Altro che Capitan Futuro... - Calcio News 24
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2012

Altro che Capitan Futuro…

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de rossi ifa

La carriera di Daniele De Rossi è sempre stata collegata, e anno per anno in maniera sempre più stretta, a quella di Francesco Totti. Alzi la mano chi, nella Roma giallorossa, non ha mai pronunciato il soprannome di Capitan Futuro, durante una semplice chiacchierata o un servizio dedicato al centrocampista cresciuto, come il suo simbolo e il suo idolo d’infanzia e di adolescenza, sotto le mammelle della Lupa.

Nonostante questo, ciò che piace di Daniele è il fatto non essersi mai fatto prendere troppo da questi paragoni, dal gravoso peso di questa eredità, che si avvicina sempre di più, fino a diventare concreta, in attesa che Totti (e chi ama il calcio spera che questo giorno non arrivi mai) decida di appendere le scarpette al chiodo e di consegnare al suo pupillo la fascia di capitano e la responsabilità di mettere sempre e comunque la faccia. Una responsabilità che De Rossi si è già preso con una certa regolarità durante la passata stagione, quando la faccia andava messa eccome, dopo le diverse figuracce rimediate sotto la guida di Lucho.

Il continuo e costante processo di maturazione di De Rossi ha trovato il suo culmine con la Nazionale, e queste prime tre gare degli Europei ne sono la conferma: prime due partite da difensore centrale, e sia contro la Spagna che contro la Croazia è stato lui il migliore in campo, sfoggiando una calma sovrannaturale e una capacità incredibile di adattarsi al ruolo di leader di un reparto che non gli appartiene. Come se non bastasse, con l’Irlanda Prandelli cambia tutto: riporta la difesa a 4, schiera il romanista a centrocampo e gli affida tante responsabilità. Ma come detto prima, non sono le responsabilità a far paura a De Rossi, autore di una partita gigantesca per grinta, determinazione e qualità delle giocate, sia con che senza palla.

Un giocatore di un’altra categoria, decisamente migliore, soprattutto mentalmente, rispetto all’acerbo De Rossi che cadde nella trappola di McBride nell’estate del 2006, e che tornò in tempo per calciare il rigore più importante della sua vita. Un elemento imprescindibile per la sua Roma, ancor di più per la Nazionale, che con qualche brivido si appresta ad affacciarsi ai quarti di finale di Euro2012.