Pagina 164 – Calcio News 24

Mercato Roma, pieni poteri a Gasperini ora: le decisioni sui rinnovi e le cessioni in estate. Chi resta e chi parte

Mercato Roma, quali saranno le decisioni di Gian Piero Gasperini sui rinnovi e le cessioni in vista dell’estate

Con la definitiva conferma dei pieni poteri decisionali affidati a Gian Piero Gasperini, la dirigenza della Roma può finalmente sbloccare la programmazione per la prossima annata sportiva. Dopo un lungo periodo di stallo dovuto all’incertezza sul posizionamento in classifica e sui traguardi finali, le direttive del tecnico guidano ora le nuove scelte societarie. Le indecisioni dei mesi scorsi lasciano spazio a una linea chiara: il club capitolino è pronto a delineare le strategie del calciomercato, stabilendo i pilastri da cui ripartire e i giocatori in esubero. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Lo zoccolo duro non si tocca: i fedelissimi restano

L’allenatore ha le idee chiarissime sul nucleo storico dello spogliatoio. I veterani, da lui stesso definiti in passato come gli “highlanders” della rosa, rappresentano le fondamenta del progetto tecnico. A tal proposito, le indicazioni pubbliche del mister non lasciano spazio ad alcuna interpretazione: Questa squadra ha una base evidente e importante: non va ricostruita, va rinforzata. Un messaggio forte, che fa eco a una sua recente difesa della squadra: ho sentito parlare della gang del sesto posto. Ma attenzione, che senza questi giocatori si fa presto ad arrivare anche dodicesimi o tredicesimi”.

Alla luce di queste certezze tattiche, salgono vertiginosamente le quotazioni per la permanenza di Lorenzo Pellegrini. Il rapporto umano e professionale con l’allenatore è decollato, tanto che la guida tecnica ha ammesso senza riserve: Se facciamo eccezione per Dybala, è il nostro giocatore tecnicamente più dotato. Si profila per lui un rinnovo biennale, seppur con un ingaggio rimodulato al ribasso. Semaforo verde anche per i prolungamenti fino al 2029 di Mancini e Cristante, vecchie conoscenze di Bergamo inizialmente messi in discussione dalla famiglia Friedkin, e per l’estensione contrattuale di Mario Hermoso.

Il fronte delle uscite: esuberi e nodo plusvalenze

Il capitolo relativo alle cessioni è altrettanto denso di appuntamenti. Hanno già le valigie pronte in direzione di nuovi lidi El Shaarawy, Tsimikas, Ferguson, Zaragoza e il centravanti Dovbyk, il cui feeling con l’allenatore non è mai sbocciato. Sulla lista dei partenti, per ragioni diverse, figurano anche Angelino (mai davvero continuo), la delusione El Aynaoui e il difensore Celik, molto distante dalle cifre proposte per il rinnovo. Infine, la società osserva il bilancio: Ndicka e Koné potrebbero essere i nomi caldi da sacrificare sull’altare delle plusvalenze per sistemare definitivamente i conti entro la fatidica scadenza del 30 giugno.

Rowe incanta il Bologna e…la Premier League! Quanto vale oggi l’attaccante inglese, dentro alla sua ascesa in rossoblù

Rowe – grazie ad una stagione fantastica al Bologna – ha attirato su di sé l’interesse della Premier League. Quanto vale oggi l’attaccante

Tutti i riflettori del Bologna sono oggi puntati su un unico, grande protagonista: Jonathan Rowe. L’esterno d’attacco sta vivendo una primavera da assoluto trascinatore e, in caso di nuova marcatura, la dedica potrebbe essere già pronta per i piccoli tifosi dell’Istituto Sant’Anna, che in settimana gli hanno inviato una sentita lettera di auguri in vista del suo imminente compleanno del 30 aprile. Il talento ex Marsiglia ha già messo a referto sette reti stagionali, raddoppiando di fatto i numeri della sua passata esperienza francese. L’obiettivo primario è ora quello di concludere in bellezza questa scoppiettante seconda metà di campionato.

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Da oggetto del mistero a leader della fascia sinistra

L’ascesa del classe 2003 è stata impressionante, soprattutto considerando le iniziali difficoltà. Arrivato sotto le Due Torri per quasi venti milioni di euro, divenendo di fatto l’acquisto più costoso nell’intera storia del Bologna, ha vissuto una prima fase di adattamento ricca di ombre e punti interrogativi. Fino a Natale, il suo ruolino recitava una sola gioia in Coppa Italia. Dallo scorso gennaio, però, l’inglese ha svoltato: i sigilli internazionali contro Celtic e Maccabi, il primo centro in Serie A a Verona, fino alle notti magiche disputate contro l’Aston Villa e all’Olimpico. Oggi Rowe è diventato il titolare inamovibile sull’out di sinistra, superando l’agguerrita concorrenza interna e imponendosi in via definitiva.

Valore raddoppiato e le sirene della Premier League

Analizzando il suo attuale score, emerge chiaramente la volontà di incrementare il bottino nei confini nazionali. Dei sette gol messi a segno, ben quattro sono arrivati nelle notti europee. Nelle prossime cinque sfide, l’obiettivo è trascinare la squadra all’ottavo posto in classifica e centrare la fatidica doppia cifra stagionale, traguardo ottenuto in carriera soltanto nella Championship inglese.

Queste prestazioni da vetrina non sono affatto passate inosservate. Come riferito dal Corriere dello Sport, l’eccellente impatto continentale ha attirato i radar di mezza Europa, riaccendendo il forte interesse dei top club della Premier League. Oggi il suo valore di mercato è schizzato alle stelle: la dirigenza felsinea reputa il suo cartellino almeno il doppio rispetto all’investimento estivo. Insieme a Castro, Rowe rappresenta oggi il vero e proprio forziere economico ed elemento imprescindibile del progetto emiliano.

Leao lascia il Milan? Osservatori del Manchester United a San Siro domenica, fissato il prezzo per la partenza del portoghese

Leao via dal Milan in estate? Osservatori del Manchester United a San Siro domenica per il match con la Juventus, ecco la situazione

Il futuro di Rafael Leao potrebbe subire una svolta clamorosa e tingersi di rosso, ma lontano dai confini di Milano. Come riferito da Tuttosport, i vertici dirigenziali del Manchester United si sono messi alla ricerca di un’ala offensiva che prediliga partire dalla corsia mancina per poi accentrarsi sul piede forte, un identikit tecnico che corrisponde perfettamente alle doti del fuoriclasse lusitano. Le manovre sono già iniziate: in occasione della prossima sfida a San Siro contro la Juventus, un osservatore dei Red Devils prenderà posto in tribuna per analizzare dal vivo le giocate del talento portoghese. I primissimi contatti con l’entourage del giocatore sono già partiti. Il contratto che lega l’attaccante al Milan scadrà nel 2028, garantendogli un ingaggio di 7 milioni di euro a stagione, una cifra che non spaventa minimamente il monte ingaggi della blasonata squadra inglese.

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Il prezzo fissato dal Milan e l’intreccio di mercato con Rashford

L’aria che si respira dalle parti di via Aldo Rossi suggerisce un cambio di strategia importante: l’ex Lille non è più classificato come un vero e proprio intoccabile. Qualora dovesse essere recapitata un’offerta cash stimata intorno ai 50-60 milioni di euro, la società lombarda potrebbe seriamente sedersi al tavolo delle trattative, mettendo in secondo piano la famigerata clausola rescissoria da 150 milioni che fino ad oggi aveva scoraggiato ogni potenziale acquirente. In questo complesso scacchiere internazionale si è inserito anche il Barcellona con alcuni sondaggi preliminari. L’obiettivo primario dei catalani, però, resta l’acquisizione definitiva di Marcus Rashford proprio dal club di Manchester. La valutazione dell’inglese si aggira sui 30 milioni di euro: la dirigenza britannica non ammette sconti e, incassando questa somma, avrebbe la liquidità immediata per finanziare proprio il maxi-acquisto del numero dieci rossonero.

