juventus. Sopravvalutato dopo una discreta stagione d’esordio nel campionato italiano? Ce lo dirà il tempo, ma qualche segnale in tal senso inizia ad emergere. L’unica reale alternativa, nel ruolo e nelle caratteristiche, è El Kouma Babacar: 2 le reti negli spezzoni concessigli, alla media di una ogni 67 minuti. Quattro se aggiungiamo la doppietta firmata in Europa League: che poi sia all’altezza delle ambizioni di una squadra come la Fiorentina  è tutto da valutare, ma ad oggi la questione finalizzatore fa tanto rumore.