Luis Alberto racconta il suo legame ancora fortissimo con i colori biancocelesti, svela di seguire tutte le partite della squadra e ripercorre i momenti più belli della sua esperienza a Roma
La distanza non ha cambiato i sentimenti di Luis Alberto per la Lazio. Nonostante la sua nuova avventura in Qatar, il centrocampista spagnolo continua a seguire con grande attenzione le vicende della squadra biancoceleste, senza perdere una partita quando gli impegni glielo consentono.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il Mago ha parlato del momento della formazione laziale, mostrando apprezzamento per il gruppo e per alcuni dei protagonisti della stagione. Non sono mancati i ricordi della straordinaria annata 2019/2020, quando la squadra di Simone Inzaghi era in piena corsa per lo scudetto prima dell’interruzione causata dalla pandemia.
Spazio anche ai momenti più emozionanti vissuti con la maglia biancoceleste, dai gol indimenticabili alla finale di Coppa Italia del 2019 contro l’Atalanta. Infine, una curiosa investitura per Nico Paz, indicato dallo spagnolo come il suo possibile erede calcistico, con una precisazione: «È più forte di me».
Nonostante la distanza dall’Italia, continua a seguire da vicino le partite della Lazio?
«Vedo tutte le partite, allenamenti e partite permettendo, ma quando torno a casa apro Instagram e rivedo le azioni, i gol, le giocate. Contro il Sassuolo ho pensato “Wow, ma come giocano questi ragazzi».
La zona di Reggio Emilia le riporta alla mente anche una delle reti più belle della sua carriera?
«Con un tocco di palla mandai al bar due difensori e poi misi la palla all’angolino. Che tempi…».
Che cosa la colpisce maggiormente della Lazio attuale e quali giocatori l’hanno impressionata?
«Sono gruppo, sono squadra. Anche nei momenti difficili riescono a superare lo scoglio giocando a pallone».
Su chi l’ha sorpresa:
«Zaccagni sta tornando al suo livello, e poi sono felice per Mandas, se la Lazio ha la seconda miglior difesa è merito suo».
Tornando alla stagione 2019/2020, quanto resta il rammarico per una corsa scudetto interrotta dall’emergenza Covid?
«Si creò una magia irripetibile. Ricordo l’ultima partita con il Bologna prima che il mondo si fermasse: 2-0 in un Olimpico strapieno. Segnammo io e Correa, chissà come sarebbe andata».
È convinto che quella Lazio avrebbe potuto davvero conquistare il campionato senza l’interruzione?
«L’ho sempre detto e sempre lo dirò ce la saremmo almeno giocata fino alla fine».
Nella Lazio di oggi ci sarebbe stato spazio anche per il suo talento? Si sarebbe divertito in questa squadra?
«Ora come ora è impossibile togliere Frattesi e Taylor».
Qual è il ricordo più bello che conserva della sua esperienza in biancoceleste?
«Sistemammo un campionato iniziato così e così, ma mi vengono in mente anche il primo gol al Ferraris o la rete al Milan nel 2017».
Guardando ai giovani talenti del calcio attuale, chi vede come il nuovo Luis Alberto?
«Nico Paz, ed è più forte di me».