Il “no” secco all’Arabia Saudita e il fascino britannico

Se il ciclo meneghino dovesse giungere al capolinea, le preferenze del ragazzo risultano essere ben definite. L’esterno offensivo ha scartato in maniera categorica l’ipotesi di un esilio dorato nella Saudi Pro League. Negli ultimi anni, infatti, ha respinto con enorme fermezza le corti serrate di Al Hilal e Al Nassr, rispedendo al mittente offerte faraoniche da ben 20 milioni netti all’anno. I petrodollari non lo seducono, poiché l’ambizione sportiva mantiene la massima priorità. Al contrario, l’opportunità di misurarsi in Premier League esercita un fascino sportivo irresistibile, trasformando l’interesse del Manchester United in un potenziale pericolo reale per la permanenza dell’asso portoghese nel nostro campionato.

Calciomercato Juventus: deciso il futuro di Kalulu. Cosa succederà in estate per il difensore francese, scelta fatta da parte della dirigenza

Calciomercato Juventus: la dirigenza ha preso una decisione per quanto riguarda il futuro di Pierre Kalulu. Cosa succederà in estate

Il palcoscenico del campionato italiano si prepara a vivere una sfida ricca di fascino e di incroci suggestivi. Domani, infatti, i riflettori di San Siro saranno puntati non solo sull’attesissimo big match, ma anche su un ritorno dal sapore decisamente speciale. Come riferito da Tuttosport, all’interno del Milan sta maturando un crescente senso di insoddisfazione e rimpianto per aver lasciato partire Pierre Kalulu. Il talento transalpino si appresta a calcare nuovamente il prato del suo vecchio impianto meneghino, ma questa volta lo farà indossando i panni di avversario temibile e, soprattutto, di titolare assolutamente inamovibile per la difesa della Juventus.

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Il colpo di mercato estivo e l’impatto a Torino

Riavvolgendo il nastro alle scorse sessioni di trattative, emerge come la dirigenza rossonera avesse autorizzato l’addio del centrale con eccessiva facilità nell’estate del 2024, accettando di chiudere l’operazione in uscita incassando una cifra inferiore ai 20 milioni di euro. Col senno di poi, si è trattato di un vero e proprio affare d’oro per la squadra piemontese. Pierre, infatti, non ha minimamente patito il peso della nuova maglia: al contrario, è riuscito a conquistare la totale fiducia dell’intero ambiente, diventando rapidamente un leader carismatico e trasformandosi in una pedina preziosa per il club bianconero.

Il capolavoro tecnico di mister Spalletti

Il segreto di questa prepotente rinascita tattica e tecnica è da attribuire al lavoro quotidiano svolto nel centro sportivo della Continassa. Luciano Spalletti ha creduto ciecamente nelle potenzialità del ragazzo fin dal primo giorno di ritiro, plasmando il suo enorme talento e riuscendo a valorizzarlo in modo straordinario. Lo staff tecnico ha lavorato duramente per trasformarlo in un laterale moderno, un marcatore instancabile, capace di spingere e difendere con enorme solidità. Questa evoluzione ha fatto sì che le sue prestazioni sul campo siano diventate una garanzia assoluta, un fattore vitale che sta permettendo al reparto arretrato di acquisire una sicurezza granitica. Attualmente, i bianconeri godono di un elemento dominante, un jolly in grado di fare costantemente la differenza nei momenti cruciali dell’intera stagione sportiva.

Le sirene estere e il piano per il rinnovo

Di fronte a un rendimento di altissimo profilo, la strada verso la consacrazione definitiva appare perfettamente delineata. La dirigenza juventina si sta già muovendo d’anticipo: per allontanare qualsiasi tentazione estera e rispedire al mittente l’interesse dei top club europei, il difensore sarà presto blindato con un nuovo e ricco contratto. Ai piani alti della società, i dirigenti sono rimasti estasiati dall’adattamento del transalpino, tanto che oggi lo considerano a tutti gli effetti incedibile. Una presa di posizione netta, volta a chiudere le porte a qualsiasi futura e ipotetica trattativa in uscita. D’altronde, la Vecchia Signora vuole costruire i propri successi partendo proprio da queste certezze inamovibili.

Conferenza stampa Allegri: «È sempre Milan Juventus, una delle partite più importanti del campionato. Leao è un giocatore bravo»

Conferenza stampa Allegri: le dichiarazioni del tecnico rossonero alla vigilia della sfida contro la Juventus

Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, ha presentato la sfida di domani contro la Juventus che si giocherà a San Siro. Ecco le dichiarazioni del tecnico rossonero:

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PARTITA – «Il calcio è imprevedibile. Magari viene fuori un gol subito e la partita si stappa da sola. È sempre Milan-Juventus, una delle partite più importanti del campionato, in un momento in cui sia noi che loro ci giochiamo un posto tra le prime quattro. L’arrivo di Spalletti gli ha dato un qualcosa in più e stanno facendo un ottimo campionato».

SECONDI PRIMI PERDENTI‘ – «Non commento le parole di Antonio, sta facendo un ottimo lavoro anche quest’anno. Vincere è una cosa straordinaria. Per una società di calcio in questo momento in Italia è fondamentale essere nelle prime 4. A livello tecnico, sportivo e a livello economico è molto importante. Poi vedremo se a fine anno saremo arrivati secondi, terzi, quarti… Speriamo non quinti (ride, ndr). Finché non c’è la matematica bisogna rimanere con i piedi per terra. C’è la Juventus, il Sassuolo, che è una trasferta storicamente storica, l’Atalanta in casa, il Genoa e poi il Cagliari. I punti vanno conquistati sul campo. Domani c’è la Juve, bisogna fare un passettino alla volta».

SCUDETTO ANNO PROSSIMO – «Parlare ora di mercato non serve a niente. In questi momenti sei preso dal finale di stagione e dagli obiettivi… Matematicamente non possiamo raggiungerlo domani, ma una volta raggiunto saremo tutti più lucidi per valutare le cose. Quando ti metti a tavola in questo momento per un confronto sei anche un po’, non destabilizzato, ma vedi le cose in maniera meno chiara perché sei preso dal momento della stagione».

JUVE – «La Juventus sta facendo molto bene sotto l’aspetto del gioco e della solidità, credo non prenda gol da tre partite. Speriamo domani lo prenda. Ora non bisogna più pensare agli attaccanti o ai difensori o ai centrocampisti. Bisogna pensare solo al risultato finale, il resto non conta niente».

SECONDO POSTO – «Io so solo una cosa e dobbiamo rimanerci assolutamente concentrati: dobbiamo entrare nelle prime quattro. Poi faremo il massimo per arrivare secondi, se non ci riusciremo qualcun altro sarà stato più bravo. Ma non dobbiamo focalizzarci sull’evento singolo. L’importante è raggiungere il risultato, bisogna essere concentrati solo sue questo. Tutti bisogna pensare solo a questo».

YILDIZ – «Ha qualità importanti. Non è che io ho lanciato… In quel momento lì la Juve ha lavorato bene dall’attività di base alla seconda squadra, dove sono stati portati in prima squadra giocatori di valore. Tutto sta nel lavoro di chi sta al di sotto della prima squadra. Penso che Yildiz possa comunque fare ancora molto meglio».

LEAO – «Rafa, come tutti gli altri, si è sempre messo a disposizione. Non dimentichiamoci che a novembre ha avuto questo problema pubalgico. È stato molto bravo a mettersi a disposizione. Rafa non è che viene giudicato per questa annata. Esistono annate in cui va tutto bene o malissimo. Io dico sempre: un giocatore bravo rimane bravo, un giocatore scarso rimane scarso. E Rafa è un giocatore bravo».

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Italia Mondiale, Caressa: «Credo che abbiano fatto bene i vertici del CONI, Abodi e tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati»

Italia Mondiale, Caressa svela: «Credo che abbiano fatto bene tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati»

Nel suo ultimo video pubblicato sul canale YouTube ufficiale, Fabio Caressa ha affrontato numerosi temi di attualità calcistica. Il giornalista di Sky Sport si è soffermato sulla Serie A, analizzando la situazione di Milan, Inter, Roma e Juventus, per poi dedicare spazio anche al capitolo Nazionale e all’ipotesi ripescaggio dell’Italia. Ecco i punti principali della sua analisi.

