Juve, la vittoria col Sassuolo spiega perché bisogna sempre fidarsi di Allegri

Juve, la vittoria col Sassuolo spiega perché bisogna sempre fidarsi di Allegri
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Juve, la vittoria col Sassuolo spiega perché bisogna sempre fidarsi di Allegri e delle sue sensazioni: le ultime quattro stagioni garantiscono per lui

A Bergamo, una manciata di giorni fa appena, la Juventus ha toccato il punto più basso. Non soltanto della stagione, ma con ogni probabilità dell’intero ciclo di Massimiliano Allegri in bianconero. E già questo è tutto dire: in quattro anni e mezzo, c’è bisogno di appigliarsi ad un’eliminazione ai quarti di finale della Coppa Italia dopo che il trofeo era stato sollevato al cielo dalla Vecchia Signora per quattro volte di fila. Ma quello su cui sarebbe bene concentrarsi sono le parole con cui, nel post-gara, il tecnico toscano aveva incassato il severo 3-0 da parte dell’Atalanta: «Ma quale crisi, non si possono vincere tutte le partite: imbattersi in una serata storta ogni tanto è normale, ci sono degli incastri nel corso della stagione e questa sfida per noi si è incastrata male».

Dichiarazioni che trasudavano consapevolezza e serenità. Dopo una partita negativa sotto ogni punto di vista, ma anche all’indomani dell’altrettanto preoccupante prestazione sfoderata a Roma contro la Lazio. In una partita vinta dai bianconeri più per caso che per meriti. Un “passaggio a vuoto” della squadra, però, per cui Allegri non nutriva alcun timore. Quasi fosse parte di un disegno più ampio che doveva necessariamente tener conto del momento della stagione. Già, quasi. Perché chi meglio di lui può conoscere queste dinamiche interne?

Dinamiche che, attraverso un atteggiamento particolarmente positivo davanti alle telecamere, Allegri ha quasi provato ad esternare e a comunicare a tutti. Dinamiche che, puntualmente, si stanno concretizzando. Perché l’impegno di Supercoppa a Gedda ha imposto alla Juventus di ritardare i consueti carichi di lavoro di gennaio, che si sono fatti sentire nelle gambe di Ronaldo e compagni proprio in quelle settimane. A ponderata distanza dall’appuntamento con l’Atletico Madrid negli ottavi di finale di Champions League. E infatti, dopo quelle due balbettanti prestazioni, i bianconeri già contro il Parma erano tornati a far mulinare le gambe e a creare occasioni da rete a raffica. E contro il Sassuolo si sono ulteriormente avvicinati ai propri standard.

Con un andamento della condizione atletica e di squadra in vertiginoso crescendo. Con alcuni degli elementi cardine nella filosofia del tecnico, da Khedira a Mandzukic, verso il proprio apice stagionale. E con il mirino chiaramente puntato sul Wanda Metropolitano. Un appuntamento per cui garantisce, innanzitutto, la serenità di quella vecchia volpe di Max…

@DanieleGalosso