Willock vittima di insulti razziali, il Tottenham lo difende
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Willock vittima di insulti razziali, il Tottenham lo difende e annuncia: «Segnalato il caso alla polizia, siamo disgustati»

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Willock vittima di insulti razziali, il Tottenham lo difende e annuncia: «Segnalato il caso alla polizia, siamo disgustati». Il comunicato degli Spurs

Un’altra pagina nera macchia il calcio d’Oltremanica, spostando tristemente l’attenzione dal campo alla tossicità dei social network. Joe Willock, dinamico centrocampista inglese di 26 anni, è finito nuovamente nel mirino degli haters dopo la vittoria per 2-0 ottenuta domenica scorsa contro il Crystal Palace nella cornice di St James’ Park. Secondo quanto riferito dettagliatamente dalla redazione di TMW, la scintilla che ha scatenato l’odio è stata un’occasione da gol fallita nel finale di gara: un semplice errore sportivo che un utente tramite un account anonimo ha trasformato in pretesto per inviare una serie di messaggi privati sconvolgenti, pieni di insulti a sfondo razziale e minacce di violenza rivolte al giocatore e alla sua famiglia.

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La reazione istituzionale non si è fatta attendere. Il Tottenham, prestigioso club londinese che detiene il cartellino del classe ’99 con un contratto valido fino al 2027, ha diramato una nota ufficiale esprimendo totale sdegno: gli Spurs si sono detti “disgustati” dagli abusi ricevuti dal proprio tesserato, offrendo immediato supporto legale e morale. Willock, dimostrando grande maturità, ha replicato pubblicamente all’aguzzino invocando la misericordia divina, ma la gravità dell’accaduto resta inaudita. Purtroppo, per l’ex talento dell’Arsenal si tratta di una recidiva dolorosa: è il secondo episodio in meno di un anno, dopo i fatti seguiti alla sconfitta contro il Fulham dello scorso febbraio, quando a muoversi a sua difesa fu il Newcastle.

La società del North London ha lanciato un appello perentorio a Meta, la holding statunitense che gestisce Instagram, chiedendo azioni concrete e la consegna rapida dei dati necessari per identificare l’autore delle minacce. La giustizia ordinaria si è già attivata: la Northumbria Police ha confermato l’apertura di un’indagine ufficiale, collaborando strettamente con l’UK Football Policing Unit. L’obiettivo è rintracciare il responsabile ovunque si trovi, per ribadire che il razzismo non può avere cittadinanza né negli stadi né sulle piattaforme digitali.