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GUERRA – «Io credo che abbiano fatto bene i vertici del CONI, il ministro Abodi e tutti quelli che hanno parlato a dire che preferirebbero non essere ripescati. Perché? Perché noi non possiamo vivere in un mondo parallelo. L’Iran fuori dal Mondiale vorrebbe dire che la guerra va avanti, che lo sport perde il suo significato di avvicinare i popoli anche nei momenti di difficoltà. È una cosa importante, molto più importante di un ripescaggio della Nazionale. Io ho visto scene di giubilo sui social. Ma lo capite cosa vuol dire che l’Iran non vada ai Mondiali? Lo capite cos’è una guerra? Lo capite cosa può voler dire, anche nelle nostre vite, la situazione del mondo in questo momento, con lo Stretto di Hormuz? Non si può far finta di niente e pensare solo al calcio. Quindi è normale che chi ha una responsabilità prenda una posizione del genere, così come è normale che la FIFA cerchi in tutti i modi di far giocare il Mondiale all’Iran».

RIPESCAGGIO – «Poi c’è un altro discorso. Se purtroppo le cose andranno male, se l’Iran per qualche motivo — e io ripeto: mi auguro di no — non giocherà il Mondiale, e se la FIFA farà determinate scelte, non c’è niente di vergognoso nel venire ripescati. Come ha scritto il mio amico Zazzaroni: “Se siete dispari, ditecelo”. La Danimarca è stata ripescata e ha vinto un Europeo. È stata ripescata anche lì per motivi drammatici: era scoppiata la guerra nell’allora Jugoslavia. Anche qui, una cosa non esclude l’altra. L’atteggiamento deve essere serio. Io francamente trovo vergognosi alcuni video che ho visto di esultanza. Non si esulta. Si rispettano le regole. Se poi, per qualche motivo che io ritengo al momento quasi impossibile, venissimo richiamati, allora il discorso sarebbe diverso. Questo a prescindere da tutti i discorsi politici, perché comunque sarebbe una scelta politica che va in una direzione. C’è l’intervento di Paolo Zampolli, emissario di Trump: queste sono tutte cose collaterali. Io credo che tutti noi, da uomini, dovremmo fare il tifo perché l’Iran giochi il Mondiale. Credo sia più probabile che, come succede regolarmente nel mondo sportivo, se una squadra viene — usiamo questo termine, anche se non è quello corretto — “squalificata”, o comunque non ha la possibilità di partecipare, venga presa la seconda della stessa classifica. Sportivamente è una cosa normale. Poi, se per una serie di motivi l’Italia venisse ripescata, non mi vergognerei di andare a giocare i Mondiali. Vergogna no. Però, ripeto, apprezzamento per le posizioni serie che hanno preso i vertici sportivi, perché in questi casi, con una guerra in atto e con la situazione mondiale che conosciamo, bisogna essere seri. E sono stati molto seri. Detto questo, ritengo che la percentuale di venire ripescati, al momento, sia pari a zero».

Gila Lazio, futuro in bilico per il biancoceleste! Intanto spunta il nome di Dominguez come sostituto

Gila Lazio, nodo Gila: il difensore biancoceleste può partire. Dominguez il profilo individuato per rimpiazzarlo

Il futuro di Mario Gila resta uno dei temi più caldi del prossimo mercato estivo. Il difensore spagnolo, legato alla Lazio fino al 2027, continua ad attirare l’interesse di numerosi club, rendendo il suo dossier uno dei più delicati per la dirigenza biancoceleste. Nonostante il contratto lungo, la sensazione è che l’asta attorno al centrale sia virtualmente aperta da settimane.

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In Italia, Inter e Milan si sarebbero mosse per prime, monitorando da vicino l’evoluzione della situazione. A loro si sarebbero aggiunte Napoli e, più di recente, anche la Juventus, alla ricerca di un difensore affidabile e già pronto per alzare il livello della retroguardia. All’estero, invece, resta vivo l’interesse dell’Atletico Madrid, che potrebbe inserirsi con decisione qualora si aprissero spiragli concreti per una trattativa. E non è escluso che altri club possano farsi avanti nelle prossime settimane.

La Lazio, nel frattempo, valuta le possibili alternative in caso di cessione. Il nome in cima alla lista sarebbe quello di Sergi Dominguez, classe 2005 della Dinamo Zagabria, profilo giovane e di prospettiva che potrebbe inserirsi in un progetto tecnico da ridefinire nei prossimi mesi. Prima, però, servirà capire la posizione definitiva del club: resistere alle offerte o aprire davvero alla partenza di Gila. Lo riporta La Repubblica.

Calciomercato Inter, Muharemovic ma non solo! Spunta anche Alajbegovic ma c’è concorrenza in Serie A

Calciomercato Inter, strategia balcanica: Muharemovic più Alajbegovic nel mirino. Forte concorrenza in Serie A

Il calciomercato estivo inizia a prendere forma e il Milan guarda con attenzione ai talenti emergenti del panorama europeo. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il club rossonero avrebbe messo nel mirino due profili di prospettiva: Tarik Muharemovic e Kenan Alajbegovic, entrambi bosniaci e considerati funzionali alla strategia di crescita tecnica e anagrafica della rosa. Due obiettivi diversi per ruolo e caratteristiche, ma accomunati da un potenziale importante.

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Per la difesa, il nome più avanzato è quello di Muharemovic, centrale del Sassuolo che si è distinto per fisicità e maturità tattica. La trattativa sarebbe già in fase molto avanzata, con il Milan al lavoro sui dettagli per chiudere l’operazione con il club neroverde. Il giocatore viene visto come un rinforzo immediatamente utile per dare profondità al reparto arretrato, che nella prossima stagione avrà bisogno di alternative affidabili ai titolari.

Più complesso invece il dossier Alajbegovic, trequartista del Bayer Leverkusen considerato uno dei talenti più brillanti del calcio mitteleuropeo. Sul classe 2006, oltre al Milan, si sono mosse anche Napoli e Roma, pronte a sfidarsi per convincere il club tedesco e l’entourage del giocatore. Una vera asta internazionale potrebbe prendere forma nelle prossime settimane. L’interesse per i due giovani bosniaci conferma la linea verde della dirigenza rossonera: investire su prospetti di valore prima dell’esplosione definitiva, costruendo un patrimonio tecnico e finanziario per il futuro.

Mourinho ma che fai? Interrompe la conferenza stampa perchè deve leggere le notizie sul telefono! 20 secondi di silenzio assoluto

Mourinho, siparietto in conferenza: stop improvviso per leggere le notizie sul telefono. Venti secondi di silenzio totale

José Mourinho ha regalato un’altra delle sue gag in conferenza stampa alla vigilia della sfida tra Benfica e Moreirense. Dopo aver scherzato sul futuro professionale di un giornalista che gli chiedeva del suo, lo Special One ha nuovamente catalizzato l’attenzione della sala.

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A un certo punto, infatti, Mourinho ha chiesto ai presenti di attendere perché doveva controllare alcune notizie sul telefono. Ne sono seguiti circa venti secondi di silenzio assoluto, con l’allenatore seduto al tavolo che scorreva tranquillamente lo smartphone sotto gli occhi divertiti dei cronisti.

Un siparietto perfettamente in linea con il personaggio: ironico, imprevedibile e sempre capace di trasformare una conferenza stampa in uno spettacolo. L’ennesima gag di un Mourinho che continua a rubare la scena.

Infortunio Mbappé, problema muscolare per il giocatore del Real Madrid! Mondiale a rischio? Le ultimissime notizie

Infortunio Mbappé, il francese va ko contro il Betis: problema muscolare e timori per il Mondiale. Le condizioni

La serata del 24 aprile ha portato un’altra tegola in casa Real Madrid. Dopo gli stop recenti di Arda Güler e Militao, anche Kylian Mbappé è stato costretto a lasciare il campo dolorante durante il match contro il Betis, terminato 1‑1 grazie al pareggio dei biancoverdi arrivato al 94’. Un risultato che, di fatto, sembra aver chiuso il discorso Liga, con il Barcellona ora a +8 e sempre più vicino al titolo.

