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Blatter durissimo: «Che cos’è la FIFA oggi? Si riassume nel suo presidente, Infantino. La FIFA è una dittatura!»

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Blatter punge: «Che cos’è la FIFA oggi? Si riassume nel suo presidente, Infantino. La FIFA è una dittatura!». Le sue parole

A 89 anni, Sepp Blatter non ha alcuna intenzione di usare la diplomazia, specialmente se il bersaglio delle sue dichiarazioni è il suo successore, Gianni Infantino. In un’intervista al vetriolo rilasciata al quotidiano tedesco Bild, l’ex numero uno del calcio mondiale ha lanciato accuse pesantissime sull’attuale gestione della FIFA, delineando un quadro a tinte fosche in vista dei Mondiali del 2026.

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Un regno assoluto e senza contrappesi
Le parole dello svizzero non lasciano spazio a interpretazioni: la FIFA odierna avrebbe perso ogni parvenza di democrazia interna. “Che cos’è la FIFA oggi? Si riassume unicamente nel suo presidente, Infantino. La FIFA è una dittatura!”, ha tuonato Blatter, sottolineando come l’attuale Consiglio, composto da circa quaranta membri, sia stato di fatto svuotato di ogni reale potere decisionale, permettendo a Infantino di regnare come sovrano incontrastato.


L’asse con Trump e le ombre sul Mondiale 2026
Il vero nodo del contendere è la stretta e opaca vicinanza tra Infantino e l’amministrazione statunitense.
Blatter ha stigmatizzato aspramente la decisione di conferire a Donald Trump un controverso “Premio per la pace” alla fine dello scorso anno. “Trump sta orchestrando una gigantesca operazione pubblicitaria e per farlo ha bisogno del suo nuovo amico Infantino. Anche se il termine ‘complice’ sarebbe decisamente più appropriato”, ha attaccato l’ex dirigente.


Minneapolis peggio del Qatar, ma “no” al boicottaggio
Le preoccupazioni di Blatter si estendono al clima politico degli Stati Uniti, criticando le politiche discriminatorie (come i divieti di visto per alcune nazioni qualificate) e la delicata situazione legata alla sicurezza interna.
In un passaggio fortissimo, ha tracciato un paragone che farà discutere: “Ciò che è accaduto a Minneapolis è peggio di qualsiasi cosa sia successa in Qatar nel 2022”.


Tuttavia, nonostante questo scenario descritto come esplosivo, Blatter ha frenato nettamente sull’ipotesi di diserzione del torneo: “Sono contrario a un boicottaggio. Gli attori più importanti restano i giocatori, e loro desiderano ardentemente scendere in campo per la Coppa del Mondo”. La speranza ultima è che, al fischio d’inizio, il pallone riesca ancora una volta a silenziare la politica.

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