Hanno Detto
Di Paola fa chiarezza: «Commissariamento FIGC? Occorre attendere, il Coni ha poteri che vanno assolti con la massima cura»
Di Paola fa chiarezza: «Commissariamento FIGC? Occorre attendere, il Coni ha poteri che vanno assolti con la massima cura». Le sue parole
Marco Di Paola, nato a Roma il 7 maggio 1968, avvocato, dal 2025 è vicepresidente del Coni. Su La Gazzetta dello Sport affronta il nodo del commissariamento della Figc e degli ultimi avvenimenti.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
IPOTESI COMMISSARIAMENTO FIGC – «Al momento le informazioni che abbiamo sono quelle giornalistiche, quindi, con tutto rispetto, occorre attendere. Noi per prendere decisioni del genere dobbiamo affidarci a fonti certe, ovvero quelle degli organi preposti del Coni».
LE PRESSIONI DELLA POLITICA – «Viviamo in un Paese democratico e rispettiamo le affermazioni di chiunque, però le distinguiamo dalle responsabilità, perché poi il Coni nella figura dei suoi organi, quindi Giunta e Consiglio nazionale, ha dei doveri che vanno assolti con la massima attenzione e la massima cura. Per cui ripeto, potremo esprimerci quando avremo degli elementi certi che non possono essere soltanto articoli di giornale. Serve una relazione. Quello che posso dire è che allo stato attuale non ci sono relazioni specifiche sull’argomento e non ci sono evidenze all’ordine del giorno della Giunta: se ci fosse qualcosa l’avremmo già saputo. Di certo i nostri organi di vigilanza se ne stanno occupando, quindi quando riceveremo delle informazioni più precise dagli uffici competenti potremo valutare la situazione nel merito».
L’AUTONOMIA DELLO SPORT – «Il presidente Buonfiglio è saldo al timone, valuta i fatti in maniera oggettiva e non in base alle sensazioni o pressioni, su certe cose serve un sottostante fondamento verificato da quelli che sono i nostri uffici competenti. Buonfiglio sta seguendo la vicenda da vicino, quando avrà degli elementi chiari, se mai li avrà, si confronterà con la Giunta prima e con il Consiglio nazionale poi».
È MAI ACCADUTO CHE FOSSE RESPINTO UN COMMISSARIAMENTO – «Da che ho memoria direi di no, perché il presidente ne parla e lo condivide soltanto nel momento in cui ci sono degli elementi concreti per procedere. Noi non agiamo in base alla politica o alle simpatie, è un fatto di responsabilità, anche contabile, nei confronti dell’ente pubblico che noi rappresentiamo».
BUONFIGLIO HA SEMPRE DETTO CHE NON CI SONO LE CONDIZIONI PER COMMISSARIARE – «Servono certezze, altrimenti non saremmo seri nei confronti di uno sport che invece è molto serio e merita molta serietà».
COSA POTREBBE SUCCEDERE – «È una dinamica che difficilmente si può delineare, ma certamente se il presidente propone un commissariamento che non viene votato sarebbe un fatto politico importante che meriterebbe una riflessione politica rilevante. Non a caso non è mai accaduto, mentre diverse volte è capitato che ci fosse una votazione a maggioranza e non all’unanimità, è nella dinamica degli organi democratici. Siamo un ente pubblico con una Giunta eletta, ci rifacciamo alle evidenze e giudichiamo sempre con coscienza, non in base a credenze politiche, non abbiamo ordini di scuderia da dover rispettare, si decide con molta serenità soprattutto sulle sorti di un collega o di una federazione».
IL MOMENTO DEL CALCIO – «Dispiace perché quella del calcio è sicuramente la federazione più importante, sia sotto un profilo della popolarità, sia sotto quello economico perché genera un indotto estremamente rilevante. Il presidente Gravina con grandissimo senso di responsabilità ha preso atto della situazione e ha messo sul tavolo le proprie dimissioni, anche se non c’è un rapporto diretto tra il suo ruolo e i risultati di una squadra. Posso solo encomiarlo per quello che ha scelto di fare».
SERVIREBBE PIÙ RESPONSABILITÀ – «Sicuramente chi ha dei ruoli di rilievo in un mondo che è un riferimento per la società civile deve svolgere quel compito rispettando i nostri due principi cardine: lealtà e correttezza».