2012
Moratti, Facchetti, Tavaroli: la “cupola” del male e l’Italia che non si indigna più
Le notizie non hanno tutte lo stesso peso. E allora un panchinaro del Siena che dice che Conte sapeva di una combine finisce come titolo su tutte le prima pagine, un dirigente telecom che dice che l’Inter spiava le società avversarie e aveva dossier anche sugli arbitri in prima pagina ha uno spazio piccolissimo sul fondo. Ma giusto perchè a Gene Gnocchi si può chiedere un rompi pallone al giorno, altrimenti non ci sarebbe proprio stato. In Italia funziona così. Però secondo me quella di Tavaroli, Moratti e Facchetti è una storia da raccontare. Ho visto l’Italia pallonara indignata per molte cose, spesso giustamente, per esempio per i cori razzisti a Balotelli (anche questi in prima pagina), come può un paese così moralista e puro restare indifferente davanti a una notizia così?
Ma andiamo per ordine, per prima cosa componiamo la notizia. Giuliano Tavaroli, ex capo della security della Telecom, ieri nel processo sui cosiddetti “dossier illegali” ha ammesso di aver spiato l’ex arbitro Massimo De Santis e l’ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi. Tavaroli ha poi spiegato ai giudici che la Telecom aveva un vero e proprio servizio di intelligence, una squadra di 007 che spiava tutti, compresi gli operai dell’azienda stessa. Se l’Italia in questo giorno caldo di Giugno, che ricorda per molti aspetti quei giorni caldissimi di 6 anni fa, si fosse ricordata di indignarsi avrebbe potuto capire tante cose. Com’è nata calciopoli per esempio. Ma soprattutto perchè non ci sono intercettazioni sull’Inter. Moratti e Tronchetti, per una (s)piacevole coincidenza erano dirigenti anche della Telecom.
Ma non è tutto. Tavaroli ha continuato: “Il dossier su Moggi lo consegnai a Facchetti, non so se poi ne ha parlato con il dottor Moratti”. Bene. Anzi, male. Per carità Facchetti, purtroppo, non è più tra noi, non può difendersi. Ma siamo ancora sicuri della correttezza e della trasparenza di quest’uomo? Siamo ancora sicuri che il campionato primavera debba essere intitolato a lui? Può davvero essere un buon esempio per i giovani chi spiava gli avversari? Non è dimostrato, mi direte voi. E’ vero, ma Bergamo (ai tempi designatore arbitrale) “Non ti preoccupare, vedrai sarà una sfida che vinciamo insieme” lo diceva a Facchetti. Non può difendersi, l’abbiamo appurato, però queste intercettazioni e queste dichiarazioni macchiano la figura della persona che fu, per logica. Moggi fu criminalizzato per molto meno. Ma erano altri tempi, i tempi della giustizia veloce, delle “pene severe”. Ora non importa più a nessuno fare chiarezza, il popolino fu accontentato. Allora ci può stare che nemmeno questa notizia sia mai stata in prima pagina. Inoltre il dossier su Moggi fu realizzato da Adamo Bove. Nemmeno costui può testimoniare, si è suicidato in circostanze poco chiare. Ma ci vuole davvero un genio a capire come mai non siano uscite intercettazioni sull’Inter? E’ davvero così complicato capire il perchè siano uscite anni dopo, quando ormai andava tutto in prescrizione?
E’ una brutta storia, ma domani si parlerà soltanto del risultato dell’Italia agli Europei. Ed’ è giusto così, è meglio parlare di calcio. Infondo “basta fare i giustizialisti”. Peccato, ve ne potevate ricordare prima, prima di colpevolizzare un’intera squadra per molto meno. Ma in un paese normale questa storia sarebbe finita in prima pagina e oggi, come 15 giorni fa e come nel 2006, non si sarebbe nemmeno parlato di nazionale. In un paese normale. Io la storia ve l’ho raccontata, il mio dovere l’ho fatto. Purtroppo però posso indignarmi solo per me stesso.