Coppa d’Africa, la competizione si giocherà sempre ogni due anni. Saltano i piani di Motsepe, ecco cosa è successo
La Coppa d’Africa continuerà a disputarsi a cadenza biennale. La CAF (Confédération Africaine de Football) ha ufficialmente abbandonato il progetto di transizione verso una formula quadriennale, compiendo un netto passo indietro rispetto alla riforma presentata lo scorso dicembre dal presidente Patrice Motsepe. A determinare l’inversione di rotta sono state stringenti valutazioni economiche e, soprattutto, la ferma opposizione delle federazioni continentali, schierate a difesa della continuità per il torneo più prestigioso del continente.
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Lo stop alla rivoluzione: il verdetto delle 54 federazioni
Il piano di riordino, annunciato in occasione dell’edizione disputata in Marocco, intendeva allineare la competizione al modello di Mondiali ed Europei a partire dal quadriennio successivo agli appuntamenti del 2027 e 2028. Una trasformazione radicale che avrebbe interrotto una tradizione consolidata, in vigore ininterrottamente dal 1968. I primi segnali di ripensamento erano emersi a inizio ottobre a Capo Verde, dove Motsepe aveva aperto pubblicamente all’ipotesi di ritrattare. Il sondaggio interno condotto tra le 54 federazioni affiliate ha espresso un consenso plebiscitario per il mantenimento dell’attuale cadenza ogni due anni.
Diritti tv e bilanci: il peso dei ricavi commerciali
La sostenibilità economica ha giocato un ruolo cruciale nella scelta della confederazione. Gli introiti derivanti da diritti televisivi, accordi commerciali e partnership rendono la rassegna continentale la principale fonte di sostentamento per l’intero ecosistema calcistico africano, risorse indispensabili per finanziare lo sviluppo giovanile e i tornei minori. L’eventuale introduzione di una Nations League africana a partire dal 2029 non è stata considerata sufficiente a compensare il deficit d’incassi: un format sperimentale, infatti, difficilmente avrebbe garantito nel breve termine la redditività e il prestigio della Coppa d’Africa.
Vetrina per i talenti e rapporti con i club europei
La decisione porta con sé anche un forte risvolto politico. Il passaggio a un ciclo quadriennale era stato letto come una concessione alle pressioni della FIFA e dei grandi club europei, da anni critici verso la sottrazione dei propri tesserati a stagione in corso. Per la maggioranza dei Paesi africani, tuttavia, la competizione rappresenta una vetrina insostituibile per valorizzare i propri talenti e attrarre capitali, soprattutto per chi non raggiunge la fase finale dei Mondiali. Con le edizioni del 2027 (assegnata a Kenya, Tanzania e Uganda) e del 2028 già calendarizzate, il calcio africano blinda la propria identità e conferma la cadenza biennale per gli anni a venire.