Pagina 165 – Calcio News 24

Pagelle Napoli Cremonese: McTominay e De Bruyne disegnano calcio, Alisson Santos mina vagante. Audero fa quel che può VOTI

Pagelle Napoli Cremonese: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Napoli Cremonese: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

NAPOLI: Milinkovic-Savic 6; Olivera 6 (54′ Beukema 6), Rrahmani 6, Buongiorno 6,5; Politano 6 (54′ Mazzocchi 6), Lobotka 6 (54′ Gilmour 6), McTominay 7,5, Gutierrez 6,5; De Bruyne 7.5 (75′ Elmas SV), Alisson Santos 7; Hojlund 7 (61′ Giovane 6). All. Conte 7

CREMONESE: Audero 6; Terracciano 5, Baschirotto 5, Luperto 5 (61′ Folino 5); Floriani Mussolini 5 (46′ Zerbin 5), Bondo 5 (46′ Grassi 5), Maleh 5,5 (78′ Barbieri SV), Pezzella 5,5; Payero 5,5, Okereke 5 (46′ Vandeputte 5); Bonazzoli 5. All. Giampaolo 5

De Bruyne nella storia: 100 gol nei Top 5 campionati europei grazie alla firma in Napoli Cremonese. Il traguardo raggiunto!

De Bruyne ha toccato quota 100 gol nei Top 5 campionati europei grazie alla rete realizzata in Napoli Cremonese

Il talento puro non si misura solamente attraverso i passaggi vincenti, e Kevin De Bruyne ne è la prova vivente sul rettangolo verde. Il fenomenale fuoriclasse belga ha appena scritto un’altra pagina indelebile della sua straordinaria carriera calcistica, tagliando un traguardo che lo proietta di diritto nell’Olimpo dei più grandi interpreti di questo sport. Con l’ultima rete messa a segno in Napoli Cremonese, il talentuoso giocatore ha ufficialmente raggiunto l’incredibile quota di 100 gol nei Top 5 campionati europei, confermando una continuità realizzativa a dir poco impressionante per un calciatore che nasce principalmente come rifinitore.

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Una carriera all’insegna della costanza dal 2012/13 a oggi

Da quando ha fatto il suo esordio assoluto in questi tornei di primissima fascia nella lontana stagione 2012/13, il campione non ha mai smesso di incantare i tifosi di tutto il continente. Che si tratti delle sue dirompenti esperienze in Bundesliga, o della sua successiva e trionfale epopea in Premier League, la sua innata abilità nell’inserirsi a fari spenti e nel trovare la via della rete con conclusioni balistiche di rara precisione è rimasta un marchio di fabbrica inconfondibile. Dimostrarsi così estremamente prolifico sotto porta, pur mantenendo al contempo medie da record assoluto per quanto riguarda le occasioni create per i compagni di squadra, lo rende una gemma rara nel panorama calcistico moderno.

Il confronto statistico: solo Marco Reus lo precede

Ad avvalorare ulteriormente la portata titanica di questo obiettivo raggiunto, interviene un dato statistico che fotografa alla perfezione l’enorme difficoltà dell’impresa. Considerando l’arco temporale dal suo debutto nei top tornei continentali fino al giorno d’oggi, solo Marco Reus aveva già tagliato questo traguardo tra i centrocampisti in queste competizioni. L’iconica bandiera tedesca guida infatti questa speciale e ristrettissima élite con ben 120 reti all’attivo. Il fatto che solamente due centrocampisti di spiccata vocazione offensiva siano riusciti a sfondare il muro delle cento marcature in oltre un decennio evidenzia l’assoluta eccezionalità dei numeri registrati dal campione belga.

Molto più di un semplice uomo assist

Questa statistica clamorosa immortala la definitiva evoluzione tecnica di un fuoriclasse totale. De Bruyne ha saputo nel tempo reinventare e modernizzare il proprio ruolo, diventando un terminale letale capace di spaccare in due le partite sia con la sua impareggiabile visione di gioco periferica, sia con il cinismo spietato del vero bomber. Un traguardo storico che consacra in modo inequivocabile la sua grandezza a livello internazionale. Lo riporta Opta.

Moviola Napoli Cremonese: gli episodi dubbi del match diretto da Doveri. Cos’è successo al Maradona!

Moviola Napoli Cremonese: gli episodi dubbi del match diretto da Doveri, valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Il Napoli domina in lungo e in largo e travolge la Cremonese con un perentorio 4-0. Una partita a senso unico, messa in cassaforte dagli uomini di casa già nella prima frazione di gioco grazie alle giocate corali e alle invenzioni dei suoi fuoriclasse.

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La cronaca: primo tempo senza storia

Il match si sblocca dopo appena tre minuti di orologio: Kevin De Bruyne inventa un pallone delizioso per Scott McTominay, che si fa trovare pronto e batte Audero con un preciso rasoterra all’angolino basso di sinistra. Il Napoli monopolizza il possesso palla (chiudendo con il 66%) e schiaccia costantemente la Cremonese nella propria metà campo.

Il finale di tempo è letale per i grigiorossi di Marco Giampaolo:

  • 45′: Rasmus Hojlund si inventa uno slalom pazzesco tra i difensori e, complice una deviazione fortuita sul suo tiro dal limite, firma la rete del 2-0.
  • 45+3′: In pieno recupero, ancora De Bruyne si avventa come un falco su un pallone vagante in area di rigore e trafigge il portiere per il tris azzurro prima del duplice fischio.

Secondo tempo: il sigillo di Alisson Santos

All’intervallo la Cremonese prova a correre ai ripari con un triplo cambio (dentro Zerbin, Vandeputte e Grassi per Floriani, Okereke e Bondo), ma lo spartito del match non cambia. Al 52′, lo scatenato Alisson Santos – vero dominatore della trequarti e onnipresente in ogni zona del campo – si mette in proprio e dal limite dell’area fa partire un tiro meraviglioso che si insacca per il definitivo 4-0. Da lì in poi è pura accademia per i partenopei, con Emil Audero bravo a evitare un passivo ancora più pesante disinnescando i tentativi di De Bruyne e dello stesso Alisson e il rigore di McTominay.

Moviola: ordinaria amministrazione per l’arbitro Doveri

Gara estremamente corretta, fluida e priva di episodi controversi per il direttore di gara Daniele Doveri. La sua direzione è stata autorevole e priva di sbavature:

  • Nessun caso da VAR: Non si registrano episodi da moviola nelle due aree di rigore, né contatti dubbi che abbiano richiesto l’intervento della tecnologia o del monitor a bordo campo.
  • Gestione dei contatti: L’arbitro ha gestito perfettamente i rari momenti di puro agonismo, fischiando tempestivamente sui ruvidi interventi di Buongiorno (31′), McTominay (36′) e Gutierrez (60′) per mantenere la calma sul rettangolo verde senza dover necessariamente estrarre cartellini pesanti. Giusto il rigore concesso per fallo di mano al Napoli.
  • Fuorigioco: Molto attenta anche la squadra arbitrale e gli assistenti di linea nel ravvisare le posizioni irregolari, come nel caso di Hojlund al 10′ e del subentrato Giovane al 63′.

Il migliore in campo: Menzione d’onore per Alisson Santos. La sua abilità nel dettare i tempi, saltare l’uomo e recuperare palloni è stata il vero motore del Napoli. Un autentico incubo per la retroguardia lombarda.

Supercoppa italiana, addio Final Four? Come può cambiare il format nella prossima edizione e dove potrebbe giocarsi

Supercoppa italiana, il format e la sede dell’edizione 2026/27 della competizione. Ecco quello che c’è da sapere

La vittoria al cardiopalma ottenuta ai calci di rigore sul campo dell’Atalanta non ha regalato alla Lazio soltanto il meritato pass per l’ultimo atto della Coppa Italia, ma ha anche di fatto spalancato le porte per la partecipazione alla prossima edizione della Supercoppa Italiana. Considerando l’ormai imminente e aritmetica conquista dello scudetto da parte dell’Inter, i biancocelesti avrebbero ottime probabilità di sfidare proprio i nerazzurri per il trofeo, a prescindere dall’esito della finalissima della coppa nazionale.

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Addio Final Four: si torna alla sfida secca

Stando alle ultime indiscrezioni diffuse dal quotidiano Il Messaggero, la competizione andrebbe incontro a una vera e propria retromarcia strutturale. Dopo aver sperimentato la formula della Final Four nelle edizioni più recenti, i vertici del calcio italiano sarebbero orientati verso un ritorno al vecchio format a due squadre. Si tratterebbe di ripristinare la tradizionale e spettacolare sfida secca che mette di fronte la squadra vincitrice del campionato e la trionfatrice della Coppa Italia (oppure la finalista perdente, nel caso in cui un solo club dovesse riuscire a conquistare entrambi i titoli nazionali).

Il nodo della sede: l’idea USA e le tensioni in Medio Oriente

Un altro tema caldissimo per l’organizzazione dell’evento riguarda la scelta della location. Le attuali tensioni internazionali rendono molto complicato confermare l’Arabia Saudita come teatro dell’evento. Di fronte a questa evidente instabilità dell’area medio-orientale, la dirigenza della Lazio sta valutando alternative di grande respiro. La società capitolina starebbe infatti spingendo con forza per disputare la gara ad agosto negli Stati Uniti. Questa precisa scelta logistica si sposa perfettamente con le recenti mosse aziendali del club, volto a rafforzare le proprie partnership commerciali Oltreoceano, come testimonia in particolar modo il recente accordo di sponsorizzazione siglato con Polymarket.