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L’infortunio del francese, avvenuto all’80’, desta preoccupazione soprattutto per la natura muscolare del problema. Secondo Marca, si tratterebbe di un fastidio al bicipite femorale della gamba sinistra, un campanello d’allarme importante considerando che il Mondiale è ormai alle porte. Mbappé ha comunque lasciato il campo sulle proprie gambe, salutando i tifosi con un pollice alzato, ma il volto teso non ha rassicurato del tutto l’ambiente madridista.

I prossimi esami chiariranno l’entità dello stop, ma sia il Real Madrid sia la Francia seguono con grande attenzione l’evolversi della situazione, sperando di scongiurare problemi seri. In un momento cruciale della stagione, l’ennesimo infortunio rischia di complicare i piani dei blancos e di alimentare le preoccupazioni della nazionale francese in vista degli impegni internazionali.

Mandela Keita svela: «Parma? Amo la tranquillità e la gentilezza della gente. Chivu? Mi ha insegnato a credere in me. Sul mio esordio…»

Mandela Keita si racconta: «Parma? Amo la tranquillità e la gentilezza della gente. Chivu? Mi ha insegnato a credere in me»

Mandela Keita, centrocampista del Parma, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha raccontato un retroscena significativo della sua infanzia, rivelando quanto il suo percorso personale abbia forgiato il carattere che oggi mostra in campo. Le sue parole

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PAROLE – «Sono cresciuto da solo con mia mamma. Ho visto cose che un bambino non dovrebbe vedere, mia madre che faceva due lavori e, siccome non c’erano soldi, a volte non mangiava per dare il cibo a me. Adesso che, oltre a lei, ho due fratelli gemelli e una sorella, mi sento il capofamiglia. Loro non sono i miei fratelli, sono i miei piccolini. Il calcio è uno strumento per guadagnare e per far stare bene la mia famiglia»

NOME – «Per mamma era un idolo e lo è anche per me. Sconfiggere l’apartheid in Sudafrica non dev’essere stato semplice. Ai razzisti non dico nulla, rispondo con un sorriso. Credo sia l’unico modo per combattere chi la pensa così»

CUESTA E CHIVU – «Cuesta? Prima di cominciare a Parma ci siamo sentiti al telefono e non abbiamo parlato di calcio ma di vita. Mi ha fatto subito un’ottima impressione. Chivu? Mi ha insegnato a credere in me. Non posso che ringraziarlo»

ESORDIO – «Ho fatto una cosa da stupido, probabilmente per la pressione e per la voglia di mettermi in mostra. Subito dopo mi sono detto: ‘Io non sono stupido, sono intelligente: devo gestire questo momento»

PARMA E FUTURO – «Amo la tranquillità e la gentilezza della gente. E il cibo, naturalmente: torta fritta e prosciutto. Il club mi piace perché è una famiglia, siamo tutti giovani e tutti legati. Mi immagino imprenditore, già adesso compro appartamenti e li affitto. Oppure chef: in cucina sono bravissimo. Dovreste provare la mia pasta pomodoro, pollo, salsa e paprica. Oppure il deejay, la musica fa parte della mia vita».

Chiellini non ha dubbi: «Spalletti? Ero convinto che potesse essere la guida per il prossimo futuro e così è stato. Su Yildiz…»

Chiellini sicuro: «Spalletti? Ero convinto che potesse essere la guida per il prossimo futuro e così è stato. Su Yildiz…». Le parole

Giorgio Chiellini è intervenuto ai microfoni di DAZN, soffermandosi sui temi principali alla vigilia della sfida di domani sera a San Siro contro il Milan. Di seguito i passaggi più significativi delle sue dichiarazioni.

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SPALLETTI – «Ero convinto che potesse essere la guida per il prossimo futuro e così è stato. Lui sa come trasferire tutto questo ai giocatori: quando è il caso di alzarne la pressione e la responsabilità, quando è il caso di abbassarla. Questo fa parte delle caratteristiche dei grandi allenatori e delle persone che sono abituate a navigare con queste qualità e con queste necessità. Io penso che abbiamo un gruppo di ragazzi responsabili, ancora prima che calciatori bravi: un gruppo di uomini che sta crescendo, e si è visto anche durante la stagione»

MILAN – «Il Milan ha fatto un buon campionato, ha fatto sognare di poter stare dietro all’Inter. Personalmente ho creduto a quello che ha sempre detto Max, che l’obiettivo vero fosse la Champions League. Se poi l’Inter avesse perso tre o quattro partite in più, come è successo l’anno scorso, magari il Milan sarebbe anche potuto rientrare, insieme ad altre squadre, ma realisticamente in questo momento c’è più o meno la griglia di partenza di inizio stagione, con l’eccezione del Como che ha fatto qualcosa di straordinario»

MOMENTO DEL CALCIO – «Secondo me per ripartire serve una chiara definizione dei ruoli di responsabilità. Quindi sarebbe da ripartire un po’ dalle persone: politiche, amministrative e sportive. In questo momento poi ci vuole qualche figura sportiva che abbia voglia di prendersi una grande responsabilità, di metterci tanto impegno per provare a cambiare il progetto a lungo termine. Però bisogna partire dalle basi e avere qualcuno che riesca a riconoscere quelli che sono i migliori dei vari settori, dall’attività di base dilettantistica e professionistica, da tutte le attività che possono essere fatte per ampliare le possibilità di scelta dei ragazzi, che sappia dare delle linee guida. Ma nel frattempo penso che un gruppo di giocatori ci sia e che si possano comunque raggiungere i prossimi Europei e Mondiali, come potevamo raggiungere questi. Perché non è che siamo stati umiliati al primo turno, non abbiamo perso tutte le partite: abbiamo perso con la Norvegia nel girone e in realtà usciamo senza aver perso altre partite»

YILDIZ – «Yildiz due anni fa non era il giocatore che è adesso e probabilmente tra due anni sarà ancora ad un livello superiore. Fa parte della vita. La cosa più difficile è che il tempo non è infinito: i progetti a lungo termine non esistono. Ci vuole il progetto a lungo termine, ma in mezzo devi avere una serie di obiettivi che non puoi mancare, altrimenti ciò che hai pianificato a lungo termine non arriva. Nel mondo del calcio come in tutte le altre cose»

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Cannavaro duro: «Coverciano deve smettere di sfornare patentini, deve essere una Bocconi. E serve la specializzazione per i settori giovanili»

Cannavaro la tocca piano: «Coverciano? Deve smettere di sfornare patentini, deve essere una Bocconi». Le sue parole

Fabio Cannavaro, attuale commissario tecnico dell’Uzbekistan ed ex capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006, ha rilasciato un’intervista a La Repubblica, soffermandosi su diversi temi legati al calcio internazionale, al suo percorso da allenatore e non solo…

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MONDIALE – «Da ottobre, col mio staff, stiamo lavorando tantissimo: sappiamo di essere una nazionale debuttante, di terza o quarta fascia. Ma non abbiamo nulla da perdere e per questo ai giocatori ho detto: divertitevi. Affrontare l’Italia? Ci avevo pensato al sorteggio di dicembre e per me sarebbe stata una sfida impensabile. Speravo onestamente che non capitasse. Non così, però”»

ITALIA FUORI DAL MONDIALE – «Se è tanta la mia soddisfazione per essere al Mondiale, è tantissimo il dolore di non vedere in America la mia Nazionale. Ancora una volta siamo usciti contro avversari più deboli. Con tre ct diversi, segno che il problema non è quello. E non ci rendiamo conto dell’effetto devastante per le comunità italiane. È evidente che non si sappia più difendere, se si prendono tutti quei gol da Israele o Norvegia. Ma mi ha colpito un’altra cosa: non si sa più soffrire, ci si scioglie come un gelato. Abbiamo perso la nostra caratteristica più identitaria, che mi è stata trasmessa fin da quando giocavo nell’Under: più la situazione era difficile più ci esaltavamo. E tutti volevano evitarci. Perso quello spirito, siamo stati eliminati da Svezia, Macedonia e Bosnia. Forse perché abbiamo tutto. Anche nei settori giovanili il non volere perdere è una dote abbandonata e invece mantenuta dagli sportivi delle altre discipline. E non è colpa dei social, quelli li usa anche Sinner, eppure nella finale con Alcaraz a Montecarlo non ha mollato un centimetro»

