Kampl rescinde con il Lipsia per stare vicino a suo padre
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Kampl rescinde con il Lipsia e torna in patria! Vuol stare vicino a suo padre malato. Il gesto significativo dello sloveno

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Kampl, rescissione con il Lipsia per tornare in patria! Vuol stare vicino a suo papà malato. Il gesto dello sloveno fa il giro del mondo

Ci sono momenti in cui il pallone smette di rotolare e la vita, con tutta la sua cruda realtà, prende il sopravvento. È quello che è successo a Kevin Kampl. Il centrocampista sloveno, 35 anni e vera e propria bandiera del RB Lipsia, ha deciso di dire addio al calcio giocato con effetto immediato. Non un ritiro per infortuni o per mancanza di offerte, ma una scelta d’amore e di dolore. Kampl ha chiesto e ottenuto la rescissione del suo ricco contratto per tornare in patria e dedicarsi a tempo pieno alla sua famiglia.

Il doppio dramma familiare

Dietro la decisione dell’ex nazionale sloveno c’è un periodo personale devastante. Lo scorso ottobre, la sua vita è stata scossa dalla morte improvvisa del fratello “Seki“, scomparso a soli 51 anni. Un lutto che ha lasciato una ferita profonda, aggravata dalla situazione del padre, rimasto solo in Slovenia e alle prese con una grave malattia. Il peso emotivo è diventato insostenibile per il giocatore, noto in Bundesliga per la sua generosità in campo. La necessità di essere presente, di non delegare l’assistenza e l’affetto, ha spinto Kampl a fare le valigie insieme a moglie e figli per tornare a casa.

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L’addio al Lipsia e le parole commoventi

Il club tedesco, di fronte a motivazioni così nobili e umane, non ha esitato un istante. Il Lipsia ha accolto la richiesta di rescissione senza porre ostacoli, onorando il rapporto con un uomo che ha dato tutto per la maglia. Le parole di Kampl, riportate da Repubblica, spiegano meglio di ogni analisi il senso della sua scelta: “Dopo tanti anni ho capito che è il momento di tornare a casa. Mio papà non sta bene e voglio passare più tempo con lui. Dopo la morte di Seki ho realizzato che il tempo non va sprecato”.

Kevin Kampl saluta così il mondo del calcio professionistico, rinunciando a un contratto milionario e alla fama, per abbracciare l’unico valore che nessuna cifra può comprare: il tempo da dedicare a chi si ama.