L’ultima parola alla Lega Serie A e l’ipotesi italiana

Nonostante le chiare preferenze espresse dal club biancoceleste, la decisione finale spetterà unicamente alla Lega Serie A. L’ente organizzatore, detentore dei diritti del torneo, dovrà valutare attentamente tutte le opzioni logistiche ed economiche sul tavolo prima di ufficializzare la data e la sede. Non tramonta, infine, una terza suggestiva via: il ritorno della Supercoppa in Italia. Qualora si scegliesse di mantenere la gara all’interno dei confini nazionali, le alternative principali per ospitare il big match sarebbero i grandi palcoscenici storici come San Siro a Milano, lo Stadio Olimpico di Roma, oppure un grande campo neutro appositamente designato per l’occasione.

Cagliari, Pisacane sarà l’allenatore anche nella prossima stagione? Novità sul futuro di Palestra, cosa succederà in estate

Cagliari, arrivano aggiornamenti importanti sul futuro di Fabio Pisacane (allenatore) e Marco Palestra. Cosa accadrà in estate

In casa Cagliari si respira un’aria di grande programmazione. Mentre la compagine sarda lotta per blindare la permanenza nella massima categoria, i vertici societari pianificano con attenzione le mosse per la prossima annata. Al centro del progetto tecnico c’è indubbiamente la figura dell’allenatore, il cui accordo scadrà al termine di questa stagione calcistica. Le eccellenti prestazioni della rosa isolana hanno ampiamente convinto la presidenza, spingendo l’ambiente verso un prolungamento contrattuale

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Le cifre del rinnovo e l’analisi di Nicolò Schira

A fare luce sui dettagli dell’operazione e sulle tempistiche del prolungamento è intervenuto Nicolò Schira, delineando un quadro estremamente positivo per il tecnico rossoblù:

«Ci sono allenatori che stanno facendo bene in provincia. È il caso di Fabio Pisacane a Cagliari, che gioca con una delle squadre più giovani e italiane del campionato, ci sono sempre 6-7 undicesimi almeno di italiani in campo. Caprile, Palestra, a volte Zappa e Deiola, quasi sempre Folorunsho, Gaetano, Borrelli ed Esposito. Insomma un nucleo italiano, un allenatore giovane che è in scadenza di contratto il 30 giugno, ma che in caso di salvezza – e il Cagliari è vicino a mantenere la categoria -, scatterà il rinnovo automatico per un altro anno. I nuovi soci americani e Giulini sono molto contenti del lavoro di Pisacane e sono pronti a offrirgli a fine campionato il rinnovo biennale, quindi con scadenza fissata al 2028 per andare avanti insieme. Si va verso il rinnovo, o meglio il Cagliari è intenzionato a rinnovarlo, anche se Pisacane sta facendo un ottimo lavoro e quindi non mi sorprenderebbe se qualche società più importante di metà classifica potesse pensare a Pisacane. Ci sono un po’ di panchine che vanno tenute d’occhio».

Sirene di mercato: Inter e Juventus su Marco Palestra

Contestualmente alle dinamiche della panchina, la squadra assiste all’esplosione dei propri talenti, finiti rapidamente nel mirino delle big. Un nome su tutti infiamma le trattative estive: Marco Palestra. L’esterno classe 2005 ha stregato la Serie A, innescando un vero e proprio Derby d’Italia sul mercato. L’Inter vorrebbe garantirsi il laterale per puntellare la corsia di destra, ma la Juventus osserva gli sviluppi con estrema attenzione, pronta a sferrare l’attacco decisivo.

L’ostacolo principale è rappresentato dall’Atalanta, detentrice del cartellino. Al termine del prestito, il talento tornerà in Lombardia, dove la dirigenza valuterà il suo profilo. Strapparlo alla Dea richiederà un’offerta economica di altissimo livello, vista la nota rigidità del club bergamasco in fase di cessione. L’Inter deve prima necessariamente sbloccare le uscite, un incastro tattico e finanziario che regala alla dirigenza bianconera un prezioso vantaggio per elaborare l’assalto definitivo.

Calciomercato Juve: spunta l’ipotesi John Stones per la difesa. Summit a Torino, ma ci sono due ostacoli nel possibile affare

Calciomercato Juve: John Stones è il nuovo obiettivo per la difesa. Incontro a Torino, spuntano però due ostacoli nell’operazione

La Juve inizia a programmare le mosse per la prossima sessione estiva, proiettando il proprio sguardo oltremanica, direttamente sui campioni della Premier League. Secondo quanto riportato sulle pagine del quotidiano Tuttosport, il nuovo grande obiettivo per rinforzare il reparto arretrato è John Stones, ormai prossimo a svincolarsi e pronto a chiudere il suo ciclo decennale al Manchester City. L’esperto difensore della nazionale inglese, vincitore di sei campionati oltremanica, si guarda attorno e, nonostante il forte interesse di alcuni club inglesi, sarebbe particolarmente affascinato da un’esperienza in Serie A per rilanciare la propria carriera.

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Il summit a Torino e le richieste dell’entourage

I contatti tra le parti sembrano aver già superato la fase embrionale. Non a caso, i suoi rappresentanti sono stati avvistati recentemente a Torino per un summit conoscitivo con la dirigenza bianconera. La mossa di mercato risponde a una precisa esigenza tecnica: Luciano Spalletti ha richiesto un profilo di spessore per alzare l’asticella della squadra e garantire leadership internazionale alla retroguardia. Durante l’incontro, l’entourage del calciatore avrebbe già messo sul tavolo una richiesta per un contratto biennale con opzione per il terzo anno.

I dubbi fisici e la concorrenza delle milanesi

Nonostante il curriculum di altissimo livello del centrale britannico, alla Continassa vige la prudenza più assoluta. Il principale ostacolo per la fumata bianca è legato alla tenuta atletica del ragazzo: a frenare l’entusiasmo sono le condizioni fisiche del difensore, reduce da una stagione complicata da numerosi infortuni muscolari. Le statistiche stagionali confermano queste criticità: il centrale ha collezionato appena sette presenze in campionato per un totale di soli 353 minuti giocati agli ordini di Pep Guardiola.

Per queste ragioni, la Juve vuole garanzie fisiche assolute prima di avviare una vera negoziazione economica. La dirigenza torinese dovrà inoltre muoversi con cautela sui tavoli del mercato, considerando anche la concorrenza di Inter e Milan, club a cui è stata proposta la medesima candidatura da parte degli agenti del giocatore.

Infortunio Gila, l’esito ufficiale degli esami del difensore della Lazio: le sue condizioni e i tempi di recupero

Infortunio Gila, l’esito ufficiale degli esami a cui è stato sottoposto il difensore della Lazio. Le condizioni e quanto rimarrà fuori

Arrivano aggiornamenti estremamente rilevanti dall’infermeria capitolina riguardo alle condizioni di Mario Gila. Il difensore centrale spagnolo della Lazio era stato costretto a fare i conti con un fastidioso problema fisico, uscito visibilmente acciaccato e dolorante dalla sfida di Coppa Italia contro l’Atalanta. Nelle scorse ore, il club biancoceleste ha voluto fare immediatamente il punto della situazione, diramando un comunicato ufficiale per chiarire con esattezza l’entità dei problemi alla caviglia accusati dal proprio tesserato durante la vibrante gara disputata contro la formazione nerazzurra.

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Sollievo per Maurizio Sarri: escluse lesioni gravi

Fortunatamente, l’esito dei primissimi controlli effettuati dallo staff medico non sembra destare particolare preoccupazione per il proseguo della stagione sportiva. All’interno dell’ambiente laziale, infatti, filtra una maggiore serenità in vista dei prossimi impegni che attendono la squadra di Maurizio Sarri. La paura iniziale ha rapidamente lasciato spazio a un cauto ottimismo. La società romana potrà monitorare attentamente l’evoluzione clinica dell’articolazione nei prossimi giorni, ma le prime indicazioni a caldo permettono a tutto lo staff tecnico e medico di tirare un meritato e profondo sospiro di sollievo, scongiurando il rischio concreto di un lungo stop in questa delicata fase dell’anno.

La nota della società e l’inizio del percorso riabilitativo

Per fare totale chiarezza sull’effettivo stato di salute del centrale iberico e spegnere le indiscrezioni allarmistiche, la dirigenza ha diffuso una nota clinica contenente l’esito dei consulti specialistici. Di seguito, vi proponiamo il comunicato integrale diramato dalla società:

«Nella giornata odierna, a seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue:

Durante la gara Atalanta-Lazio, Mario Gila ha riportato un trauma contusivo/distorsivo di lieve entità alla caviglia. Il calciatore ha già iniziato il protocollo riabilitativo e le sue condizioni cliniche saranno rivalutate nei prossimi giorni».

Il difensore seguirà ora con la massima dedizione il protocollo riabilitativo stilato dai preparatori, puntando a tornare in gruppo il prima possibile per mettersi nuovamente a disposizione del proprio allenatore.

Calciomercato Inter: decisione presa per il riscatto di Akanji, ecco dove potrebbe giocare Dumfries nella prossima stagione

Calciomercato Inter: è stata presa questa decisione per il riscatto di Manuel Akanji. Ecco quale sarà il futuro di Denzel Dumfries

Il calciomercato Inter entra nel vivo con una mossa cruciale per blindare il reparto arretrato a disposizione del tecnico Cristian Chivu. Fabrizio Romano ha fatto il punto sulle principali operazioni in casa nerazzurra, spazzando via le incertezze sulla permanenza di Manuel Akanji e analizzando le complesse dinamiche in uscita riguardanti Denzel Dumfries, sempre molto ambito dalle big di Premier League.

