Pagelle Juventus-Lazio: Dani Alves sontuoso, super Strakosha non basta

dani alves juventus
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Pagelle Juventus-Lazio: Dani Alves è imprescindibile, Alex Sandro dispensa cioccolatini, Chiellini all’apice della carriera

NETO 6.5 – Con la parata a mano aperta su Felipe Anderson e quella d’istinto su Immobile, accarezza con i guantoni il trofeo: su questa Coppa c’è anche la sua firma

BARZAGLI 6.5 – Se non è Mbappé, allora è Keita: il “nonnetto” si trova sempre un frizzante pargolo di fronte, ma ha la saggezza degli esperti per mettergli la museruola

BONUCCI 6.5 – Si fa infilare a freddo da Keita che sfiora il gol, ma dall’altra parte del campo rimedia ben presto sentenziando una distratta Lazio con il semplice tap-in del 2-0

CHIELLINI  7 – Gli riesce tutto e sempre, persino un’apertura d’esterno per lanciare Alex Sandro in profondità: l’ultimo mese rappresenta, semplicemente, l’apice di una carriera sempre ai vertici

ALEX SANDRO 7 – Sforna assist come un panettiere con i croissant: la sventagliata con cui manda in gol Dani Alves per il vantaggio bianconero è la pennellata di un’artista da galleria parigina, la girata di testa in ginocchio da calcio d’angolo per Bonucci è degna di Pablito ’82

MARCHISIO 6 – Un paio di gravi infortuni in mediana nel primo quarto di gara, poi la Juve si porta in vantaggio e nel gestire il pallone ed il punteggio è decisamente più a suo agio

RINCON 5.5 – Limitato da piedi educati sotto la media, almeno in bianconero, si danna in un pressing costante e fastidioso, ma troppo sovente lascia pericolosamente scoperta la fascia di campo davanti alla difesa

DANI ALVES 7.5 – Il merito va spartito a metà: un po’ ad Allegri che lo reinventa trequartista nel momento più delicato della stagione, un po’ a lui che si cala nella parte in maniera straordinaria. Ancora un pesantissimo gol, poi un perfetto assist per Higuain nel bel mezzo dell’area piccola, poi un tunnel a Lulic in area di rigore da vedere e rivedere nella sigla della manifestazione dell’anno prossimo

DYBALA 7 – Fa sembrare tutto semplice: un dribbling nello stretto, un’apertura di trenta metri, uno stop su lancio di cinquanta. E più d’una volta fa sorridere Allegri con provvidenziali chiusure spingendosi fino al limite della propria area di rigore (33′ st LEMINA NG).

MANDZUKIC 6.5 – Punge solo relativamente davanti, ma combatte come sempre al punto da lasciarci un sopracciglio: non tira mai indietro la gamba, non toglie mai la testa, sradica palloni a dozzine dai piedi degli avversari

HIGUAIN 5.5 – Diverse preziose sponde nella ripresa, ma non riesce a spuntarla nel personale duello con Strakosha: né da un passo nel primo tempo, né aprendo il piattone in uno contro uno nel finale

ALL. ALLEGRI 7 – Quando conta davvero, non sbaglia: dentro i migliori interpreti, magari riposati da un po’ di (ininfluente) turn over in campionato nelle ultime settimane, ed ecco i risultati: un freddo calcolatore, vincente soprattutto

Pagelle Juventus-Lazio: Strakosha, Keita e Milinkovic-Savic si salvano, ma Basta, Bastos, De Vrij e Wallace sbagliano troppo

STRAKOSHA 7 – Sui gol di Dani Alves e Bonucci è costretto ad arrendersi, ma fra le due reti subite sfodera alcune parate da applausi. Evita un passivo che sarebbe potuto essere ben più pesante.

BASTOS 5.5 – Higuain va a nozze, per il Pipita è troppo facile mettere in difficoltà il brasiliano, comunque il meno peggio della difesa della Lazio (7′ st FELIPE ANDERSON 6 – Entra ed è frizzante. E le tenta tutte per risollevare la sua squadra, ma Neto gli dice no).

DE VRIJ 5 – Subisce un blocco in occasione del 2-0 e dà l’impressione di aver completamente sbagliato l’approccio alla partita. Altro che difensore da top club… (22′ st LUIS ALBERTO 6 – La gara è ormai ampiamente chiusa quando entra, non poteva certo fare miracoli).

WALLACE 5 – Un disastro autentico, ci pensa Dybala a farlo impazzire del tutto. Non ne azzecca una e per la Juve è troppo facile sfondare. Regala spazi a tutti, Allegri ringrazia e mette in banca.

BASTA 5 – Alex Sandro mette a ferro e fuoco la fascia e la serata del serbo è quella ella vittima sacrificale. Ci vorrebbe l’autovelox per far rallentare il laterale della Juve. E lui non riesce a leggere nemmeno la targa…

PAROLO 5.5 – Una sola cosa gli si rimprovera: l’eccesso di generosità. Non era in condizione di giocare (20′ pt RADU 5.5 – Non emerge nella mediocrità laziale: ha l’alibi di essere entrato a freddo, ma non era certo lui che avrebbe potuto cambiare la partita).

BIGLIA 5.5 – Nei primi venti minuti non ci capisce nulla, perché deve anche sopperire agli spazi lasciati liberi da Parolo. Ma sbaglia obiettivamente troppi passaggi e non è da lui, anche se nella ripresa dimostra di essere un capitano esemplare, immolandosi quando serve.

MILINKOVIC-SAVIC 6.5 – Nonostante i tanti problemi mostrati dalla Lazio nel primo tempo, il serbo emerge: fa tutto lui, impostando e ripiegando con impressionante continuità. Non è un caso se la Juve farà di tutto per prenderlo in estate.

LULIC 4.5 – Si perde inspiegabilmente Dani Alves, che oltre a far gol avrebbe potuto anche prendere un caffè e una brioche. Come ha fatto a dimenticarsi del brasiliano? Non se lo scorderà più, soprattutto dopo il tunnel subito nella ripresa.

IMMOBILE 5.5 – Gli arrivano solo palloni sporchi e lui fa quel che può. E sfiora anche la rete per ben tre volte: le zuccate in area juventina avrebbe meritato maggior fortuna.

KEITA 6.5 – E’ il più in forma della Lazio e lo si nota subito: quando ha il pallone fra i piedi può succedere di tutto. Quel palo colpito in avvio, probabilmente, se lo ricorderà per tutta la vita.

ALL. INZAGHI 5.5 – Pecca di inesperienza: regala venti minuti alla Juve, giocando praticamente con un uomo in meno visto che Parolo non stava in piedi. E gli errori, contro i bianconeri, si pagano a carissimo prezzo. Nella ripresa va meglio, ma la distanza dalla squadra di Allegri è siderale.

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