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Europei

Girone C Euro 2020 – Esame di maturità per l’Olanda. Occhio all’Ucraina

L’Olanda è in una fase di crescita importante e questo Europeo dovrà attestarne la maturità, in un girone sulla carta abbordabile

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L’Olanda è in una fase di crescita importante e questo Euro 2020 dovrà attestarne la maturità, in un Girone C sulla carta abbordabile

Le difficoltà intrinseche nel Girone C Euro 2020 derivano tutte dai tanti pregi e dai diversi difetti che identificano le Nazionali che lo compongono. Se spicca il nome altisonante dell’Olanda (padrona di casa del raggruppamento che si snoderà tra Amsterdam e Bucarest), nonostante i tonfi nelle ultime due rassegne principali (tra Mondiali ed Europei), i game changer del raggruppamento potrebbero tranquillamente essere Ucraina e Austria, due squadre oneste che puntano a raccogliere finalmente i meriti del duro lavoro messo a punto negli ultimi anni. In più c’è la favola Macedonia del Nord, al primo gettone in un torneo internazionale, che vuole terminare un percorso esaltante nel miglior modo possibile.

OLANDA – Euro 2012: eliminata ai gironi. Brasile 2014: terzo posto. Euro 2016: non qualificata. Russia 2018: non qualificata. Se nei primi due casi parliamo della Nazionale dei Robben e Sneijder in stato di grazia (e all’Europeo in Polonia eliminata nel girone di ferro), si spiegano con un mancato ricambio generazionale le debacle a seguito di un terzo posto iridato al mondiale brasiliano. Dall’Ajax dei prodigi di Erik ten Hag (semifinalista in Champions nel 2019), il ct Frank de Boer ha attinto per ricostruire l’ossatura di una squadra potenzialmente da ciclo vincente. I più promettenti di quel gruppo, De Ligt e Frenkie de Jong, hanno solcato lidi più altisonanti e hanno contribuito a rimettere sulla mappa una Nazionale che non sembrava più in grado di sfornare talenti come un tempo. Ora la rifondazione è lanciata e De Boer ha costruito una squadra ambiziosa, giovane, e ben amalgamata tra giocatori di sostanza e qualità. In difesa spicca il nome del De Vrij protagonista assoluto dello scudetto dell’Inter, ma soprattutto l’assenza dello sfortunatissimo (quanto fenomenale) Van Dijk. Il Liverpool avrà comunque il suo pezzo d’Olanda a “rappresentarlo” nelle fattezze di Wijnaldum (virgolette d’obbligo lette le voci di calciomercato), che potrebbe dividere la mediana con l’atalantino De Roon. In attacco, Luuk de Jong e Depay a parte, si naviga un po’ a vista. Ma in questi anni è bastato per raggiungere la finale della prima Nations League e garantirsi una qualificazione tutto sommato tranquilla. Non è annoverata tra le favorite, ma l’Olanda può sorprendere.

UCRAINA – Già vedere Andriy Schevchenko in panchina ha qualcosa di poetico. Con lui in campo, l’Ucraina ha raggiunto il traguardo più importante della sua storia con il quarto di finale a Germania 2006. Da allora, una sola vittoria ottenuta nella fase finale degli Europei (durante la manifestazione ospitata insieme alla Polonia nel 2012), cinque sconfitte e mai più presenti al Mondiale. Questa volta, però, la squadra si presenta con un ruolino di marcia importante già dalle Euro Qualifiers, con il primo posto ottenuto di fronte al Portogallo nel gruppo B e una difesa in grado di concedere appena 4 gol nelle otto sfide giocate durante le qualificazioni. Tra i convocati, oseremmo dire tra i papabili titolari, quel Ruslan Malinovskyi plasmato da Gian Piero Gasperini e ora pronto a lasciare il segno anche in Nazionale. Si gioca il posto, a meno di sorprese da parte del ct, con Yevgen Konoplyanka, supernova che sembrava ormai bruciata definitamente dopo Dnipro ma tornata a livelli ottimali con l’ultima stagione allo Shakhtar Donetsk.

AUSTRIA – Se l’Ucraina almeno una partita all’Europeo, nella sua storia, è riuscita a vincerla, la nazionale austriaca non può fregiarsi nemmeno di questo riconoscimento. Almeno per ora. Nel 2008 arrivò la prima qualificazione alla rassegna iridata, da padrona di casa, la prima vera qualificazione sul campo dovette attendere altri 7 anni. Ma finora non solo è mancata la vittoria, ma non si è nemmeno andati oltre al punto guadagnato nell’ultima edizione degli Europei ai danni del Portogallo futuro campione. Trend particolare quello austriaco, contando che tra i record nazionali c’è il terzo posto ai Mondiali del ’54. Adesso l’organico a disposizione di Franco Foda è più amalgamato e pronto a livello internazionale: oltre all’intramontabile David Alaba, l’Austria ha svezzato definitivamente anche Marko Arnautovic, arrivato alla soglia delle 30 reti con la selezione nazionale e finalmente affidabile perno dell’attacco austriaco. Escono anche talenti molto interessanti, su tutti il fantasista classe ’99 Christian Baumgartner, stellina dell’Hoffenheim.  

MACEDONIA DEL NORD – Dopo la Finlandia nel Girone B, ecco l’altra debuttante del torneo a chiudere il Girone C Euro 2020. E il percorso che ha condotto i macedoni sin qui è quanto di più esaltante e drammatico possibile: vittoria 2-1 nella sfida “complicata” per definizione contro il Kosovo, successo bissato nella finale playoff contro la Georgia con lo storico gol di Goran Pandev. Proprio l’ex Inter raggiunge un altro straordinario traguardo nella sua illustre carriera, tornata negli ultimi anni a livelli che parevano lontani dopo gli anni d’oro del Triplete. Eppure, la Macedonia del Nord non si presenta ad Euro 2020 senza pretese e a dimostrarlo è il campo: nel 2021 una sola sconfitta contro la Romania nel primo turno delle qualificazioni al Mondiale, immediatamente cancellata dalla folle vittoria di Duisburg contro la Germania. In quella sfida a segno capitan Pandev ed Eljif Elmas, talento classe ’99 del Napoli che ha messo a referto 46 partite stagionali con Gattuso e fatto intravedere una crescita continua dal suo arrivo in Italia ad oggi. Materiale interessante per il ct Angelovski che potrà affrontare il torneo con la mente sgombra e la voglia di giocare a calcio. Approccio che contro la Germania pare aver funzionato…