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Akanji all’Inter a titolo definitivo: le cifre dell’affare

La dirigenza milanese ha deciso di puntare forte sul difensore svizzero, trasformando il trasferimento da temporaneo a definitivo, indipendentemente dal posizionamento finale nella corsa tricolore. Sulla felice conclusione dell’operazione con il Manchester City, Romano ha confermato testualmente:

«Vi ho sempre detto, anche quando si sono diffusi dei dubbi legati al riscatto di Manuel Akanji, che sarebbe avvenuto: è qualcosa di fatto, siamo alla chiusura. Inter e City hanno un ottimo rapporto, il club nerazzurro anche di recente ha parlato con i suoi agenti per definire tutto. È semplicemente un passaggio formale, ma Akanji sarà definitivamente dell’Inter: il club avrebbe deciso di confermarlo a prescindere dallo scudetto. Operazione da 15 milioni di euro e non di sterline: mi risulta che la cifra sia quella, l’accordo verrà rispettato nonostante si sia parlato di dubbi».

Il futuro di Dumfries: agenti, clausola e l’ombra di Arne Slot

Messa al sicuro la difesa, l’attenzione del club si sposta sulla fascia destra. Il futuro dell’esterno olandese resta in bilico in vista della sessione estiva. Smentendo le voci su un imminente cambio di procuratore, il giornalista ha precisato:

«Si è poi diffusa la voce che Denzel Dumfries abbia cambiato procuratore: a me questa cosa non risulta. Ha cambiato agenti negli anni, ma non mi risulta un cambio di agenzia in questo momento: ha firmato mesi fa con Ali Barat e la sua questione rimane di attualità per il mercato estivo. Ha una clausola rescissoria valida in estate, ma si stanno esplorando tutte le possibilità: lui avrebbe voluto provare un’esperienza diversa la scorsa estate ma con grande professionalità è rimasto all’Inter».

Riguardo al pressing delle squadre inglesi, con il Liverpool in prima linea, l’esperto ha infine concluso delineando i prossimi scenari:

«Dumfries ha sempre dato un’apertura totale sull’andare via ma poi non si è verificata la condizione del poter attivare la sua clausola, anche per le tempistiche. Su di lui possono esserci ancora movimenti: una squadra da tenere d’occhio è il Liverpool, che lo voleva anche a gennaio, ma l’Inter non avrebbe mai aperto a prestiti. Vedremo se i Reds torneranno: di certo è molto apprezzato da Slot, ma c’è ancora da capire se verrà scelto come obiettivo prioritario».

Napoli, Conte prima della Cremonese: «Contro la Lazio 70% di possesso palla ma i ragazzi sono intelligenti e sono i primi ad aver capito cosa non ha funzionato»

Napoli, Antonio Conte ha parlato così prima del match contro la Cremonese – valido per la 34ª giornata di Serie A 2025/26

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha rilasciato questa intervista a DAZN prima del match contro la Cremonese.

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SCONFITTA CON LA LAZIO«Ho in squadra ragazzi intelligenti, loro sono i primi ad aver capito cosa non ha funzionato contro la Lazio. Noi non è che non abbiamo giocato, abbiamo avuto anzi il 70% di possesso palla, ma abbiamo subito diverse ripartenze e non siamo stati bravi in zona offensiva. Ci può stare, ne abbiamo parlato. La mia squadra capisce, sa, e oggi dobbiamo riprendere il cammino. Sarà una partita scorbutica perché la Cremonese è una squadra che ha bisogno di punti e quindi servirà grande attenzione soprattutto nelle ripartenze».

ALISSON SANTOS TITOLARE«Ricordiamoci che questo ragazzo non aveva giocato tantissimo nello Sporting, non era mai stato titolare in campionato, ma è un ragazzo serio, umile, vuole imparare. Ha caratteristiche importanti, sta a lui continuare a lavorare e noi dobbiamo migliorarlo giorno dopo giorno».

SISTEMA DIFENSIVO – «Rrahmani fa il centrale. A destra giocherà Olivera».

Liverpool, Slot fa chiarezza: «Leoni sta diventando una bestia. Alisson alla Juventus? Non reagiamo a queste speculazioni»

Liverpool, Arne Slot ha parlato così di Giovanni Leoni e Alisson Becker nella conferenza stampa di vigilia del match col Crystal Palace

Nella consueta conferenza stampa di vigilia prima dell’impegno di Premier League contro il Crystal Palace, l’allenatore del Liverpool, Arne Slot, ha colto l’occasione per fare chiarezza su due temi caldissimi: il percorso riabilitativo di Giovanni Leoni e le insistenti voci di mercato che accostano Alisson Becker alla Juventus.

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Il recupero di Leoni e le attenzioni dell’Inter

Il tecnico ha aggiornato i media sulle condizioni del difensore azzurro classe 2006. Arrivato la scorsa estate dal Parma per l’importante cifra di 35 milioni di euro, Leoni si trova nell’ultima e decisiva fase di riabilitazione presso l’AXA Training Center di Kirkby, dopo aver superato la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro patita a settembre.

Slot ha esaltato il formidabile lavoro di potenziamento fisico svolto dal ragazzo durante questi mesi, scherzando direttamente con i giornalisti presenti in sala: Non so se seguiate Instagram di tanto in tanto e se abbiate tenuto sotto osservazione il profilo del club, ma Leoni sta diventando una bestia. L’obiettivo è riaverlo a completa disposizione a inizio luglio per la preparazione pre-campionato, quando il difensore cercherà di impressionare lo staff tecnico. In ottica calciomercato, il suo futuro imminente resta comunque tutto da definire. L’Inter, in cerca di rinforzi per il reparto arretrato, osserva attentamente la situazione fiutando l’ipotesi di un prestito, ma la dirigenza inglese prenderà una decisione definitiva sull’italiano soltanto alla fine dell’estate.

Alisson e la Juventus: Slot spegne i rumors

L’attenzione si è poi fatalmente spostata sul possibile ribaltone tra i pali che vedrebbe coinvolta la Vecchia Signora. Le recenti indiscrezioni indicano un forte interesse della Juventus nei confronti di Alisson, individuato come il profilo perfetto e d’esperienza internazionale per blindare la porta in Champions League.

Tuttavia, il Liverpool non ha alcuna intenzione di privarsi del proprio leader. Interpellato sul recupero del brasiliano e sull’ipotesi di un suo addio in direzione Serie A, Slot ha fatto scudo, ristabilendo le gerarchie: Sono concentrato solo sul futuro a breve termine, ovvero riportarlo in porta il prima possibile”.

Per l’olandese, le chiacchiere su un passaggio in bianconero rappresentano unicamente un rumore di fondo. Evidenziando il prossimo rientro del portiere, ha infatti chiosato in maniera inequivocabile: “A tutte queste speculazioni non reagiamo. Lo facciamo solo quando serve chiarire i fatti, e ora non è questo il caso”.

Torino, manifestazione di interesse al Comune per lo stadio. Cosa sta succedendo davvero

Torino, manifestazione di interesse al Comune per lo stadio. La ricostruzione di quanto sta succedendo in casa granata

Il Torino guarda al futuro delle proprie infrastrutture e compie un passo ufficiale molto atteso da tutti i tifosi granata. Nelle scorse ore, la dirigenza del club ha formalmente depositato una manifestazione di interesse per delineare un ambizioso progetto di rilancio e sviluppo legato a due strutture cruciali: lo Stadio Grande Torino e il centro sportivo Robaldo. A rendere pubblica la mossa societaria è stato direttamente il Comune di Torino attraverso una nota ufficiale diramata alla stampa.

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Verso un partenariato pubblico-privato per le infrastrutture

Questo atto formale rappresenta la base di partenza per una futura e più complessa operazione strutturale ed economica volta a modernizzare le case del tifo e dell’allenamento granata. Come spiegato dettagliatamente nel comunicato dell’amministrazione cittadina: «La società Torino FC ha formalizzato alla Città di Torino una manifestazione di interesse preliminare finalizzata alla successiva presentazione di una proposta di partenariato pubblico privato mediante finanza di progetto relativa allo sviluppo strategico degli impianti sportivi dello Stadio Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo».

Di fronte a questa importante iniziativa imprenditoriale e sportiva, l’ente locale ha subito chiarito la propria posizione di apertura istituzionale, specificando che: «L’amministrazione comunale, in coerenza con la normativa in materia, prende atto della comunicazione ricevuta e si rende disponibile alla valutazione della proposta che seguirà ad opera del Torino FC».

L’entusiasmo del sindaco Lo Russo: un passo verso la “città dello sport”

La mossa del club si inserisce in un quadro di rinnovamento cittadino più ampio. L’inserimento del complesso del Robaldo nel pacchetto è un segnale di grande attenzione verso il vivaio e la crescita dei giovani. La notizia è stata accolta con estremo favore dalle istituzioni locali.

«Dopo il nostro interessamento che ha portato a liberare lo Stadio Olimpico Grande Torino da un’ipoteca ventennale – commenta il sindaco Stefano Lo Russo – registriamo con soddisfazione una disponibilità che rappresenta un ulteriore passo avanti per la riqualificazione del bene, all’interno di un più ampio progetto per una città dello sport. Elemento di particolare rilievo l’annuncio dell’intenzione di includere nella futura proposta anche gli impianti del Robaldo. La Città resta in attesa della proposta di partenariato, auspicando che possa essere strategica per la valorizzazione di luoghi davvero importanti per il calcio e per la città di Torino».

Il percorso verso l’ammodernamento è ora tracciato: le prossime settimane saranno decisive per valutare i dettagli tecnici e finanziari dell’opera.

