Milan, Thiago operazione mediatica - Calcio News 24
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2012

Milan, Thiago operazione mediatica

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berlusconi ifa

Ancora il medesimo copione in casa Milan: proposta economica da un club estero, abboccamento con tanto di viaggio ed indiscrezioni sull’annuncio dell’operazione, passo indietro e momento di riflessione, esito negativo della trattativa ed annesse dichiarazioni d’amore alla causa rossonera firmate dai vertici societari. Era toccato a Kakà prima ed a Pato poi, ora è il turno di Thiago Silva.

Il Milan, secondo quanto riportato dalla società stessa, ha rifiutato 45 milioni proposti dal Paris Saint Germain per l’acquisizione del campione brasiliano. Dopo che, ancora una volta, l’affare sembrava praticamente imminente. La domanda sorge immediata: l’ennesimo colpo di scena o una precisa strategia mediatica di una società che fa proprio della comunicazione uno dei suoi cardini essenziali? La piazza – e noto – freme da un paio d’anni frustrata da campagne acquisti non entusiasmanti, desiderosa di tornare saldamente in cima alla classifica italiana ma più di ogni cosa giocarsela quanto meno alla pari con le più accreditate d’Europa, il terreno di conquista preferito dal marchio AC Milan.

E’ altrettanto evidente però come nel recente passato in particolare – dopo l’acquisto di Zlatan Ibrahimovic dal Barcellona per 24 milioni di euro – la società abbia scelto di non investire più ingenti somme nella gestione del Milan, con il presidente Silvio Berlusconi chiamato a saldare l’ultimo debito di bilancio registrato intorno ai 70 milioni di euro. Il punto di rottura è stato chiaro: stop alle spese folli, le campagne acquisti del Milan dovranno autofinanziarsi, ossia si resta nei paletti del bilancio e si spende quanto si ricava e nulla di più. Comprendendo costo dei cartellini e monte ingaggi, fattore sul quale – al termine dell’ultima stagione – hanno inciso positivamente gli addii di Zambrotta, Nesta, Gattuso, Seedorf ed Inzaghi, calciatori di vecchia data e con ingaggi ancora troppo alti per una società che ha modificato il proprio modello di gestione optando per l’adeguamento al fairplay finanziario e per il freno alle coperture di bilancio effettuate dalla proprietà.

Strategia mediatica e comunicativa quindi? Potrebbe risultare così, nel senso che la società milanese abbia spostato l’attenzione generale sulle mancate cessioni pesanti in modo da guadagnarsi la benevolenza della piazza rossonera e “giustificare” i mancati acquisti. L’amministratore delegato Adriano Galliani lo aveva prima fatto intendere: l’eventuale acquisto di un calciatore importante passa per una cessione altrettanto rilevante. Lo ha poi detto a chiare lettere a chiosa dell’affaire Thiago Silva: “Ora non ci saranno acquisti, la squadra è completa  e siamo a posto così”. Insomma, ognuno può maturare l’opinione ritenuta più consona, ma non è da escludere che i vertici del Milan non abbiano mai pensato concretamente – decisione questa sì inappuntabile – di privarsi del proprio gioiello e cedere alle lusinghe dell’ex tanto amato Leonardo.