Hanno Detto
Buffon torna alla Juventus? «Ho in mente due strade». Poi sul mercato: «Ho dato un solo consiglio a Vicario, Grabara non è una riserva. Su Woltemade…»
Gianluigi Buffon, ex portiere della Juventus, ha parlato in vista del match odierno contro il Milan. Le sue dichiarazioni
Gianluigi Buffon, ex portiere della Juventus e della Nazionale, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nel giorno del big match contro il Milan. Le sue dichiarazioni.
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PRIMO JUVE MILAN – «La prima sfida a San Siro. Shevchenko mi fece un gol irripetibile, non so nemmeno quanto voluto. Qualcosa di strabiliante. Però, ovviamente, l’immagine che ho di Juve-Milan è Manchester, la finale di Champions 2003»
CHI VEDE MEGLIO – «Il Milan può avere l’entusiasmo della novità: nuovo progetto, nuovo allenatore, nuovi giocatori e può vivere sulle ali dell’entusiasmo. Quando si cambia tanto, però, serve tempo per trovare la quadra. La Juventus parte più avvantaggiata, forte dei nove mesi di lavoro di Spalletti e di un mercato indirizzato in parte anche da Luciano. La dirigenza e Spalletti hanno operato veramente bene. Mi incuriosisce Woltemade. Voglio vedere se con la sua fisicità, i suoi 198 centimetri abbinati a un’ottima tecnica, sarà dominante come mi aspetto»
WOLTEMADE – «Direi proprio di sì. Woltemade nel campionato italiano degli ultimi anni può essere un valore aggiunto»
CHI DECIDE JUVE MILAN – «Mi piacerebbe fosse Conceiçao. E soprattutto Kolo Muani: sbloccarsi in una partita così sarebbe l’ideale»
KOLO MUANI – «Kolo ha voluto fortemente la Juve, un aspetto che deve inorgoglire tutti. Ma se lo vedo a Torino, non gli dico nulla: è già stato chiaro Spalletti con lui dopo Frosinone. Non c’è più nulla da aggiungere»
SPALLETTI – «Luciano è una sorta di Mago Merlino. Perfezionista meticoloso, dal cuore buono. Spalletti tramite i suoi studi, la conoscenza del calcio e la profondità dei rapporti cerca una chimica perfetta e vincente nel presente e nel futuro»
SPALLETTI GLI HA CHIESTO CONSIGLI – «Non gli ho detto nulla e vi dico perché: il mondo Juve va vissuto. E solo quando lo vivi, lo capisci. Luciano già l’anno scorso è entrato nel cuore dei tifosi. La squadra, al di là dei risultati, ha dato risposte importanti e lui ha sempre parlato senza filtri alla gente evidenziando l’onore e l’orgoglio nel rappresentare la Juventus con tutta la sua storia»
VICARIO – «A Guglielmo ho dato solo un consiglio: godersi l’esperienza. Giocare nella Juventus è un privilegio, ovunque vai respiri l’importanza della maglia»
SOTTOVALUTATO – «No, ma è valutato da tanta gente che non ha una conoscenza piena del ruolo del portiere. Vicario è stato molto criticato nell’ultimo anno al Tottenham, ma è reduce da una esperienza forgiante, è stato protagonista e vincente in Premier. La passata stagione ha pagato dazio perché quando una squadra va male al 99,99% ci va di mezzo anche il portiere»
MAIGNAN – «Il discorso del più forte non mi convince mai. Ci sono potenzialità e aspettative, poi c’è quello che il giocatore dimostra per 10 mesi. Il miglior portiere della Serie A lo sapremo a fine stagione: la continuità fa la differenza. Maignan, Carnesecchi, Svilar, Vicario e Meret sono i più preziosi. A me piace ricordare anche Caprile, Falcone e Martinez che non avrà un compito semplice all’Inter»
GRABARA – «In passato sì, speriamo pure ora. Grabara, come Szczesny, non è una riserva. Sono portieri che danno garanzie anche da titolari: gli impegni sono tanti, è giusto far sentire importanti tutti»
MODRIC – «Non mi fa impressione Luka perché i campioni sono speciali anche per volontà, non solo per la tecnica. Storie come la sua mi rallegrano. Modric è Modric: se utilizzato nella maniera giusta fa ancora la differenza»
POCHI ITALIANI – «Tristezza, no. Accetto senza pormi domande. Il mondo va in questa direzione e non ho la forza per potermi opporre: subisco passivamente questa risicata rappresentanza italiana in un nostro classico»
RIGORI DI ZENICA – «No, perché ho una grandissima capacità di eliminare dalla mente le esperienze tristi e negative. Sono ottimista e fiducioso di natura, probabilmente è per questo che gli unici rigori che rivedo nel sonno sono quelli del trionfo di Berlino 2006. Quella in Bosnia è una delusione profonda e lancinante, ma il mio modo di vivere e sopravvivere a queste ustioni è quello di sopraffarle con qualcosa di bello e maestoso»
FUTURO DA DIRIGENTE DELLA JUVE – «Ho in mente due strade. O un’avventura che abbia dentro una parte di sentimento che mi possa trascinare, un qualcosa che riguardi la mia storia. Altrimenti un progetto accattivante con degli obiettivi impensabili per una realtà nuova che parte dal basso per arrivare verso l’infinito e oltre. Vedremo»