Ranieri via dalla Roma, interviene Abodi: «Dispiace, qualcosa non ha funzionato. Ma Claudio è un patrimonio del calcio italiano»

Ranieri e la Roma si sono separati oggi, ecco cosa ne pensa il Ministro per lo Sport Andrea Abodi. Le sue dichiarazioni

L’inaspettata e brusca separazione tra Claudio Ranieri e la Roma continua a far discutere e ad alimentare il dibattito non solo tra i calorosi tifosi giallorossi, ma anche ai vertici delle istituzioni sportive nazionali. L’addio al ruolo dirigenziale, consumatosi nelle scorse ore in modo del tutto unilaterale per volere della proprietà del club, ha scosso l’opinione pubblica, richiamando inevitabilmente l’attenzione delle massime cariche del Paese. A intervenire pubblicamente su questa delicata vicenda calcistica e aziendale è stato direttamente Andrea Abodi, attuale Ministro per lo sport e i giovani.

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Il commento sulle scelte della società giallorossa

A margine di un importante evento istituzionale, il Ministro è stato intercettato dai giornalisti presenti, soffermandosi in particolar modo sulle intricate dinamiche che hanno portato all’interruzione del rapporto professionale tra lo storico tecnico testaccino e il club capitolino. Rispondendo in maniera specifica a una precisa domanda posta, Abodi ha fornito il suo autorevole punto di vista, cercando di bilanciare il doveroso rispetto per le logiche private di un’azienda con l’evidente dispiacere umano e sportivo per l’amaro epilogo della situazione. Il rappresentante del Governo ha infatti commentato la decisione della dirigenza con estrema diplomazia: La società decide ciò che vuole, mi dispiace per la circostanza: evidentemente c’è stato qualcosa che non ha funzionato. Rispettosamente mi limito a dire che Ranieri è un patrimonio del calcio italiano”.

Ranieri, un patrimonio inestimabile per lo sport

Questa profonda e sentita attestazione di stima da parte delle istituzioni certifica ancora una volta l’assoluto spessore dell’uomo prima ancora che del professionista. La figura di Claudio Ranieri trascende i semplici colori di una singola fazione calcistica, ergendosi a vero e proprio simbolo di sportività, competenza ed eleganza nel panorama internazionale. L’addio alla Roma, la squadra del suo cuore e della sua città natale, rappresenta certamente una ferita aperta per la piazza, ma le parole del Ministro dello Sport confermano come il suo immenso bagaglio di esperienza rimanga intatto e universalmente riconosciuto. Ora il calcio italiano intero si stringe attorno a uno dei suoi figli più illustri e apprezzati.

È il centrocampista scelto da Spalletti: costa 45 milioni e gioca in Bundesliga

La Juventus ha individuato un profilo interessante per rinforzare il centrocampo e Angelo Stiller dello Stoccarda sembra essere il nome in cima alla lista dei desideri. Il centrocampista tedesco, classe 2001, ha attirato l’attenzione degli osservatori bianconeri grazie alla sua visione di gioco, capacità di recupero e dinamismo. Tuttavia, la trattativa per portarlo a Torino non sarà semplice e i costi elevati potrebbero complicare il tutto.

Il profilo di Angelo Stiller per la Juve

Angelo Stiller ha mostrato di avere qualità importanti nel corso della sua carriera in Bundesliga. Con il suo stile di gioco solido e preciso è riuscito a farsi strada nello Stoccarda, dove è diventato uno dei giocatori più promettenti.

La sua capacità di far girare la palla, unita a un buon posizionamento tattico, lo rendono una pedina interessante per il calcio moderno. Stiller è sotto contratto con lo Stoccarda fino al 2028, il che significa che la Juventus dovrà fare i conti con una richiesta di 45 milioni di euro per il suo cartellino.

Un prezzo elevato, ma che riflette il talento e il potenziale di un giovane centrocampista destinato a crescere ulteriormente. Secondo Luca Momblano, esperto di calciomercato, la Juventus è ben consapevole del valore del giocatore, ma anche dei limiti economici che comporta un’operazione di questa portata. Il club bianconero dovrà trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di rinforzare la rosa e la necessità di rispettare i vincoli di bilancio.

La valutazione e le difficoltà economiche per Stiller-Juventus

L’alta valutazione di Stiller rende l’affare piuttosto impegnativo per la Juventus, che sta cercando di non compromettere troppo le sue finanze. Sebbene il giocatore rappresenti un talento interessante per il futuro, la Juventus non si può permettere di fare investimenti troppo gravosi, considerando anche il contesto economico che sta attraversando.

La società bianconera dovrà valutare se puntare su Stiller come principale obiettivo estivo o se diversificare le proprie mosse in vista della prossima stagione. La concorrenza per il giocatore, infatti, non manca: diversi top club europei seguono con attenzione le sue prestazioni. Se la Juventus non riuscirà a trovare un accordo soddisfacente con lo Stoccarda, potrebbe essere costretta a valutare altre opzioni sul mercato.

Formazioni ufficiali Napoli Cremonese: le scelte di Conte e Giampaolo

Formazioni ufficiali Napoli Cremonese: le scelte di Antonio Conte e Marco Giampaolo per il match del 34° turno di Serie A 2025/26

Napoli e Cremonese aprono la 34ª giornata di Serie A questa sera, 24 aprile, allo stadio Diego Armando Maradona, con calcio d’inizio alle 20:45. Gli azzurri arrivano alla sfida dopo il ko interno con la Lazio e cercano un successo fondamentale per rilanciare il proprio finale di stagione, mentre la Cremonese si presenta a Fuorigrotta con l’urgenza di fare punti nella lotta salvezza. Il Napoli è a quota 66 punti, la Cremonese a 28, in una gara che pesa moltissimo per entrambi gli obiettivi. Di seguito le formazioni ufficiali scelte da Conte e Giampaolo.

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Napoli (3-4-2-1): Milinkovic Savic; Rrahmani, Buongiorno, Olivera; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte

Cremonese (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini, Bondo, Payero, Maleh; Bonazzoli, Okereke. Allenatore: Marco Giampaolo

Sampdoria, adesso è ufficiale: il presidente Manfredi si dimette! Il comunicato del club

Sampdoria, adesso è ufficiale: il presidente Manfredi si dimette! Il comunicato del club e tutte le ragioni dell’addio

La Sampdoria ha ufficializzato le dimissioni di Matteo Manfredi dalla carica di presidente. Il club blucerchiato, attraverso una nota, ha ringraziato l’ormai ex numero uno per il contributo dato nella fase di stabilizzazione societaria insieme a Joseph Tey. La presidenza passa ora a Francesco De Gennaro, già membro del Consiglio di Amministrazione, indicato come figura di continuità nella governance e nella gestione operativa del club.

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IL COMUNICATO – «L’U.C. Sampdoria prende atto delle dimissioni di Matteo Manfredi dalla carica di presidente della stessa. Il club desidera ringraziare Manfredi per il contributo profuso in un periodo nel quale, insieme a Joseph Tey, sono stati compiuti passi fondamentali per la stabilizzazione della società e per la definizione delle basi del prossimo futuro.

Guardando avanti, la proprietà ribadisce il proprio pieno impegno nel proseguire questo percorso con chiarezza di intenti e una visione a lungo termine. Sotto il costante supporto e la guida di Tey, il club continuerà a perseguire un piano strutturato volto al rafforzamento della propria posizione sportiva e finanziaria.

In linea con il principio di continuità operativa, il Consiglio di Amministrazione di U.C. Sampdoria annuncia che la carica di presidente sarà assunta da Francesco De Gennaro. Già membro del Consiglio di Amministrazione, De Gennaro è stato strettamente coinvolto nelle principali decisioni strategiche degli ultimi anni e garantirà la continuità nella governance e nella gestione operativa.

Contestualmente, Alberto Bosco, attuale direttore operativo del club, è stato cooptato all’interno del Consiglio di Amministrazione.

L’U.C. Sampdoria resta focalizzata sulle sfide future, con un chiaro impegno verso la stabilità, la disciplina e lo sviluppo a lungo termine, consolidando i progressi raggiunti finora sotto la presidenza Manfredi, al quale il club rivolge i migliori auguri per il proseguimento dei suoi successi personali e professionali».

Barcellona, Flick spiega: «L’infortunio di Yamal un duro colpo, credo che tornerà per i Mondiali»

Barcellona, Flick spiega: «L’infortunio di Yamal un duro colpo, credo che tornerà per i Mondiali». Le parole alla vigilia del match col Getafe

Alla vigilia della sfida contro il Getafe, Hansi Flick ha affrontato in conferenza stampa il tema legato all’infortunio di Lamine Yamal. Il tecnico del Barcellona ha spiegato che il giovane talento dovrà essere gestito con attenzione dopo il primo stop muscolare della sua carriera, ma si è detto fiducioso sul fatto che potrà recuperare bene e tornare pronto per il Mondiale 2026. Flick ha inoltre ribadito che, nonostante l’assenza di un giocatore così importante, il Barça dovrà restare compatto e cercare di vincere tutte le ultime sei partite della stagione.

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YAMAL – «Non è facile, né per lui né per noi. Ora dobbiamo gestirlo. Imparerà dal suo primo infortunio muscolare e tornerà più forte. Sono convinto che sarà pronto per i Mondiali e glielo auguro».

FINALE DI STAGIONE – «Mancano sei partite e vogliamo vincerle tutte. Siamo una squadra, se manca un giocatore dobbiamo dare ancora di più».

