Buonfiglio spiega: «Critiche per il passaggio di Malagò da presidente a commissario, ma ecco perché abbiamo preso questa decisione»
Calcio italiano

Buonfiglio spiega: «Critiche per il passaggio di Malagò da presidente a commissario, ma ecco perché abbiamo preso questa decisione»

Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, ha spiegato così i motivi che hanno portato al commissariamento della FIGC e il ruolo di Giovanni Malagò

Il quadro istituzionale del calcio italiano continua a vivere una fase di profonda transizione. A fare chiarezza sui motivi che hanno portato al vertice federale straordinario è intervenuto il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. Nel corso di un’intervista concessa ai microfoni di Sky Sport, il numero uno dello sport italiano ha spiegato le ragioni giuridiche e regolamentari alla base della decisione di intervenire sulla governance della Federcalcio, soffermandosi in particolare sulla complessa questione del tesseramento e sulla figura dell’attuale commissario straordinario, Giovanni Malagò.

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Il nodo del tesseramento e la decisione della giunta

La necessità di procedere con l’azzeramento temporaneo dei vertici federali ha rappresentato una scelta sofferta ma inevitabile, come spiegato in apertura dallo stesso numero uno del Comitato Olimpico:

«FIGC? Ho fatto molta fatica a far comprendere a chi non fa parte del mondo sportivo il motivo per cui abbiamo dovuto commissariarla».

Il tema centrale ruota attorno alle norme sulla giustizia sportiva e sui vincoli statutari confermati nel recente passato. Buonfiglio ha evidenziato come l’adesione all’ordinamento federale sia una condizione fondamentale:

«Il tesseramento, sulla base di una regola confermata come CONI nel 2024, è un atto con cui ti assumi l’impegno di rispettare le regole. Se io non fossi tesserato e importunassi un atleta non sarei perseguibile dalla giustizia sportiva».

Una dinamica che ha spinto gli organi di vigilanza a rompere gli indugi:

«Quando sei tesserato riconosci di impegnarti a seguire le regole. Tra la candidatura e le elezioni intercorre un po’ di tempo. La giunta ha riconosciuto che bisognava commissariare la federazione».

La difesa di Malagò e le risposte alle polemiche

La nomina di Giovanni Malagò a guida della gestione commissariale ha sollevato diversi interrogativi nel dibattito pubblico e sportivo. Il presidente del CONI ha voluto respingere le critiche, motivando la linea scelta dalla giunta per garantire stabilità:

«Mi sono attirato critiche per la prassi di Malagò da presidente a commissario. Abbiamo tenuto conto che è un personaggio dello sport ed eletto a pieni voti, dandogli la possibilità di riportare la FIGC all’assemblea nel minor tempo possibile».

Il futuro federale e il ruolo di garanzia del CONI

In vista del ritorno alla normalità elettiva, l’obiettivo primario resta quello di restituire serenità al movimento calcistico nazionale attraverso riforme strutturate, senza invasioni di campo istituzionali:

«Mi auguro un programma a medio-lungo termine, un programma per lo sport più seguito in Italia, con componenti non semplici da mettere insieme. Non è una situazione facile, il CONI si astiene da qualsiasi interferenza, sarebbe scorretto, mi auguro che si mantenga un confronto leale nel rispetto delle regole».

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