Muntari al Milan: «Il gol fantasma con la Juventus? Vincevano uguale»

Muntari al Milan: «Il gol fantasma con la Juventus? Vincevano uguale»
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Muntari riavvolge il nastro: l’ex centrocampista del Milan, ora al Pescara, parla del gol annullato contro la Juventus nel 2012 che costò probabilmente lo Scudetto ai rossoneri, senza troppi rimpianti. Sul futuro invece: «Voglio fare il meccanico»

Sulley Muntari è tornato in Italia per chiudere i conti di una carriera tutto sommato positiva: il centrocampista ghanese, ex Udinese, Inter e Milan, proverà a fare il massimo per portare a casa un risultato impossibile, salvare il Pescara di Zdenek Zeman ultimo in classifica. Lui ci crede ancora e, come raccontato stamane in una intervista per La Gazzetta dello Sport, vede addirittura gli abruzzesi per qualità tra le prime dieci del campionato. Dichiarazione esagerata forse, come in certi frangenti è stata esagerata la carriera di Muntari: dal Triplete con l’Inter nel 2010 a quell’ormai famoso gol fantasma contro la Juventus nel 2012 che costò al Milan di Massimiliano Allegri uno Scudetto, proprio a favore dei bianconeri. Il ghanese non ha rimpianti e racconta: «Il gol fantasma alla Juve? Anche se lo avessero convalidato probabilmente non sarebbe bastato per lo Scudetto. La verità è che loro con Antonio Conte si sentivano dei leoni. Poi però rifletto: noi avevamo Zlatan Ibrahimovic, Robinho, Clarence Seedorf, Alessandro Nesta, Thiago Silva. Con questa gente puoi giocare anche al 50% e vinci lo stesso, quindi non sono ancora riuscito a darmi una spiegazione. Quello Scudetto perso e il fatto di non aver chiuso la carriera al Milan sono i miei rimpianti più grossi. In rossonero avrei potuto fare di più». Muntari però si dichiara ancora milanista sfegatato.

Muntari: «Voglio fare il meccanico, di quelli sporchi»

Da quel momento in poi, inutile negarlo, la carriera del ghanese è stata in discesa, ma in compenso i guadagni non sono mai mancati: Muntari ha aperto nel suo paese un paio di concessionarie auto molto grosse e, in futuro, non si vede ancora nel mondo nel calcio né nella veste di allenatore, né di dirigente. Il suo sogno? Diventare un meccanico, «di quelli con le mani sporche di grasso, a smanettare sotto le macchine». Nella top tre dei suoi allenatori del cuore, per finire, Sulley mette Luciano Spalletti, che lo ha reso calciatore ad Udinese, José Mourinho, che lo ha portato al top con l’Inter ed infine Massimiliano Allegri per la capacità di trasmettere tranquillità alla squadra in momenti anche duri.