LA DINAMICA DELL’INFORTUNIO DI YAMAL – «Dopo il rigore ha sentito qualcosa, ma non sembrava grave. Essendo il primo infortunio muscolare, non è facile interpretare i segnali. È normale che sia giù, ma è maturo e intelligente. La pressione su di lui è enorme, ma sta facendo molto bene. Ora deve solo recuperare al meglio per tornare protagonista».

Calhanoglu Inter, veto assoluto di Chivu alla cessione: la rivelazione di Di Marzio sui programmi del club per l’estate

Calhanoglu Inter, veto assoluto di Chivu alla cessione: la rivelazione di Di Marzio sulla volontà del club per il futuro del turco

Il futuro di Hakan Calhanoglu sembra sempre più legato all’Inter. Secondo quanto spiegato da Gianluca Di Marzio a Sky Sport, il centrocampista turco resterà in nerazzurro anche nella prossima stagione, indipendentemente dal tema rinnovo. La volontà condivisa tra club, giocatore e Cristian Chivu sarebbe infatti quella di proseguire insieme, con l’eventuale discorso contrattuale da affrontare più avanti. In questo momento, dunque, Calhanoglu viene considerato un punto fermo del progetto interista.

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PAROLE – «Calhanoglu resterà in Italia la prossima stagione, non sarà un’estate di voci di mercato, tentennamenti e possibili richieste. C’è proprio il veto assoluto di Chivu e della società a costo di andare a scadenza e non rinnovare: poi a fine mercato magari troveranno un accordo per il rinnovo. Ma a prescindere da quello, l’Inter e Calhanoglu continueranno insieme per almeno un’altra stagione».

Leao via dal Milan? Si muove il Manchester United! Lo scenario dopo i fischi di San Siro

Leao via dal Milan? Si muove il Manchester United! Lo scenario dopo i fischi di San Siro: stallo sul rinnovo di contratto

La sfida contro la Juventus può dire molto del presente e del futuro di Rafael Leao. Il numero 10 del Milan si presenta all’appuntamento con un obiettivo preciso: trovare il gol della doppia cifra in campionato, fermo in questo momento a quota 9, e aiutare i rossoneri a conquistare punti fondamentali nella corsa alla prossima Champions League. Come sottolinea Calciomercato.com, attorno al portoghese resta però anche un tema emotivo e ambientale tutt’altro che secondario. I fischi ricevuti nell’ultima uscita contro l’Udinese hanno lasciato il segno su un giocatore che sente di aver comunque dato tutto in una stagione complicata, segnata dal cambio di ruolo da esterno offensivo a prima punta e da problemi fisici tra pube e adduttore.

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Leao Milan, il rapporto col club è a un passaggio molto delicato

Dopo sei stagioni in rossonero, sia Leao sia il Milan stanno riflettendo sul futuro. La sensazione, secondo Calciomercato.com, è che il rapporto sia arrivato a un punto particolarmente delicato, quasi di rottura, anche se non esiste ancora una decisione definitiva da parte del club. Il Milan non considera il portoghese incedibile a prescindere, ma allo stesso tempo non ha alcuna intenzione di svenderlo. L’ex Lille resta infatti uno degli asset tecnici ed economici più importanti della rosa. In questo quadro si inserisce anche lo stallo sul rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2028: i dialoghi tra le parti si sarebbero fermati da circa un mese e qualcosa, nei rapporti, sembra essersi incrinato dopo la tensione vissuta all’Olimpico con Pulisic e Allegri. Il caso, almeno in superficie, è rientrato, ma qualche riflessione interna è rimasta.

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Leao Milan, Barcellona resta freddo, Manchester United più attento

Sul mercato, sempre secondo Calciomercato.com, non sono ancora arrivate offerte realmente all’altezza del valore attribuito dal club, cioè superiori ai 50 milioni di euro. Jorge Mendes continua a lavorare per una possibile soluzione che porti Leao al Barcellona, con il gradimento del presidente Laporta, ma oggi quella pista viene descritta come tiepida, se non fredda. Più vivo, invece, l’interesse del Manchester United, che nelle ultime settimane avrebbe raccolto informazioni approfondite con l’entourage del giocatore in vista di un possibile ritorno in Champions League. È uno scenario da seguire nei prossimi mesi. Prima, però, c’è il campo: contro la Juve, Leao si gioca un pezzo importante della stagione del Milan e forse anche una parte del proprio destino rossonero.

Nesta rivela: «Fin da piccolo non mi sarei visto con una maglia diversa da quella della Lazio. Mi sono preso i fischi ma va bene così»

L’ex difensore di Milan e Lazio, Alessandro Nesta, ripercorre alcune tappe della propria carriera e parla della sua fede per i colori biancocelesti

Nell’intervista rilasciata a DAZN all’interno di Giorgia’s Secret, Alessandro Nesta ha ripercorso alcuni momenti chiave della sua carriera, soffermandosi soprattutto sul legame profondo con la Lazio. L’ex difensore ha parlato della nostalgia per il campo e della fame che caratterizzava la sua generazione, allargando poi il discorso al calcio di oggi, giudicato meno ricco di leader e meno affamato rispetto al passato. Un’analisi lucida, con il peso di chi ha segnato un’epoca.

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PASSIONE – «Darei un dito per tornare a giocare. È stata una figata giocare a calcio. Rivivere quelle sensazioni non ha prezzo».

AMBIZIONE – «I ragazzi oggi hanno troppe cose per la testa. Hanno una vita abbastanza agiata, noi avevamo più ambizione. Quando raggiungevamo un risultato buono andavamo alla ricerca di qualcosa di più. Oggi la gente si accontenta e non vuole faticare per raggiungere qualcosa di più».

SCUDETTO – «Quando ho vinto lo Scudetto mi sentivo il Papa. Il momento della vita nel quale mi sono sentito più importante, coronando il sogno di mio papà».

CRISI – «Da capitano venivano tutti da me a chiedere quando sarebbero arrivati gli stipendi. Ero giovane ed è stata una situazione difficile da gestire. Andavo nei consigli d’amministrazione… Quando sono andato via ho lasciato lo stipendio di 8 mesi… ma non volevo andare via».

APPARTENENZA – «Sin da piccolo non mi sarei mai visto con una maglia diversa da quella della Lazio. Poi mi sono preso i fischi, ma va bene così».

ANCELOTTI «Io non ho preso niente da Ancelotti: lui vince sempre e io l’anno scorso le ho perse quasi tutte. Non ho preso niente, mi sa (ride, ndr). Quello che vorrei avere è la sua serenità che ha e che trasmette: io non dormo quando ci sono le partite, se perdo sto chiuso in casa e non parlo neanche con mia moglie. La serenità che ha Ancelotti gliela invidio».

Convocati Pisa per il Parma, assenti Tramoni e Durosinmi: le scelte di Hiljemark

Convocati Pisa per il Parma, assenti Tramoni e Durosinmi: le scelte di Hiljemark. La lista completa per la sfida del 34° turno di Serie A

Alla vigilia della sfida contro il Parma, Oscar Hiljemark ha ufficializzato la lista dei convocati per la gara. Tra le notizie più rilevanti ci sono i rientri di Iling-Junior e Lorran, nuovamente a disposizione dopo la precedente esclusione per scelta tecnica. Un segnale importante per il tecnico, che ritrova così due soluzioni utili in vista di una trasferta delicata.

Torna tra i convocati anche Leris, che si è lasciato alle spalle l’infortunio ed è pronto a rientrare nel gruppo. Non mancano però le assenze, con una sorpresa in particolare: restano infatti fuori sia Durosinmi, fermato da un problema fisico, sia Tramoni, altro nome assente dall’elenco diramato da Hiljemark.

Una lista che offre dunque indicazioni precise sulle scelte e sulle condizioni del gruppo alla vigilia del match.

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La lista completa:
Semper, Bozhinov, Angori, Caracciolo, Canestrelli, Leris, Hojholt, Meister, Cuadrado, Andrade, Akinsamiro, Tourè, Iling-Junior, Aebischer, Vural, Scuffet, Stengs, Coppola, Moreo, Calabresi, Loyola, Piccinini, Albiol, Stojilkovic, Lorran.

De Sciglio ammette: «Futuro? Mi piacerebbe ripartire dall’estero. Milan Juve sarà una partita super tirata»

De Sciglio ammette: «Futuro? Mi piacerebbe ripartire dall’estero. Milan Juve sarà una partita super tirata». Le parole del doppio ex

Intervistato da Sky Sport in vista di Milan Juve, il doppio ex della sfida, Mattia De Sciglio, si è espresso così.

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SUL MIO FUTURO – «Mi piacerebbe fare un’altra esperienza all’estero, per far vivere una nuova esperienza a mia moglie e alle mie bimbe piccole. A Lione è stato bellissimo, il campionato era molto divertente. Oggi faccio fatica a vedere le partite perché soffro».

MILAN JUVE – «Sarà una partita super tirata, anche se non ci fosse in gioco un posto Champions sarebbe comunque sentita come partita. A maggior ragione per la posta che c’è in palio. Si studieranno all’inizio e dovranno capire chi farà il primo passo. Molto difficile, è difficile dire in quale delle due mi piacerebbe giocare. Il Milan lotta per il secondo posto in classifica, Allegri con il suo gioco pragmatico riesce spesso a portare a casa il risultato. Anche in questa stagione è riuscito a portare a casa diverse vittorie importanti, anche sofferte. La Juve ha fatto un salto di qualità incredibile da quando è arrivato Spalletti. Giocare con lui mi incuriosisce molto, anche per provare qualcosa di nuovo e avere richieste diverse. A livello di risultati il Milan è stato più continuo fin da subito, la Juve non è partita benissimo. A livello di gioco sono diverse, Allegri cura molto la fase difensiva mentre Spalletti fa scambiare di più le posizioni in campo e il modulo è diverso. Difficile dire chi sta facendo la stagione migliore».

