Juventus, così non si può andare avanti: dopo il ko di Genova la crisi di Spalletti è anche di identità
Calcio italiano

Juventus, così non si può andare avanti: dopo il ko di Genova la crisi di Spalletti è anche di identità

Un 2-0 senza appello contro il Genoa, 14 punti in nove giornate e 11 lunghezze di distacco da Inter e Lazio: i numeri dicono che il problema non è più un incidente di percorso

Il 2-0 subito al Ferraris dal Genoa di Daniele De Rossi non è l’ennesima serata storta: è la fotografia di una Juventus che ha smarrito identità, personalità e capacità di reazione. Per i bianconeri è la terza sconfitta in campionato, la seconda nelle ultime tre gare, con 14 punti in nove giornate che sono tra le peggiori partenze degli ultimi anni e un ottavo posto che vale il -11 da Inter e Lazio.

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Il problema non è il risultato, ma come arriva

A pesare, più dei gol di Ehizibue e Baldanzi, è la sensazione di impotenza. Dopo mezz’ora la partita era già finita: la prima vera occasione bianconera è arrivata solo in pieno recupero, con la traversa di Teun Koopmeiners, centrocampista olandese. In mezzo, gli errori di Pierre Kalulu e Andrea Cambiaso, due uomini d’esperienza chiamati a fare da riferimento, che hanno concesso al Genoa i due gol, e un centrocampo senza idee.

Le responsabilità di Spalletti

Luciano Spalletti ha parlato di “poca lotta e poca roba” e ha chiesto scusa ai tifosi, ma in un momento simile le parole non bastano. Il tecnico ha cambiato ancora modulo e interpreti, rinunciando a Alajbegovic dopo 45 minuti, ma la squadra non sembra avere una chiara fisionomia: i troppi esperimenti, a nove giornate dall’inizio, non possono essere tutti giustificati dall’infermeria. Le otto assenze, da Locatelli a Thuram, da Yildiz a Conceicao, spiegano parte della crisi, ma non possono diventare un alibi.

Le colpe non sono solo in panchina

Il club ha costruito una rosa con evidenti lacune, a partire da un centravanti di riferimento che manca dalla partenza di Dušan Vlahović. La dirigenza guidata da Giovanni Carnevali dovrà rispondere sulle scelte di mercato di un’estate chiusa con Woltemade e Kolo Muani, acquisti ancora non all’altezza delle aspettative.

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Gli scenari: tre partite per rialzarsi

Il calendario non concede tregua: Napoli, AZ Alkmaar e Fiorentina prima della sosta. Tre scenari: una reazione immediata che consolidi la fiducia nel tecnico, un cambio di sistema più stabile, o un ripensamento della guida tecnica, ipotesi per ora non in discussione. In ogni caso, serviranno risultati subito: il tempo per i proclami è finito.

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