GATTUSO – «Non l’ho ancora sentito. Io credo abbia fatto il suo lavoro, cercando di creare un gruppo, di trasmettere i valori della Nazionale, ma se non vai al Mondiale, passa tutto in secondo piano. Si è preso una croce ma per chi è stato in quella Nazionale, come noi, non è possibile dire di no. Si è buttato nel fuoco con la massima dignità”»

BENEVENTO E UDINESE «A Benevento in B ho accettato una categoria che non era la mia, c’erano tanti problemi, mi sono messo in gioco. La salvezza a Udine è stato un miracolo, con una società spettacolare. Ma una cosa positiva è diventata negativa perché non sono stato riconfermato»

DOPPI PASSAPORTI «Molti ragazzi col doppio passaporto invece dell’Italia scelgono l’altro Paese. Un esempio? Matteo Palma, il difensore che ho avuto all’Udinese, sembra avere scelto la Germania. Se non riusciamo ad attirare chi ha il doppio passaporto, il nuovo ct avrà ancora meno opzioni. Io ero stato scartato all’epoca, prima di essere preso, ma non so se coi criteri usati oggi per i difensori ce l’avrei fatta. E ho avuto la fortuna di crescere in un calcio in cui giocavo uomo a uomo»

COVERCIANO – «Malagò, Abete, Albertini, tutti hanno qualità. E Maldini, Del Piero, Rivera possono dare tanto. Ma il nodo è un altro. Siamo all’età della pietra sulla tassazione, sul cercare di puntare davvero sui giovani. Ad esempio: chi viene formato in Italia, dopo cinque anni deve avere il nostro passaporto, come succede in Francia e in Spagna. Coverciano deve smettere di sfornare patentini, deve essere una Bocconi. E serve la specializzazione per i settori giovanili: un conto è l’istruttore, un altro l’allenatore. Dobbiamo guardare agli altri, a quello che da noi non funziona. I nostri giocatori non sono più preparati all’alta intensità, a correre: in campo internazionale, sul piano atletico, tra i nostri e gli avversari c’è una differenza come dal giorno alla notte. I nostri preparatori atletici sono i migliori. Ma non li usiamo per le loro capacità».

Dimissioni Manfredi, cambia tutto in casa Sampdoria! L’ex patron blucerchiato cede le quote a Tey che ora controlla il club

Dimissioni Manfredi, rivoluzione Sampdoria: Tey rileva le quote e diventa l’unico padrone del club blucerchiato

La Sampdoria apre una nuova fase della propria storia societaria con cambiamenti significativi ai vertici. Nella giornata di ieri sono arrivate le dimissioni di Matteo Manfredi dalla carica di presidente, chiudendo un periodo segnato da tensioni interne e incertezze sul futuro del club. Al suo posto subentrerà Francesco De Gennaro, mentre Alberto Bosco entrerà nel consiglio di amministrazione blucerchiato, segnando un riassetto profondo nella governance.

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Secondo quanto riportato da Milano Finanza, il passaggio più rilevante riguarda però l’assetto proprietario: Manfredi avrebbe ceduto il suo 42% delle quote a Joseph Tey, che sale così al 99,96% del capitale sociale, diventando di fatto l’unico azionista della Sampdoria. Una svolta che mette fine al precedente equilibrio interno e consegna il pieno controllo del club all’imprenditore di Singapore. Questo passaggio avrebbe inoltre permesso di sbloccare finanziamenti considerati cruciali per garantire continuità operativa e stabilità economica.

Per la Sampdoria si apre dunque una nuova era, con l’obiettivo di ritrovare ordine, compattezza e una linea chiara dopo mesi complessi. L’ambiente spera che il cambio ai vertici possa tradursi presto anche in maggiore solidità sportiva e organizzativa, restituendo al club una prospettiva più serena e un progetto credibile per il futuro.

Gabbia si racconta: «Obiettivo? La Champions, un giorno. Ma prima ancora lo scudetto della seconda stella»

Gabbia al Corriere della Sera: «Obiettivo? La Champions, un giorno. Ma prima ancora lo scudetto della seconda stella»

Matteo Gabbia ha concesso una lunga intervista al Corriere della Sera, affrontando diversi temi legati al suo percorso, al presente rossonero e alle prospettive future. Questi i passaggi principali delle sue dichiarazioni:

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COS’E’ IL MILAN? «Una famiglia allargata. Siamo tutti tifosi rossoneri: papà, zii. Se perdo, in casa mi mettono il muso».

COS’E’ MANCATO PER LO SCUDETTO? «Non lo so, ma per me abbiamo fatto il massimo. Va riconosciuto il merito a chi è stato più forte e fargli i complimenti. So che è difficile da accettare per i tifosi, lo è anche per me, ma nello sport bisogna saper accettare il risultato. Dobbiamo anche tenere presente che partivamo da un ottavo posto. L’anno prossimo deve essere l’obiettivo, al Milan si gioca per vincere».

ALLEGRI CI SARA’ «Per noi il mister è fondamentale. Deciderà lui, ovviamente, ma noi nello spogliatoio speriamo tutti che resti. Ha portato aria nuova. Guardate la difesa: ora siamo la seconda migliore d’Europa dopo l’Arsenal. Con noi è felice, ce lo dice sempre».

MODRIC RESTERA’ «Lo pressiamo ogni giorno. Ma è una sua scelta di vita».

LEAO «A volte su Rafa c’è troppa cattiveria. Noi compagni sappiamo quanto è forte. E vorremmo continuare insieme».

UN SOGNO PER IL FUTURO «La Champions, un giorno. Ma prima ancora lo scudetto della seconda stella. Per dedicarlo a lei».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI GABBIA SU MILANNEWS24

Llorente dice tutto: «La Juve è una delle squadre migliori d’Europa per il calcio che esprime. Lewandowski? Può diventare per Spalletti ciò che è stato Tevez per Conte»

Llorente: «La Juve è una delle squadre migliori d’Europa per il calcio che esprime. Lewandowski? Può diventare come Tevez»

L’ex attaccante della Juventus, Fernando Llorente, si è racconta a Tuttosport. Ecco le sue dichiarazioni:

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COME BATTERE IL MILAN – «Era un’altra Juve ed era un altro Milan, naturalmente. L’anno in cui con Tevez ha deciso Milan-Juve eravamo fortissimi, ma soprattutto affamati. Dovevamo scrivere la storia, ce lo imponeva Conte. Dopo che avevamo vinto il campionato dovevamo giocare contro l’Atalanta in casa. Il mister ci fece festeggiare, ma è stato un martello nel preparare quella partita: i 102 punti restano leggendari, Antonio era fissato. E ci ha trasmesso tantissimo: ti fa venire voglia di continuare a vincere. Non era facile da gestire per chi era al terzo anno con lui, ma con uno così sei sempre sicuro di competere ai massimi livelli»

CONTE-ALLEGRI-SPALLETTI «Max da quando ha preso il Milan ha fatto bene: ha praticamente blindato la Champions League. Onestamente nessuno poteva chiedergli di vincere subito. Spalletti invece ha dato un’impronta profonda, la Juve è una delle squadre migliori d’Europa per il calcio che esprime». 

MERCATO JUVE «Bernardo Silva è un fuoriclasse: chi non lo vorrebbe in Italia? Lo prenderei subito, sono convinto che alzerà il livello della Juve in maniera incredibile, come ha fatto Modric al Milan. Goretzka, invece, penso serva di più ad Allegri: è un altro grandissimo campione, in Serie A può essere dominante»

SCUDETTO – «Non è un caso che la Juve abbia raccolto tanti risultati dal momento in cui ha sistemato la difesa. E non è un caso che il Milan sia calato quando dietro ha iniziato a concedere qualche gol di troppo. Saranno entrambe da titolo se nell’organizzazione difensiva, più che in quella offensiva, cresceranno». 