COSA SERVIREBBE AL MILAN? – «Penso qualche rinforzo in più, garantirebbe di provare qualcosa di nuovo. Durante gli anni di Juve, quando avevamo determinati giocatori capivano da soli dove posizionarsi. Khedira, Higuain, Pjanic, Mandzukic, Marchisio… potevano anche giocare da soli in campo. Avevano una maturità tale da interpretare il loro ruolo in base alla partita. Poi la squadra è cambiata e si è ringiovanita. Avere rinforzi di esperienza e peso specifico aiuterebbe Allegri a sviluppare nuove idee di gioco. Goretzka? Lui è un po’ quel tipo di giocatore con la caratura di quelli che citavo prima».

VLAHOVIC – «Ho sempre creduto che sia un grande attaccante. Ha fatto molto bene i primi sei mesi quando è arrivato alla Juve, poi lui è abituato a caricarsi di responsabilità e c’è stato un periodo di difficoltà. Non era sereno e non riusciva a esprimersi, la testa comunque fa tanto e lo sappiamo. Se non ha la responsabilità di sostenere tutto il peso dell’attacco da solo, allora ha dimostrato di essere un grande attaccante».

CR7 – «Giocarci contro è stato pazzesco, il gol in rovesciata è stato l’esaltazione massima. Da compagno abbiamo avuto tutti la dimostrazione che un giocatore così nasce una volta sola. Nello spogliatoio ti alza l’asticella e il livello, se vuoi stare al suo passo devi dare il 200%. Esempio di dedizione e professionalità. Come persona è uno che scherza e ride, poi ogni tanto si assenta e isola per fare i suoi lavori. Pensa molto al gruppo».

SULLA CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Oggi c’è più timore. Faccio sempre il paragone con la Francia: non è un caso che loro tirino fuori tutti questi giovani. In quel campionato, già a 17 anni, giocano titolari e poi le ripercussioni sono in nazionale. In Italia è difficile trovarne tanti».

Tonali, niente Manchester City: l’ex Milan vuole tornare in Serie A! Ecco chi può comprarlo

Tonali, niente Manchester City: l’ex Milan vuole tornare in Serie A! Ecco chi può comprarlo dal Newcastle durante la prossima estate

Il nome di Sandro Tonali torna a scaldare il mercato e, soprattutto, il cuore dei tifosi del Milan. Quello che fino a poco tempo fa sembrava soltanto un sogno nostalgico sta infatti riprendendo consistenza, almeno sul piano delle suggestioni e degli scenari possibili. Al centro di tutto c’è la posizione del centrocampista lodigiano, che dopo l’esperienza in Premier League con il Newcastle starebbe ragionando in modo sempre più concreto su un ritorno in Serie A. Un’ipotesi che, inevitabilmente, riporta subito il pensiero al club rossonero, dove Tonali ha lasciato un ricordo fortissimo sia sul piano tecnico sia su quello emotivo.

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Tonali, il richiamo della Serie A pesa più della Premier

Nelle ultime settimane il suo nome era stato accostato anche al Manchester City. Pep Guardiola, secondo le indiscrezioni circolate, lo avrebbe individuato come un profilo ideale per aggiungere qualità, ritmo e geometrie al centrocampo dei Citizens. Tuttavia, questo scenario si sarebbe progressivamente raffreddato. L’interesse del club inglese non avrebbe prodotto l’effetto sperato, anche perché la volontà del giocatore starebbe andando in una direzione diversa. Il richiamo dell’Italia, del suo calcio e di un contesto più vicino alla propria identità personale e sportiva sembrerebbe infatti prevalere su altre soluzioni economicamente più ricche ma meno coinvolgenti sul piano umano.

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Tonali Milan, suggestione forte ma operazione ancora complessa

Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Team Talk, Tonali continuerebbe a privilegiare un ritorno nel campionato italiano rispetto alla permanenza in Inghilterra. In questo quadro, il Milan sarebbe la destinazione più naturale e anche quella oggi più credibile sul piano sentimentale. Il club rossonero, dal canto suo, osserva con attenzione l’evoluzione della situazione, consapevole del valore del giocatore e del peso che un’operazione del genere avrebbe anche a livello simbolico. Riportare a casa Tonali significherebbe infatti molto più che aggiungere un centrocampista di alto livello: vorrebbe dire ricucire un filo emotivo mai spezzato del tutto. Naturalmente, tra suggestione e realtà resta ancora una distanza importante, perché il Newcastle non rappresenta un interlocutore semplice e un’eventuale trattativa richiederebbe condizioni economiche sostenibili e una chiara apertura da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Conferenza stampa Fabregas pre Genoa Como: «Douvikas sta bene, De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro! Dopo il KO con l’Inter ho dormito sereno»

Conferenza stampa Fabregas pre Genoa Como: le parole del tecnico dei lariani a due giorni dalla gara del 34° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Cesc Fabregas in vista di Genoa Como, sfida di domenica valevole per la 34^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Il tecnico dei lariani torna anche sulla sconfitta in semifinale di Coppa Italia rimediata pochi giorni fa contro l’Inter.

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SUL GENOA – «Domenica ci attende una partita importantissima. Il Genoa è migliorato molto, ma per me era già una grande squadra, da top ten. De Rossi sta facendo un grandissimo lavoro, mi sembra una squadra molto completa. Hanno 4 attaccanti che l’80% del campionato vorrebbe, sono molto forti. Giocheremo in un ambiente caldissimo, in uno stadio che mi ricorda la Premier League. Sono partite bellissime da giocare per i calciatori, loro mi ricordano noi a questo punto della stagione l’anno scorso. Sono ancora più pericolosi in questi casi, ho visto tante loro partite e giocano con un’idea giustissima di intendere il calcio. Mi aspetto un Genoa aggressivo, faranno il tipo di partita che disputano solitamente in casa. Amorim mi sembra un giocatore fantastico e Baldanzi ha giocato titolare diverse volte nella Roma, a un livello molto alto. Hanno attaccanti fortissimi, la panchina è valida e i principi portati da De Rossi sono chiarissimi. Secondo me sono un’ottima squadra, ripeto, da prime dieci in classifica».

COME HO TROVATO LA SQUADRA? – «L’ho trovata bene. Sono coraggiosi, affamati e vogliono sempre di più, questo è parte della crescita individuale e collettiva. Noi dobbiamo essere preparati per uscire sempre forti da qualsiasi risultato. Questa è la cosa più importante».

TEMA INFORTUNATI – «Douvikas sta bene. Vojvoda ha avuto una piccola lesione nel finale di gara contro il Sassuolo, avevamo finito i cambi e ha dovuto giocarci sopra. Sergi Roberto ha accusato un fastidio al polpaccio contro l’Inter in campionato, speriamo di riavere entrambi a disposizione per il Napoli. Diao ha avuto un affaticamento prima della Coppa Italia, oggi si è allenato molto bene. Jacobo Ramon sta migliorando di condizione, gli altri stanno tutti bene».

COSA MI ASPETTO DA MORATA? – «Sono un allenatore che guarda partita dopo partita, non mi aspetto niente perché non guardo a quello che succede 5 giorni dopo. Tutte le squadre del mondo hanno momenti difficili e dove la critica è maggiore, per i giocatori è uguale: per Alvaro è la stessa cosa, chi è più preparato per giocare gioca. Abbiamo fatto tutta la stagione con 3 centrali difensivi, ci siamo dovuti adattare tante volte a delle difficoltà per assenze o infortuni. Dobbiamo essere sempre bravi a criticare nel modo giusto, io provo a farlo e a essere coerente. Adesso non è il momento di sperimentare, chi è pronto e motivato va in campo. Sono contento, praticamente tutti sono sul pezzo: ieri abbiamo fatto una cena di squadra e mi è sembrato che il gruppo abbia le idee molto chiare».

SULLA SCONFITTA CONTRO L’INTER – «Mi lascio andare per le emozioni che ci sono durante la partita, quella di martedì è stata la notte dove ho dormito meglio tra tutte le sconfitte che abbiamo avuto. Ho dormito sereno perché la nostra prestazione l’ha vista tutto il mondo, tutti hanno visto le occasioni che abbiamo avuto. Dopo il Sassuolo praticamente non ho chiuso occhio, ma abbiamo messo in difficoltà l’Inter in due partite e i ragazzi mi hanno dato tutto, ancora una volta. Mi dimostrano sempre che faccio bene a fidarmi di loro, adesso mancano cinque finali come lo era stato l’anno scorso».

LE SOSTITUZIONI CONTRO L’INTER – «Io volevo vincere nei novanta minuti, abbiamo spinto per fare lo 0-3. Penso che il cambio di Diao sia stato giusto, ha messo in difficoltà Acerbi e ha avuto la palla dell’1-3. È normale che l’Inter ti chiude nell’ultima mezz’ora, ma noi abbiamo avuto le occasioni per andare in finale. È stato più merito loro che demerito nostro l’assalto finale e il fatto che ci abbiano chiuso in difesa, abbiamo finito la partita con sette Under 23 in campo e questa è la nostra strada. Io sono molto sereno, penso che il campo abbia parlato di un Como che è stato protagonista e la differenza l’hanno fatta anche piccoli dettagli, come gli episodi tra Douvikas e Acerbi ad esempio. So che abbiamo dato il massimo, siamo stati competitivi e abbiamo lottato fino alla fine, senza fare drammi per la sconfitta».

