2012
AIC, Tommasi: “Possibile evitare lo slittamento”
Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Damiano Tommasi ha toccato gli argomenti più delicati del nostro calcio. Il presidente dell’Assocalciatori ha esorito parlando della possibilità di veder slittare l’inizio del prossimo campionato: “È un rischio che non mi va di ostentare. Sono convinto che si possa evitare, anche se non si può non mettere nel conto un piano B. Con la Lega di A non siamo riusciti ad avere nessun incontro ufficiale. Le abbiamo scritto più volte, l’ultima qualche giorno fa, ma non c’è stata risposta. Quello della Lega sembra lo stesso atteggiamento di un anno fa, quando l’esigenza di avere un contratto collettivo sembrava fosse solo nostra. Eppure, nel frattempo, abbiamo firmato due accordi triennali con B e Lega Pro. Evidentemente non siamo poco dialoganti. Motivi dell’attrito? Potrebbe essere la durata, ma non i contenuti. Con l’intesa del 2011, definita innovativa dalla stessa controparte, erano stati superati gli scogli più grossi. Mi preoccupa la mancanza d’interesse della Lega. Non ha istituito nemmeno una commissione ad hoc e sembra più interessata alla convenzione promo-pubblicitaria. Noi non siamo arroccati sulle
nostre posizioni. Nel contratto collettivo, per esempio, vorremmo introdurre anche per la Serie A le novità recepite da B e Lega Pro. Mi riferisco, in particolare, alla facoltà per i club di sospendere automaticamente lo stipendio a chi si trova impossibilitato a svolgere la prestazione professionale perché coinvolto nelle inchieste sulle scommesse. Se ho sentito Beretta? Sì ma in assenza delle deleghe dell’assemblea dei club non è che si possa far molto. L’Aic ha rinnovato le sue cariche, la Lega no: magari può essere un freno alle trattative. Un’idea per l’assottigliamento delle rose? Le seconde squadre dei club di A in Lega Pro, magari Under 23 o 25, segnerebbero una svolta. Bisogna rilanciare il movimento e puntare sui giovani. Nel 2011-12 il 47% dei tesserati era straniero, contro il 31% del 2006-07. Una deriva pericolosa. Tra l’altro, le seconde squadre sarebbero un buon filtro per le tentazioni di combine: il giovane vivrebbe l’esperienza come un trampolino di lancio e andrebbe in campo per fare bella figura, non per scendere a compromessi.“