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Zazzaroni spiazza dopo Inter Juve: «Non tolleriamo i torti che subiamo nel calcio poiché siamo spesso costretti a mangiar me**a nella vita di tutti i giorni!»

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Ivan Zazzaroni

Zazzaroni ha espresso il suo punto di vista nell’analisi relativa a Inter Juve. Ecco il suo pensiero dopo quanto successo a San Siro

Sul Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni propone la sua visione delle cose dopo i fatti di sabato sera in Inter-Juventus. Secondo lui, il calcio è finito in una trappola psicologica da cui non si esce. L’errore di San Siro è solo la punta dell’iceberg di un sistema che ha perso la bussola. Il problema è alla radice: «Da quando c’è il Var pretendiamo che l’arbitro veda anche quello che a occhio nudo non si può vedere». Questa forma di condizionamento trasforma il direttore di gara, lo spinge spesso a sentirsi «Hawkeye, Occhio di Falco, e a commettere errori clamorosi». Sebbene il numero degli sbagli si sia ridotto per quantità, la qualità delle polemiche è rimasta intatta. La battaglia per un calcio giusto sembra persa.

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Eppure, non possiamo alzare bandiera bianca. Ivan Zazzaroni traccia una linea netta tra la rassegnazione e la resistenza civile. «Non possiamo arrenderci a un protocollo colpevolmente sbagliato, insufficiente, “ipocrita”». E soprattutto, non possiamo cedere «alla violenza dei social, alle minacce di morte rivolte con una disinvoltura e una vigliaccheria disarmanti» a arbitri, calciatori e famiglie. È una guerra culturale contro «l’ignoranza, l’incultura, la rabbia» e contro «i cretini che ci circondano e si moltiplicano».

Siamo diventati schiavi del «microscopio televisivo», vittime di un’informazione che specula sulle polemiche e di tifosi pronti a rinfacciare il passato. Ma la domanda vera è un’altra: «Saremmo in grado, oggi, di tornare indietro?». La risposta è secca: «Rispondo per tutti i sani di mente: no». Al primo episodio contrario chiederemmo l’intervento della tecnologia. La verità è amara e sociale: «Non tolleriamo i torti che subiamo nel calcio poiché siamo spesso costretti a mandar giù quelli che ci toccano nella vita di tutti i giorni. A mangiar merda insomma».
Chiude tutto una massima di Wilkie Collins, perfetta per descrivere l’ipocrisia del tifoso medio: «Le nostre parole sono come giganti quando ci fanno un torto, e come nani quando ci rendono un servigio». Evitate di minacciarlo: la natura ci ha già pensato 137 anni fa.

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