SU DE ROSSI – «Daniele mi piace molto e mi piace come fa giocare la sua squadra, vedo il Genoa e dico “qua c’è lavoro”. Lo vedevo anche alla Roma, ho parlato con lui qualche volta e lo ammiro tantissimo come lo ammiravo da giocatore, era super intelligente e sapeva sempre ciò che c’era da fare. Già alla SPAL si vedevano delle cose secondo me: Daniele farà una grandissima carriera, non necessariamente in Italia».

Convocati Roma per il Bologna, rientrano Dybala e Wesley: la lista completa di Gasperini

Convocati Roma per il Bologna, Dybala e Wesley rientrano dall’infortunio: la lista completa di Gasperini. Questi i calciatori a disposizione

La Roma ha ufficializzato la lista dei convocati per la sfida contro il Bologna, match in programma al Dall’Ara e valido per la 34ª giornata di Serie A. Per i giallorossi si tratta di una gara molto importante nella corsa alle posizioni europee, in un finale di stagione che resta ancora apertissimo.

La notizia più rilevante riguarda la presenza di Paulo Dybala, regolarmente inserito nell’elenco dei convocati e quindi a disposizione di Gian Piero Gasperini per la trasferta emiliana. Un segnale importante per la Roma, che potrà contare sul talento dell’argentino in una partita dal peso specifico molto alto.

Tra i convocati figura anche Wesley, altro nome atteso dopo i dubbi della vigilia. Due recuperi significativi, dunque, per l’allenatore giallorosso, che si presenta all’appuntamento con qualche certezza in più. La sfida contro il Bologna può infatti incidere in modo diretto sulla corsa europea della Roma.

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La lista dei convocati:

Portieri: Svilar, Gollini, De Marzi.
Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Wesley, Ghilardi.
Centrocampisti: Cristante, El Aynaoui, Pisilli.
Attaccanti: Malen, Soulé, Venturino, Dybala, Vaz, El Shaarawy, Zaragoza.

Lecce, Di Francesco alla vigilia del Verona: «Camarda un jolly per il finale di stagione». Poi il commosso ricordo di Graziano Fiorita

Lecce, Di Francesco alla vigilia dell’Hellas Verona: le parole del tecnico dei salentini in vista della sfida del 34° turno di Serie A 2025/26

Intervenuto ai canali ufficiali del proprio club, il tecnico del Lecce, Eusebio Di Francesco, ha parlato così alla vigilia della sfida contro l’Hellas Verona.

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IL RICORDO DI GRAZIANO FIORITA – «Oggi per tutti quanti è una giornata particolare. C’è il ricordo della perdita ad un anno di distanza di Graziano che è rimasto veramente nei cuori di tutti quanti noi e si sente questa sua mancanza. Si percepisce ma allo stesso tempo sappiamo che è qui con noi. Ci teniamo tutti quanti, un abbraccio a tutta la famiglia, ai figli e ad Azzurra».

COME HO VISTO LA SQUADRA IN RITIRO? – «Devo dire che abbiamo lavorato bene, con grande attenzione. Ho visto sempre la squadra nel focus dell’allenamento. Poi, lo dico sempre, la risposta definitiva ce lo dirà la partita. Abbiamo fatto questa scelta di rimanere in ritiro, vivere costantemente insieme per preparare al meglio queste due trasferte importanti. La più importante è quella di Verona».

LA PARTITA CON LA FIORENTINA UN SEGNALE? – «Abbiamo parlato tanto della partita contro la Fiorentina facendo capire loro quanto sia stata importante la prestazione. E’ ovvio che avremmo voluti tutti i tre punti, ma rivedendo le azioni salienti la squadra ha creato tantissimo concedendo poco all’avversario. Dobbiamo abbattere queste disattenzione al massimo perché la stagione sta arrivando ad un momento cruciale e non ci possiamo permettere errori difensivi e dobbiamo avere maggiore convinzione sotto porta».

L’ASSENZA DI THIAGO GABRIEL PER SQUALIFICA – «Dietro abbiamo perso un giocatore importante come Gaspar, il punto di riferimento dei ragazzi e che trascinava la linea difensiva. Sono contento del lavoro che stanno facendo i ragazzi, stanno crescendo in tanto. Ci mancherà Tiago ma abbiamo Gaby Jean che si è allenato benissimo e sarà lui il sostituto di Tiago».

COME HO TROVATO CAMARDA? – «Vivace e voglioso. Ha voglia di mettersi in mostra e non mi ha dato la sensazione di aver paura del contatto fisico con i propri compagni. Sarà un’arma in più in questo finale di stagione. Sono felice di poterlo avere anche per sfruttare in alcune partita l’opportunità di giocare con il doppio attaccante».

COME STA BANDA? – «Ha fatto del lavoro saltuario da inizio settimana. Questa settimana va detto che è stata corta. Nei primi giorni ha fatto un lavoro quasi differenziato. Oggi penso possa fare tutto con la squadra ed essere a disposizione. Poi spetterà me scegliere se farlo partire dall’inizio o a partita in corso».

GANDELMAN DALL’INIZIO? – «Lo stiamo gestendo in maniera intelligente per il problema al ginocchio. Non è passato ma è migliorato. Il fatto che non ha avuto tanta continuità in questo periodo si lega anche a quella problematica. Sta crescendo, come ha dimostrato come contro la Fiorentina. Per quello potrebbe essere un giocatore che potrebbe anche partire dall’inizio».

Andrea Agnelli riparte dallo Sports Tech: nasce Gamma Waves Partners con Chiellini e Benetton

Andrea Agnelli si tuffa nello Sports Tech: nasce Gamma Waves Partners con Chiellini e Benetton. Tutti i dettagli

Dopo aver chiuso il suo lungo capitolo alla presidenza della Juventus nel 2022 e aver archiviato le note vicende giudiziarie nel 2025, Andrea Agnelli è pronto per una nuova e ambiziosa avventura imprenditoriale. Come rivelato dall’autorevole quotidiano economico Financial Times, l’ex numero uno del club bianconero ha scelto Amsterdam come base operativa per fondare Gamma Waves Partners. Si tratta di un’innovativa società di investimento interamente dedicata allo sviluppo di nuove competizioni, tecnologie all’avanguardia e format sportivi inediti. In questa stimolante sfida globale, Agnelli non sarà da solo: al suo fianco nel board spiccano figure di altissimo profilo come l’imprenditore Rocco Benetton e l’ex capitano juventino Giorgio Chiellini.

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Gli obiettivi di mercato: intelligenza artificiale e fan engagement

Nonostante mantenga un legame indissolubile con la Juve (figurando ancora tra i principali azionisti attraverso Exor, la cassaforte di famiglia), lo sguardo del dirigente è ora proiettato verso il futuro tecnologico dell’intrattenimento. L’obiettivo primario di Gamma Waves Partners è acquisire strategiche quote di minoranza in startup di fase avanzata e aziende leader nello Sports Tech. Il focus degli investimenti sarà rivolto all’impiego dell’intelligenza artificiale, utilizzata sia per la produzione di contenuti capaci di aumentare il coinvolgimento dei tifosi, sia per affinare e migliorare le performance degli atleti.

La solidità del progetto è già certificata dai primi numeri: la società, guidata dal Chief Investment Officer Kyang Yung, ha raccolto impegni per 55 milioni di euro, puntando a raggiungere rapidamente un target finale di 100 milioni.

Una visione globale per rivoluzionare basket, tennis e rugby

La nuova piattaforma agirà da acceleratore per connettere la proprietà intellettuale con i migliori strumenti digitali, concentrandosi inizialmente su discipline di respiro mondiale come basket, tennis e rugby. L’ambizione societaria è quella di creare un solido circolo virtuoso tra l’eredità culturale dello sport e l’innovazione, definendo come queste discipline verranno praticate e monetizzate nel prossimo futuro, costruendo valore a lungo termine senza rincorrere i semplici trend passeggeri.

A riassumere perfettamente lo spirito di questa rinascita è lo stesso Agnelli, che commentando i profondi cambiamenti nella fruizione dell’intrattenimento sportivo ha dichiarato: “C’è spazio per scrivere una nuova pagina entusiasmante”.

Collovati ci va giù pesante su Conte: «Sarebbe da dimissioni se il Napoli dovesse perdere in casa contro la Cremonese!»

Collovati ha parlato così di Antonio Conte in vista del match di questa sera tra il Napoli e la Cremonese. Le dichiarazioni

Il noto ex difensore e attuale opinionista televisivo Fulvio Collovati ha rilasciato dichiarazioni destinate a far discutere ai microfoni dell’emittente Sportitalia, accendendo il dibattito sulle panchine più roventi del nostro campionato. Le sue parole hanno tracciato un bilancio netto e senza sconti sull’attuale situazione tecnica del Napoli, lanciando un vero e proprio ultimatum all’allenatore, per poi soffermarsi sull’ottimo lavoro svolto in questa stagione da Cristian Chivu, capace di smentire gli scettici e conquistare traguardi di altissimo livello.

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Crisi Napoli: l’ultimatum a Conte in vista della Cremonese

L’analisi dell’ex calciatore si è concentrata inizialmente sul momento di flessione che sta attraversando la formazione partenopea. Secondo la sua visione, le colpe dei recenti passaggi a vuoto non vanno affatto ricercate nei singoli interpreti, ma piuttosto nell’assetto tattico generale. In vista del prossimo, delicatissimo impegno di campionato, il giudizio è stato a dir poco tranciante: Conte sarebbe da dimissioni se il Napoli dovesse perdere in casa contro la Cremonese. Tutti parlano di De Bruyne, come se le responsabilità fossero sue… È un problema di schema. Succede come con Koopmeiners…”. Una presa di posizione fortissima, che evidenzia come il vero ostacolo per la squadra campana sia da individuare unicamente nell’impianto di gioco e non nelle presunte mancanze dei fuoriclasse di caratura internazionale presenti in rosa.

