Il commissario ha parlato al Sport e Culture Festival di Mondovì: focus su Nazionali, Mancini, progetto federale, Ranieri, Zola e obiettivo Euro 2032
Giovanni Malagò guarda avanti e prova a tracciare la rotta del nuovo corso del calcio italiano. Ospite del Sport e Culture Festival di Mondovì, il commissario ha affrontato diversi temi centrali: dal momento della federazione al lavoro sulle Nazionali, passando per il rapporto con Roberto Mancini, il ruolo di figure come Claudio Ranieri e Gianfranco Zola e l’obiettivo di lungo periodo rappresentato dagli Europei del 2032.
Il messaggio di Malagò è stato chiaro: il calcio italiano deve cambiare passo, ritrovare ambizione e tornare a costruire un percorso credibile, partendo dai giovani e da un progetto tecnico condiviso.
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Malagò e il nuovo corso del calcio italiano
IL MOMENTO DA COMMISSARIO – «Sono stati mesi incredibili e faticosi. Mi ritrovo commissario però non abbiamo mai smesso di lavorare, dobbiamo fare qualcosa di diverso e coraggioso, l’unica cosa che non possiamo permetterci è stare fermi. Mi tessererò per un club impegnato nel sociale, ma stendiamo un velo pietoso su questa vicenda».
Parole che fotografano una fase complessa, ma anche la volontà di dare una direzione diversa al sistema. Per Malagò, l’immobilismo non è un’opzione: il calcio italiano deve muoversi, riformarsi e provare a recuperare credibilità dopo mesi difficili.
Malagò sulle Nazionali e sul lavoro di Mancini
Il commissario si è poi soffermato sul percorso delle Nazionali italiane, rivendicando i risultati ottenuti e il lavoro portato avanti da Roberto Mancini.
LE NAZIONALI AZZURRE – «Sul CT molti dicevano che era sbagliato, però oggi mi ritrovo con un’Under 21 qualificata alla fase finale degli Europei, con l’ambizione di tornare alle Olimpiadi; questa è la squadra con cui giocheremo gli Europei del 2032 in casa; con una Nazionale che a novembre se la giocherà per andare ai quarti di Nations, in un girone di ferro; e giocando bene, con entusiasmo, piena di esordienti e ragazzi giovani che potrebbero fare gli Europei under 21. Giocatori che gli italiani non conoscevano, su cui Mancini sta lavorando bene. E poi la Nazionale femminile, che si gioca la partecipazione al mondiale. Siamo stati capaci? Non lo so, ma i risultati stanno arrivando».
Un passaggio importante, con Malagò che ha sottolineato la crescita dei giovani, il percorso dell’Under 21 e il ruolo della Nazionale femminile, impegnata nella corsa verso il Mondiale.
Malagò, il rapporto con Mancini e il progetto federale
IL RAPPORTO CON MANCINI – «La prima cosa che ho detto è stata: prima delle gare non vi starò mai tra i piedi, sarebbe un’invasione di campo, però io ci sono sempre, per tutti, nella gioia e nel dolore».
Il commissario ha poi spiegato il senso della propria candidatura e del nuovo progetto, richiamando la necessità di restituire identità e orgoglio al movimento.
LA CANDIDATURA E IL PROGETTO – «Vedere il calcio ridotto com’era, era un dolore per me, è stato un po’ un richiamo della foresta. Noi dobbiamo recuperare l’orgoglio, anche nel calcio. Di calcio capisco, ma come faccio a capirne quanto un Claudio Ranieri? Ranieri e Zola danno molta credibilità al nostro progetto».
Malagò guarda al 2032: l’obiettivo degli Europei in casa
IL SOGNO EURO 2032 – «Il mio sogno è proiettato al 2032: crescere, qualificarci agli Europei del 2028 in Inghilterra, qualificarci al Mondiale e completare il percorso agli Europei che giocheremo in casa».
L’orizzonte indicato da Malagò è quindi chiaro: costruire un ciclo che porti l’Italia a essere competitiva nel medio-lungo periodo, con il traguardo simbolico degli Europei 2032 da giocare in casa.