VLAHOVIC «Mi è piaciuto il carattere di Dusan quando si è imposto, prima dell’infortunio, dopo tutte le polemiche dei mesi estivi. È stato un leader, fossi nella Juve farei il possibile per tenerlo: a David e Openda è mancata fiducia, a lui no, forse ha qualcosa in più a livello di personalità».

LEWANDOWSKI «Il meglio della sua carriera l’ha già fatto, ma porta in Italia un’esperienza incredibile. Sì, a entrambe serve uno da 20 gol a stagione: per la Juve Robert può diventare per Spalletti ciò che è stato Carlitos Tevez per Conte, ovvero quel giocatore che completa un gruppo già molto forte». 

LEAO «È straordinario per i colpi che ha, ma gli manca continuità di rendimento. Ha qualità enormi, deve potersi esprimere con regolarità: i campioni non vivono di alti e bassi». 

CLASSIFICA «La Juve sta andando forte: col quarto posto blindato penso che in qualche modo troveranno più serenità in tutto, anche nel raccogliere i frutti delle prestazioni. Spalletti ha dato tanto alla squadra: nei dettagli la squadra è maturata tanto, in Champions sono stati anche penalizzati dall’arbitraggio al ritorno contro il Galatasaray. L’espulsione di Kelly è stata devastante: ha distrutto la partita, la rimonta stava per essere completata. Meritavano di passare, ma da lì hanno costruito una seconda parte di stagione al top». 

ALLEGRI CT ITALIA «Può fare bene dappertutto, perché ha conoscenze calcistiche notevoli e gestisce i gruppi alla perfezione. Sa capire ogni giocatore. Non credo che il Milan lo lascerà andare facilmente. Certo, all’Italia uno così servirebbe: non ha senso che la nazionale azzurra sia fuori dal Mondiale per la terza volta di fila». 

SCUDETTO ANNO PROSSIMO  «Dipende dal mercato, ma secondo me saranno entrambe competitive. Molto di più rispetto a questa stagione». 

YILDIZ – «È ancora giovane, deve crescere e stare tranquillo, col lavoro può migliorare ancora. Ma è già un fuoriclasse».

PRONOSTICO MILAN JUVE –  «Partita tosta, ma penso 0-1. E segnerà Conceiçao». 

Goretzka Milan, i rossoneri adesso fanno sul serio! E’ lui il colpo per il centrocampo: tutti gli aggiornamenti sulla trattativa

Goretzka Milan, ora i rossoneri fanno sul serio: è lui il colpo per la mediana del Diavolo. Tutti gli aggiornamenti

Il Milan continua a lavorare con decisione per portare a casa Leon Goretzka, individuato come il colpo ideale per alzare il livello del centrocampo rossonero. Un’operazione che ricorda, per ambizione e profilo tecnico, quella che ha portato Modric in Serie A, con la differenza che il tedesco — classe 1995 — garantirebbe anche un margine anagrafico importante. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport conferma come Goretzka e Sorloth siano i due obiettivi principali della dirigenza per la prossima sessione di mercato.

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Secondo il quotidiano, però, non è ancora il momento dell’ottimismo sfrenato. Goretzka andrà in scadenza e non servirà trattare con il Bayern Monaco, ma resta da trovare un’intesa sull’ingaggio del giocatore. Un passaggio delicato, che il Milan vuole gestire senza forzature: mettere troppa pressione al centrocampista rischierebbe di complicare una trattativa che, al momento, procede con cautela ma con segnali incoraggianti.

La strategia rossonera è chiara: muoversi con equilibrio, rispettare i tempi del giocatore e costruire le condizioni per un accordo sostenibile. Goretzka rappresenta un’opportunità tecnica e di esperienza di altissimo livello, ma servirà pazienza per trasformare l’interesse in un’operazione concreta. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il Milan potrà davvero affondare il colpo.

Belotti Cagliari, sì al rinnovo fino al 2027. I rossoblù non hanno dubbi! Il finale di campionato sarà decisivo

Belotti Cagliari, l’attaccante resta in rossoblù: rinnovo fino al 2027 in arrivo. Il finale di campionato farà da giudice

Il finale di stagione del Cagliari passa anche dai piedi e dall’esperienza di Andrea Belotti, arrivato in estate dal Como e ora pronto a dare il suo contributo nella corsa salvezza. Dopo mesi difficili segnati dalla rottura del crociato, il Gallo è tornato a disposizione e rappresenta una risorsa preziosa per peso specifico, personalità e capacità di incidere negli ultimi metri. Con circa 450 minuti ancora da giocare, il suo rientro offre a Pisacane un’arma in più per affrontare le partite decisive.

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Il presente, però, si intreccia con il futuro. Come rivelato da Nicolò Schira, il Cagliari ha avviato i primi colloqui per prolungare il contratto di Belotti fino al 2027. L’attaccante era arrivato con un accordo annuale, ma il club valuta la possibilità di dare continuità al rapporto, convinto che il centravanti possa ancora essere un punto di riferimento tecnico e caratteriale. Una scelta che dipenderà anche dalle sensazioni delle prossime settimane.

Le ultime giornate, infatti, saranno determinanti su più fronti: da un lato la missione salvezza, priorità assoluta per i rossoblù; dall’altro la volontà di Belotti di dimostrare di poter ancora spostare gli equilibri in Serie A. Il finale di campionato diventa così una doppia occasione: aiutare il Cagliari a restare nella massima categoria e convincere definitivamente la società a puntare su di lui anche per il futuro.

Calciomercato Lazio, Sarri alza l’asticella: chiesti quattro rinforzi e summit con la società in arrivo

Calciomercato Lazio, Maurizio Sarri detta la linea: servono quattro innesti. Atteso l’incontro con la dirigenza

Maurizio Sarri guarda al futuro con rinnovata energia, ma senza dare nulla per scontato. Dopo la vittoria di Bergamo, il tecnico ha accennato alla Supercoppa con una battuta sulla situazione in Medio Oriente, lasciando intendere che le priorità sono altre. L’ambiente è carico, Sarri pure, ma ogni discorso sul domani è rimandato: il 13 maggio, giorno della finale di Coppa Italia contro l’Inter, rappresenta uno snodo decisivo per il futuro della Lazio e dello stesso allenatore. Una semplice finale può bastare a ricucire il rapporto con Lotito o servirà una vittoria per proseguire insieme? Sarri non vuole vivere di compromessi e lo ha fatto capire.

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Il tecnico chiede una sterzata chiara, a partire dai rinnovi. Ha già indicato la necessità di blindare i giocatori in scadenza nel 2026 e nel 2027, con i casi più delicati rappresentati da Gila e Romagnoli, pilastri della solidità difensiva biancoceleste. Poi c’è il mercato, che dipenderà dall’esito dei controlli sui conti previsto per maggio: il rischio è quello di un saldo zero, con eventuali cessioni necessarie per finanziare gli acquisti. Sarri, però, ha già tracciato la lista: almeno quattro rinforzi, con due difensori se dovessero partire Gila e Romagnoli, una mezzala (due se Basic non rinnoverà), una o due ali a seconda del destino di Isaksen, un vice Zaccagni e un centravanti vero.

Ogni decisione concreta arriverà solo tra qualche settimana, quando società e allenatore si siederanno al tavolo per definire se e come proseguire insieme. Prima, però, ci sono due passaggi fondamentali: la finale di Coppa Italia e il verdetto sui conti. Solo allora si capirà quale direzione prenderà il progetto Lazio e quale ruolo avrà Sarri nel suo futuro.

Mercato Juve, è Stiller l’ultima idea dei bianconeri per il centrocampo! Tutti gli aggiornamenti sul possibile colpo

Mercato Juve, spunta l’idea Angelo Stiller per la mediana dei bianconeri: ok ai primi contatti, fissata la cifra dell’operazione

Il mercato della Juventus entra in una fase decisiva, soprattutto per la costruzione del nuovo centrocampo. Come riportato da Tuttosport, il nome che sta prendendo quota nelle ultime ore è quello di Angelo Stiller, regista classe 2001 dello Stoccarda. Il profilo piace molto a Spalletti, che chiede un giocatore capace di dare ordine, tempi e geometrie alla manovra. I primi contatti con gli agenti sono stati giudicati positivi, alimentando l’interesse bianconero per un innesto considerato ideale per il nuovo progetto tecnico.

