Grigorios Georgatos, saudade greca

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Correva l’anno 1999. All’Inter, insieme ai vari Panucci, Vieri e Peruzzi, arriva un terzino sinistro, per molti considerato il sostituto di Roberto Carlos, un certo Grigorios Georgatos. Stesso piede, stesso taglio di capelli (?), stessa indisciplina tattica (per dirla alla Hodgson). Il ragazzo proviene dalla Grecia, dove inizia a giocare con il Panachaiki, squadra di Patrasso. Le sue doti non sfuggono ai grandi club ellenici, in particolare all’Olympiakos, che nell’estate 1996 lo porta ad Atene. Qui gioca per tre anni ad altissimi livelli e diventa titolare fisso dei biancorossi. Nel tempo trascorso all’ombra del Partenone conquista una coppa nazionale e tre campionati; inoltre, si concede il lusso di concludere l’ultima stagione da capocannoniere della squadra, con dodici reti all’attivo, non male per un semplice terzino. 

In quegli anni diventa uno dei pilastri della nazionale e la sua carriera europea sembra pronta a decollare. Così si apre la strada per il suo arrivo a Milano, il presidente Moratti lo acquista per quindici miliardi di lire. Grigorios disputa una buona stagione con la maglia nerazzurra (28 presenze e 2 reti) ma la nostalgia per la sua terra lo spinge a chiedere la cessione al termine del campionato. La nuova destinazione non può essere che greca, Georgatos ritorna all’Olympiakos in prestito. L’anno successivo riparte di nuovo dai nerazzurri ma le cose sono cambiate e non riesce a esprimersi ai livelli della prima stagione. Nell’estate 2002 abbandona definitivamente l’Italia per trasferirsi all’Aek Atene. In patria ritorna il giocatore apprezzato anni prima, gioca due stagioni con i gialloneri e poi di nuovo Olympiakos, dove terminerà la carriera nel 2007. In Italia sale nuovamente alla ribalta nei primi mesi del 2006, dopo aver rilasciato pesanti dichiarazioni sul doping nella sua esperienza italiana: “Ho visto giocatori prendere pillole e fare iniezioni ma l’Inter non centrava nulla, c’erano gruppi di persone che fornivano i giocatori. In Italia c’era chi prendeva pillole e si faceva iniezioni. Non ho mai fatto uso di anabolizzanti nella mia carriera ma ho visto alcune cose ed ho capito cosa stava accadendo“. Parole dure che furono subito smentite dal compianto Facchetti.

E adesso? Cosa fa Grigorios?. È passato dal campo alla scrivania. Dopo il ritiro è diventato presidente del Panachaiki, la squadra che lo lanciò agli inizi della sua carriera. Casa, dolce casa.