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Totti può davvero tornare alla Roma? Quale ruolo andrebbe ad occupare il Capitano nella dirigenza giallorossa
Totti può davvero tornare alla Roma? Ecco in quale ruolo il Capitano verrebbe inserito nella dirigenza giallorossa.
Le voci si rincorrono, gli indizi si accumulano e il sogno di una città intera sembra un passo più vicino alla realtà. Il ritorno di Francesco Totti all’interno dell’organigramma della Roma non è più solo una suggestione romantica, ma sta assumendo i contorni di un progetto tecnico ben definito. A rilanciare l’indiscrezione è Nicolò Schira, che delinea con precisione quale potrebbe essere la nuova veste dell’ex numero 10 a Trigoria: non un ruolo di semplice rappresentanza o immagine, ma una posizione operativa e decisionale.
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Il modello: Direttore Tecnico come Maldini
Secondo quanto riportato, la proprietà Friedkin starebbe cucendo addosso a Totti il ruolo di Direttore Tecnico. L’idea della dirigenza giallorossa è quella di replicare un modello vincente già visto recentemente in Serie A: quello che ha riportato lo Scudetto al Milan. Il riferimento esplicito è alla figura ricoperta da Paolo Maldini. La leggenda rossonera ed ex capitano della Nazionale, infatti, ha agito per anni come responsabile dell’area tecnica, combinando la sua competenza calcistica e il suo carisma con il lavoro più burocratico e amministrativo di un Direttore Sportivo puro.
La sinergia operativa
Nel paragone citato da Schira, si fa riferimento al tandem che Maldini formava con Frederic “Ricky” Massara – oggi alla Roma. Se Totti dovesse accettare, la Roma punterebbe dunque a ricreare quella stessa alchimia: da una parte l’Eterno Capitano, capace di parlare il linguaggio dei calciatori e di avere occhio per il talento; dall’altra un Direttore Sportivo che si occupi della contrattualistica e delle trattative finanziarie.
Una svolta filosofica
Questa indiscrezione conferma la volontà di Totti di rientrare solo a patto di avere potere decisionale reale, come ha sempre ribadito nelle sue interviste passate. Per i Friedkin si tratterebbe della mossa definitiva per unire le diverse anime della Roma: quella manageriale e quella passionale. Se l’operazione andrà in porto, Totti non sarà solo un ambasciatore, ma il vero architetto della Roma del futuro, con l’autorità di chi il calcio lo ha non solo giocato, ma dominato.