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La trattativa, però, si presenta complessa. Stiller ha una clausola rescissoria da 36,5 milioni, cifra che permetterebbe alla Juventus di chiudere rapidamente l’operazione. Tuttavia, lo Stoccarda può annullare la clausola pagando una penale di 2 milioni, opzione che il club tedesco sembra intenzionato ad attivare per liberarsi dal vincolo e scatenare un’asta internazionale. L’obiettivo è massimizzare l’incasso in estate, sfruttando l’interesse crescente attorno al centrocampista.

Per la Juventus sarà quindi fondamentale muoversi con tempismo e decisione. Partecipare a un’asta al rialzo spaventa, soprattutto perché diverse squadre di Premier League hanno già messo gli occhi sul giocatore. La dirigenza proverà a blindare un’intesa con l’entourage per garantirsi una corsia preferenziale e anticipare la concorrenza. I tifosi sognano l’arrivo di un regista moderno e brillante come Stiller, ma le prossime settimane saranno decisive per capire se l’operazione potrà davvero concretizzarsi.

Scudetto Inter, parte il conto alla rovescia: ecco tutti gli scenari possibili che portano alla festa già nel prossimo weekend

Scudetto Inter, nerazzurri vicinissimi al trionfo: il conto alla rovescia e gli scenari per festeggiare nel weekend

La vittoria del Napoli sulla Cremonese ha rinviato ancora una volta i festeggiamenti dell’Inter, che anche in caso di successo a Torino resterebbe a +12 sugli azzurri con quattro giornate da disputare. Una distanza che, almeno matematicamente, non garantirebbe ancora lo Scudetto. Il ventunesimo tricolore nerazzurro è dunque rimandato, ma il prossimo fine settimana potrebbe finalmente essere quello decisivo per la squadra di Chivu.

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I possibili scenari per la conquista del titolo sono diversi. L’Inter diventerebbe Campione d’Italia sabato 2 maggio alle 20:00 se non perdesse a Torino e contemporaneamente il Milan cadesse contro la Juventus e il Napoli venisse sconfitto dal Como. Sempre sabato, lo Scudetto arriverebbe anche con una vittoria a Torino unita a un mancato successo del Milan e a un pareggio o una sconfitta del Napoli. Terza possibilità: domenica 3 maggio alle 17:00, con vittoria nerazzurra a Torino e mancati successi di Milan e Napoli nei rispettivi impegni. In tutti questi casi, la festa avverrebbe senza che l’Inter sia in campo.

Per celebrare lo Scudetto a San Siro la sera del 3 maggio, al termine di Inter‑Parma, servirà invece che i nerazzurri raccolgano almeno quattro punti tra Torino e Parma e che una tra Milan e Napoli faccia bottino pieno nelle due giornate. Un’eventuale sconfitta a Torino, invece, potrebbe far slittare tutto ancora: se Milan o Napoli dovessero ottenere sei punti complessivi, la matematica rimanderebbe la festa di un’ulteriore settimana.

Calciomercato Milan, Sorloth dice sì! E’ lui l’attaccante scelto dai rossoneri per il futuro. Tutti i dettagli sulla trattativa

Calciomercato Milan, via libera di Sorloth: il norvegese è il prescelto per l’attacco del futuro. I dettagli dell’affare

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport apre con un titolo che non lascia spazio a dubbi: “SORLOTH, SÌ AL MILAN”. L’attaccante dell’Atletico Madrid sarebbe infatti il profilo scelto dai rossoneri per diventare il nuovo centravanti titolare della prossima stagione, ruolo che quest’anno è mancato per infortuni e rendimento altalenante. Ma il norvegese non è l’unico obiettivo: il Milan punta con decisione anche su Leon Goretzka, con l’idea di mettere a segno un doppio colpo da Champions League.

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Secondo la Gazzetta, Sorloth e Goretzka potrebbero essere i primi due rinforzi del nuovo ciclo. La trattativa per il norvegese richiede ancora un accordo con l’Atletico Madrid, impegnato nella semifinale di Champions e poco incline a trattare nell’immediato. Per Goretzka, libero dal 30 giugno, il Milan deve muoversi con cautela: il giocatore ha già dato segnali positivi verso un trasferimento a Milano, ma non si vuole creare pressione né sul diretto interessato né sul Bayern, anch’esso concentrato sulla semifinale europea. Insomma, due operazioni possibili, ma che richiedono tempi e diplomazia.

Sul fronte economico, il Milan non intende andare oltre una certa soglia. Per Sorloth il budget fissato è di circa 20 milioni più bonus, cifra che i rossoneri non supereranno. A fare la differenza potrebbe essere proprio la volontà del giocatore, considerata un fattore decisivo per sbloccare la trattativa. Goretzka, invece, arriverebbe a parametro zero, rendendo l’operazione particolarmente appetibile per la dirigenza.

Bremer Juve, il difensore resta al centro del progetto! No alla Premier e la volontà di rinnovare con i bianconeri. La situazione

Bremer Juve, avanti insieme: niente Premier, il brasiliano vuole il rinnovo. Il punto sulla situazione del difensore

Gleison Bremer sembra aver preso una decisione chiara: restare alla Juventus e respingere le sirene della Premier League. Come riportato dalla Gazzetta, la clausola da 58 milioni passa in secondo piano di fronte alla volontà del brasiliano, convinto dalla solidità del progetto bianconero e desideroso di diventare uno dei simboli della rinascita sportiva del club. Una scelta che si inserisce nel solco tracciato da Yildiz, McKennie e Locatelli, tutti determinati a proseguire il percorso a Torino.

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La dirigenza, consapevole del suo valore, è pronta a premiarlo. Nonostante un contratto già valido fino al 2029, si valuta un ulteriore prolungamento da definire addirittura prima del prossimo Mondiale. I numeri confermano l’impatto del difensore: la Juventus arriva da sette partite senza sconfitte, con appena quattro gol subiti — tre dei quali contro la Roma — e una sola rete incassata negli ultimi 540 minuti. Una solidità difensiva che porta la sua firma.

Reduce dall’operazione al menisco, Bremer ha ritrovato la miglior versione di sé: dominante nei duelli, rapido nelle chiusure, leader naturale del reparto. La sua crescita coincide con il cambio di passo della Juventus, ora stabilmente in zona Champions e sempre più vicina alle prime posizioni, con il Milan nel mirino. Un segnale forte: il brasiliano vuole restare al centro del progetto e la Juve è pronta a costruire attorno a lui.

Tottenham verso la retrocessione? Nottingham Forest travolgente: 5‑0 al Sunderland e Spurs nei guai. A De Zerbi serve un’impresa

Premier League, Forest devastante: 5‑0 al Sunderland e Tottenham sempre più in crisi. De Zerbi chiamato a un miracolo

Il clamoroso 5‑0 del Nottingham Forest sul campo del Sunderland ha ribaltato gli equilibri nella lotta salvezza di Premier League. La squadra di Vítor Pereira ha chiuso la pratica già nel primo tempo, conquistando tre punti pesantissimi che la portano a quota 39, a +8 sul Tottenham e saldamente al sedicesimo posto. Un risultato inatteso per modalità e tempistiche, che complica ulteriormente la situazione degli Spurs, ora costretti a inseguire in un finale di stagione ad altissima tensione.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Con Wolves e Burnley ormai destinati alla Championship, la corsa per evitare l’ultimo posto disponibile per la retrocessione sembra ridursi a un duello tutto londinese tra Tottenham e West Ham. Gli Hammers sono a 33 punti, gli Spurs a 31: entrambe rischiano un fallimento sportivo pesantissimo, mentre le altre concorrenti stanno progressivamente prendendo margine grazie a risultati positivi. Il Leeds è già salito a 40 punti con una gara in meno, mentre il Forest, ora a 39, ha scavato un solco importante sulle rivali dirette.

