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Zanetti: «Italia assente al Mondiale perché ha avuto paura di non farcela»

mauro.pioli

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Zanetti

Il vicepresidente dell’Inter «Lautaro con Messi e Alvarez è una soluzione interessante. Leo sta bene e non ha la pressione di 4 anni fa»

Javier Zanetti sarà presente al Mondiale con un ruolo di rappresentante Fifa. Nell’imminenza dell’inizio della manifestazione, il vicepresidente dell’Inter ha parlato con La Gazzetta dello Sport.

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LA FELICITA’ ARGENTINA CI SARA’ SE… «Se la squadra sarà rimasta in corsa fino alla fine. La nostra gente non pretende di vincere sempre: vuole sentirsi orgogliosa».

MESSI «Sta benissimo, è pronto. L’ho sentito un po’ di tempo fa e mi ha dato l’impressione di capire l’importanza del momento. Anche personale: a 39 anni può giocare il sesto Mondiale senza la pressione del 2022».

SI DICEVA CHE NON FOSSE DETERMINANTE IN NAZIONALE «Ecco appunto. So cosa ha passato, perché lo conosco da quando era ragazzino. Ha dovuto sopportare tante critiche e ha chiuso il cerchio a Doha da protagonista assoluto. Ora sarà alleggerito. Ma non meno ambizioso».

MESSI O MARADONA «Non mi piacciono i paragoni, tanto più se riguardano campionissimi di epoche diverse. Sono due leggende argentine. E c’è qualcosa di magico nella vittoria del 2022. I tifosi inneggiavano a Maradona: in qualche modo Diego ci ha guidati dall’alto».

VINCERE A MADRID DA CAPITANO INTER E A DOHA DA TIFOSO «Anche queste sono situazioni imparagonabili. Posso dire di essere fortunato perché ho vissuto due emozioni impareggiabili».

LAUTARO STA MEGLIO CHE IN QATAR «Ne sono certo. Quattro anni fa purtroppo è stato frenato dai problemi alla caviglia ma non dimentico che ha calciato un rigore pesantissimo nella semifinale contro l’Olanda. Si può essere utili in tante maniere».

LAUTARO E ALVAREZ INSIEME «Per me si può fare. Bisogna ragionare sull’equilibrio complessivo della squadra ma se gli attaccanti si sacrificano tutto è possibile. Lauti e Julian poi sono dei combattenti, lottano su ogni pallone. Spero davvero che si possa sfruttare tutta la qualità: un tridente come questo è un’alternativa tattica interessante».

PIACE IL NUOVO FORMAT A 48 SQUADRE «Molto, perché concede anche a nazioni piccole di partecipare al torneo più prestigioso del mondo. Sono curioso di vedere cosa succederà».

L’ASSENZA DELL’ITALIA «Io mi sento italiano ormai al cento per cento quindi sono ancora triste, se ci ripenso. Ma se l’eliminazione capita per tre volte non è casuale, qualche problema c’è: l’Europeo vinto nel 2021 ha illuso qualcuno sull’effettivo valore del movimento. In questo caso però ha pesato molto l’aspetto mentale, la paura di non farcela. E la brutta sconfitta iniziale contro la Norvegia ha complicato il percorso».

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