L’elogio a Chivu e le difficoltà sulle panchine delle big

Chiuso il capitolo legato alle difficoltà del club azzurro, Collovati ha poi proseguito la sua attenta disamina spostando l’attenzione sulle pressioni insostenibili che derivano dal guidare i top club della Serie A. In questo difficile contesto, ha voluto esaltare pubblicamente le imprese di Cristian Chivu, ammettendo onestamente di aver cambiato idea sul suo conto dopo alcune perplessità iniziali, legate soprattutto all’aspetto comunicativo: Allenare una big non è facile. Motta è un emergente e ha fallito, Tudor ha fallito. Come altri. Non è semplice. Dico la verità, mi sono ricreduto. All’inizio lo avevo contestato, ma non sul modo di allenare o di giocare, più sulle dichiarazioni perché a volte fa un po’ come Conte e ‘piange’. Questo non mi piace. Ma come allenatore tanto di cappello perché vincere due competizioni non è facile, anche se per la seconda deve ancora incontrare la Lazio in finale. Un riconoscimento davvero importante per un tecnico che si appresta a vivere un entusiasmante finale di stagione da assoluto protagonista.

Ranieri rompe il silenzio dopo la separazione dalla Roma! Spiegati i motivi del suo addio, cosa ha detto dell’ex Senior Advisor

Ranieri, ufficialmente separatosi dalla Roma dopo aver ricoperto il ruolo di Senior Advisor, ha parlato così dei motivi della separazione

Un fulmine a ciel sereno ha scosso improvvisamente l’ambiente giallorosso. Claudio Ranieri non ricoprirà più l’incarico dirigenziale all’interno dell’organigramma del club capitolino. L’esperto uomo di calcio, amatissimo dalla tifoseria, ha infatti concluso prematuramente la sua avventura come Senior Advisor della Roma. Una separazione che, stando alle parole del diretto interessato, non è stata affatto il frutto di una risoluzione consensuale o di un accordo condiviso tra le due parti in causa.

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La rottura e la decisione della società

A fare totale chiarezza sulle reali dinamiche di questo divorzio sportivo è stato proprio l’ex allenatore. Attraverso una breve ma incisiva dichiarazione rilasciata all’agenzia ANSA, il manager ha voluto precisare i contorni della vicenda, per non lasciare alcuno spazio a inutili speculazioni o a cattive interpretazioni da parte dei media e dei sostenitori. Ranieri ha spiegato senza troppi giri di parole che l’iniziativa di tagliare i ponti è partita esclusivamente dai vertici della dirigenza: L’interruzione del rapporto di Senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società. Una scelta forte e perentoria da parte della proprietà, che ha deciso di troncare il legame professionale con una delle figure più emblematiche e rassicuranti del panorama romanista.

Il dovere di verità e l’amore viscerale per la maglia

Nonostante l’inevitabile amarezza per un epilogo così freddo e inatteso, l’uomo, prima ancora del dirigente, ha voluto rivendicare la propria integrità morale, ribadendo l’affetto viscerale che lo lega da sempre alla Capitale. Sentendo il bisogno di comunicare con la sua gente senza alcun filtro, ha voluto congedarsi precisando i motivi della sua uscita pubblica: Per dovere di trasparenza, chiarezza del proprio agire, fedeltà alla verità dei fatti e amore per la maglia che rappresenta la seconda pelle. Forza Roma sempre”.

Queste ultime, sentite parole certificano l’ennesimo atto d’amore verso la Roma e il suo caloroso pubblico. Mentre la società dovrà ora riorganizzare il proprio assetto interno, i tifosi salutano nuovamente un grande idolo, il cui profondo rispetto per l’ambiente resterà un esempio indelebile.

Bologna, i convocati per la Roma: Italiano recupera una pedina importante contro i giallorossi! La lista ufficiale

Bologna, i convocati per la Roma: Italiano recupera una pedina importante contro i giallorossi! La lista ufficiale

L’attesa sta per finire. Domani, 25 aprile, andrà in scena un nuovo e appassionante capitolo della sfida tra il Bologna guidato da Vincenzo Italiano e la Roma allenata da Gian Piero Gasperini. Le due formazioni si preparano a incrociare i tacchetti in un match che promette spettacolo e altissima tensione agonistica.

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Il quarto round stagionale tra Serie A ed Europa League

La partita in programma rappresenta un vero e proprio classico di questa intensa annata calcistica. Quello di domani, infatti, sarà il quarto incontro stagionale fra le due squadre. Le due compagini si conoscono ormai a memoria, essendosi già affrontate duramente e senza esclusione di colpi durante l’attesissima gara di andata in campionato e nella spettacolare e combattuta doppia sfida in Europa League. Questo nuovo confronto rappresenta un crocevia fondamentale per le rispettive ambizioni di classifica e per consolidare i percorsi intrapresi dai due esperti allenatori.

L’infermeria si svuota: la lieta notizia per l’attacco rossoblù

In vista del fischio d’inizio, il tecnico dei felsinei ha diramato la lista ufficiale contenente i 24 rossoblù convocati per la complessa trasferta. La notizia più importante e attesa da tutto l’ambiente emiliano riguarda senza ombra di dubbio il reparto offensivo. L’allenatore Italiano potrà contare anche su Benjamin Dominguez. Il talentuoso esterno argentino non gioca da Bologna-Lazio del 22 marzo, a causa di fastidiosi problemi fisici che lo hanno tenuto a lungo lontano dal rettangolo verde. Tuttavia, dopo essere tornato ad allenarsi coi compagni in questa settimana, però, Italiano lo ha ritenuto a disposizione insieme allo staff medico e pronto per giocare. Un innesto vitale e di assoluta qualità, che garantirà maggiore imprevedibilità e freschezza alle rotazioni d’attacco.

L’elenco completo dei 24 convocati rossoblù

Per affrontare la delicata e complessa sfida tattica contro i giallorossi, il mister ha chiamato a raccolta i migliori effettivi attualmente a disposizione. Di seguito l’elenco completo dei convocati:

  • Portieri: Pessina, Ravaglia, Franceschelli.
  • Difensori: De Silvestri, Heggem, Helland, Lucumi, Lykogiannis, Mario, Miranda, Vitik, Zortea.
  • Centrocampisti: Ferguson, Freuler, Moro, Pobega, Sohm.
  • Attaccanti: Cambiaghi, Castaldo, Castro, Dominguez, Odgaard, Orsolini, Rowe.

La parola passa ora inesorabilmente al rettangolo verde, per decretare chi riuscirà ad avere la meglio in questo ennesimo, avvincente duello stagionale.

Ceferin sbotta: «Falli di mano? Non siamo psichiatri…Il VAR deve intervenire solo in caso di errore chiaro ed evidente»

Ceferin, presidente UEFA, ha parlato così del tema falli di mano e di quando debba intervenire il VAR. Le sue dichiarazioni

Il mondo del calcio è costantemente attraversato da furiose polemiche arbitrali, un tema che accende gli animi dei tifosi ogni singolo fine settimana nei principali campionati europei. Le continue modifiche al regolamento e le interpretazioni spesso contrastanti da parte dei direttori di gara hanno generato un clima di profonda incertezza. A dare voce a questa frustrazione collettiva è intervenuto in prima persona il presidente dell’UEFA, Aleksander Ceferin. Durante la sua recente partecipazione all’esclusivo evento internazionale denominato “The Forum”, il numero uno del calcio continentale ha affrontato di petto la complessa situazione sportiva, analizzando senza filtri le criticità del sistema attuale.

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La confusione sui falli di mano e il rebus dell’intenzionalità

Negli ultimi anni, uno degli argomenti che ha scatenato i maggiori dibattiti nei salotti sportivi e sulle tribune degli stadi riguarda senza ombra di dubbio la regola legata ai falli di mano. L’applicazione del regolamento all’interno dell’area di rigore è ormai diventata un vero e proprio rebus irrisolvibile sia per i professionisti del settore che per i semplici appassionati. La netta difficoltà nel distinguere un tocco fortuito da un gesto volontario ha trasformato ogni decisione in una potenziale tempesta mediatica. Proprio su questo delicatissimo aspetto, Ceferin ha espresso un’opinione sorprendente e schietta, schierandosi apertamente con chi vive il calcio dagli spalti:

“A volte i tifosi non capiscono le interpretazioni delle regole, e li capisco. Non le capisco nemmeno io. Sui falli di mano, ad esempio, nessuno sa più cosa sia rigore e cosa no. Come si fa a stabilire l’intenzionalità? Non siamo psichiatri. Il VAR deve intervenire solo in caso di errore chiaro ed evidente. Le revisioni devono essere rapide, non come accade a volte con recuperi lunghissimi”.

Il ruolo del VAR: serve immediatezza e meno interruzioni

Le incisive dichiarazioni del presidente dell’UEFA mettono in luce l’urgenza di una profonda semplificazione delle dinamiche di gioco. L’introduzione della tecnologia in campo doveva inizialmente sanare le grandi ingiustizie sportive, ma l’eccessiva pignoleria nell’utilizzo dello strumento ha finito per frammentare troppo le gare. La richiesta di circoscrivere l’intervento del VAR ai soli casi di errore chiaro ed evidente mira proprio a restituire pura fluidità e continuità alle partite. L’auspicio finale di Aleksander Ceferin suona come un deciso monito per l’intero panorama calcistico mondiale: serve fare un passo indietro verso la chiarezza e la rapidità per tutelare la bellezza originaria di questo sport.

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