Il destino, dunque, si giocherà in un testa a testa che vale molto più di un derby. Il calendario non sorride alla squadra di De Zerbi, che affronterà Wolves, Aston Villa, Leeds, Chelsea ed Everton, con due punti di ritardo rispetto al West Ham. Gli Hammers, invece, se la vedranno con Everton, Brentford, Arsenal, Newcastle e Leeds. Per il Tottenham servirà un’autentica impresa per evitare l’incubo della retrocessione e rimettere in piedi una stagione che si è complicata oltre ogni previsione.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 25 aprile 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Juventus e Inter al tappeto, non se ne fa più nulla: il rinnovo è ad un passo

Un futuro che sembrava lontano, ma ora è più vicino che mai. Le voci di un possibile trasferimento sono state tante e insistenti, con alcuni dei club più importanti d’Italia che avevano messo gli occhi su un giocatore in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno. Juventus e Inter, infatti, avevano messo nel mirino il talentuoso centrocampista, pronto a diventare uno degli obiettivi più ambiti del mercato a parametro zero.

Le trattative sembravano essere avviate, ma proprio quando tutto sembrava possibile, è arrivata una clamorosa accelerazione nelle ultime ore. Un accordo sembra ormai imminente e, secondo le ultime indiscrezioni, il rinnovo con il suo attuale club è a un passo dalla firma. Si tratta di un giocatore che ha sempre rappresentato una parte fondamentale del suo team, un elemento chiave sia dentro che fuori dal campo.

Il suo agente avrebbe incontrato nei giorni scorsi Massara per definire gli ultimi dettagli di un contratto che lo legherà a vita alla squadra del suo cuore. Il giocatore in questione è, ovviamente, Lorenzo Pellegrini, capitano della Roma, che a questo punto dovrebbe restare nella Capitale.

Nonostante l’interesse di squadre prestigiose, pronte a sfruttare la sua situazione contrattuale, Pellegrini avrebbe deciso di rimanere a Roma. Restiamo in attesa di ulteriori notizie e comunicazioni ufficiali, o ufficiose. Nel frattempo, registriamo quest’ultima indiscrezione, con buona pace di Marotta e Comolli.

Napoli, Conte dopo il 4-0 alla Cremonese: «Critiche eccessive per una squadra che ha vinto uno Scudetto ed una Supercoppa come ai tempi di Maradona. Lukaku? Nessuno è venuto a bussare»

Napoli, Antonio Conte ha parlato dopo la vittoria per 4-0 contro la Cremonese. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Napoli Cremonese, Antonio Conte ha rilasciato queste dichiarazioni.

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RISPOSTA DOPO LA LAZIO«Su questo non avevo dubbi. La partita con la Lazio alla fine abbiamo avuto il 70 di possesso palla senza mai prendere lo specchio della porta. Li nulla è andato nel verso giusto, oggi grande voglia, determinazione e rivalsa. Dopo la Lazio mi sembra siano arrivate critiche eccessive, per una squadra che ha vinto uno scudetto ed una supercoppa come ai tempi di Maradona, è al secondo posto in una stagione piena di infortuni. Ci mancano ancora 4 giocatori, abbiamo fatto una stagione difficilissima. Stare li è qualcosa di veramente importante, non voglio portare a spasso nessuno. I ragazzi devono e meritano di finire nel migliore dei modi per il lavoro che hanno fatto, e devono lasciar parlare. La comunicazione è fondamentale, e magari gli altri fanno una comunicazione diversa».

MCTOMINAY «Non dimentichiamo che la soluzione di McTominay centrocampista centrale è stata forzata dagli infortuni. Praticamente era rimasto solo lui. Lui è comunque un centrocampista box to box, abbiamo lavorato tanto in quel periodo sulla costruzione, riesce ad avere più spazio ora e arrivare in area a fari spenti a differenza di quando gioca trequartista. Io cerco di trovare le soluzioni per far giocare tutti. Credo anche che Alisson abbia fatto una super prestazione, come Gutierrez che ha giocato dentro al campo. Avevamo preparato tutte queste cose e ci siamo divertiti tanto, siamo al secondo posto e sono fondamentali per la Champions. Ripeto i ragazzi meritano di finire il campionato al migliore dei modi, è stato molto duro. Non abbiamo mai perso la bussola».

LUKAKU «Non ho avuto l’opportunità di parlargli. Lui è venuto al centro, ha parlato con un dirigente ma con me no. Io ho l’ufficio lì, nessuno è venuto a bussare. Mi è dispiaciuto tanto questo, un messaggio, qualcosa. Cerco di dover capire tutti ma nessuno cerca di capire l’allenatore».

Cremonese, Giampaolo commenta la sconfitta col Napoli: «Alla squadra avevo chiesto di giocare con coraggio senza sottomettersi»

Cremonese, Marco Giampaolo ha parlato dopo la sconfitta per 4-0 contro il Napoli. Queste le sue dichiarazioni

La pesante débâcle subita allo stadio Diego Armando Maradona lascia inevitabilmente l’amaro in bocca, ma non scalfisce lo spirito combattivo della compagine lombarda. Dopo la netta sconfitta per 4-0 contro il Napoli, maturata al termine di una gara dominata fin dai primissimi minuti dai padroni di casa, l’allenatore grigiorosso ha analizzato lucidamente la prestazione della propria formazione. Intervenuto ai microfoni dell’emittente televisiva DAZN, il tecnico della Cremonese Marco Giampaolo ha parlato in maniera estremamente schietta, difendendo l’atteggiamento propositivo mostrato in campo dai suoi ragazzi, nonostante un passivo finale decisamente severo.

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L’imperativo è guardare avanti: la disamina ai microfoni di DAZN

Una volta sbloccato l’incontro, l’infinito potenziale offensivo dei partenopei è venuto fuori in tutta la sua dirompente forza, punendo ogni singola sbavatura della retroguardia. Il divario di valori in campo ha sicuramente fatto la differenza nel tabellino, ma l’impegno e la dedizione dei calciatori ospiti non sono mai mancati. Guardando alle prossime determinanti sfide in calendario, l’obiettivo prioritario del club è archiviare rapidamente questa fisiologica battuta d’arresto per concentrarsi anima e corpo sugli scontri diretti.

Sviscerando l’andamento tattico del match e difendendo con orgoglio l’identità del gruppo, mister Giampaolo ha rilasciato le seguenti dichiarazioni integrali:

“Bisogna resettare perché il risultato è negativo, ma non devi rimanere sulla sconfitta. Devi rigiocarne un’altra. La sconfitta è pesante, ma alla squadra avevo chiesto di giocare con coraggio, senza sottomettersi. Abbiamo subito dei gol e poi diventa tutto più difficile, però la squadra non si è consegnata al Napoli. La differenza la fa la qualità, io avevo chiesto loro di rischiare di giocare alto, probabilmente avremmo perso comunque. Penso che non bisogna saltare step, ogni partita va preparata nel migliore dei modi e contestualizzata”.

McTominay esulta dopo Napoli Cremonese: «L’abbiamo uccisa nel primo tempo. Ecco in quale ruolo mi trovo meglio»

Scott McTominay ha parlato dopo la vittoria per 4-0 del Napoli contro la Cremonese. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Napoli Cremonese, Scott McTominay ha rilasciato queste dichiarazioni.

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PAROLE – «In mezzo al campo mi trovo meglio ma oggi era importante vincere e l’abbiamo ‘uccisa’ nel primo tempo e nella ripresa è stato tutto più facile».

De Bruyne festeggia il traguardo dei 100 gol: «Contento perché posso ancora giocare ad alti livelli, spero di farne presto altri!»

Kevin De Bruyne ha parlato dopo la vittoria per 4-0 del Napoli contro la Cremonese. Queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Napoli Cremonese, Kevin De Bruyne ha rilasciato queste dichiarazioni.

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VITTORIA «Abbiamo giocato molto bene, scendiamo sempre in campo per vincere, segnare subito ci ha aiutato. Siamo molto contenti. Il nostro obiettivo è sempre vincere e l’abbiamo fatto con una grande partita».

100 GOL – «Non lo sapevo neanche, sono contento perché posso ancora giocare ad alti livelli e spero di farne presto altri. Lo festeggerò con la famiglia»

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